Piccole grandi bugie recensione

Titolo: Big Little Lies
Autrice: Liane Moriarty
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2014
Titolo in Italia: Piccole grandi bugie
Anno di pubblicazione ITA: 2017
Trad. di: Enrica Budetta

Una caviglia storta, una donna frizzante (Madeline Martha Mackenzie; e chi non la vorrebbe come migliore amica?! Io mi prenoto subito!), un pre-scuola da raggiungere e un pizzico di solidarietà femminile.

Mescolati insieme creano l’inizio di una dirompente amicizia: quella di Jane, giovane ragazza single da poco trasferitesi a Pirriwee, e Madeline, esuberante mamma di due pargoli + un’adolescente in cerca di ribellione.

Il duo diventa subito un trio affiatato, perché c’è anche Celeste – di nome e di fatto-, celestiale (appunto) madre di due gemelli carinissimi, ma un po’ scalmanati.

Ma a Pirriwee ci sono tante altre madri (il gruppo dei Caschetti Biondi è solo un esempio – un po’ pressante – di come essere una madre troppo presente); altri padri (la maggior parte lavoratori, ma i pochi “casalinghi” sono guardati dalla fauna femminile con famelica avidità) e poi tante… tantissime piccole bugie.

E queste bugie possono gonfiarsi fino a diventare esplosive.

È proprio quello che avviene all’annuale serata Trivia della scuola quando la festa si conclude con un omicidio

Alzi la mano chi non ha visto l’acclamata serie Big Little Lies con protagoniste Reese Witherspoon (Madeline), Nicole Kidman (Celeste) e Shailene Woodley (Jane).

Immagine di theweek.co.uk

Se hai alzato la mano, corri a rimediare perché è una serie televisiva assolutamente da non perdere!

Le tre attrici sono bravissime a rendere i personaggi letterari su pellicola e anche gli altri co-protagonisti non sono da meno. La storia, poi, sebbene siano presenti alcune differenze, è molto fedele al libro (cosa affatto scontata).

Questa breve premessa solo per dire che, prima di avventurarmi con la lettura di Piccole grandi bugie, avevo già visto – e apprezzato – la serie televisiva.

Da una parte, quindi, sapevo/temevo che la lettura del romanzo a cui la serie tv si ispira mi avrebbe rovinato quest’ultima; dall’altra sapevo/temevo che la lettura mi sarebbe risultata più noiosa dal momento che già conoscevo gli eventi della storia (e, soprattutto, la sua fine).

E invece…

Invece con sarcasmo e ironia, ma anche con una certa dose di serietà quando necessario, la Moriarty ci trasporta in questa piccola cittadina piena di invidie, segreti, simpatie, antipatie, desideri.

Una città, come tante altre città, in cui troppo spesso i «sorrisi […] non arrivano agli occhi» e le chiacchiere si diffondono a macchia d’olio distorcendosi ogni volta che vengono raccontate (e di cui troviamo esempi alla fine di ogni capitolo).

Una storia in cui le voci femminili sono sì predominanti, ma comunque diverse e sfaccettate… mai banali: c’è Madeline, un po’ svampita alle volte, ma personaggio complesso e profondo; c’è Celeste con la sua vita apparentemente perfetta e i suoi segreti; lo stesso dicasi anche per Bonnie che, alla fine, si rivela essere un personaggio molto più terreno (e umano) di quello che pareva all’inizio; c’è Renata con il suo lavoro e il suo costante tentennare sul piedistallo delle apparenze (su cui lei stessa – un po’ tutte/i in verità – si ritrova costretta); e poi c’è Jane con le sue insicurezze e la sua necessità di andare avanti malgrado tutto.

Ovviamente il libro è a maggioranza femminile, ma questi caratteri forti (dotati anche di una normale umana fragilità) non offuscano – almeno non completamente – il comparto maschile anch’esso complesso… e complessato tanto quanto quello femminile.

Insomma, una storia ben raccontata e ben orchestrata; dei personaggi credibili e realistici e un ritmo molto incalzante rendono questo libro assolutamente da leggere!


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