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Peter Pan

peter panTitolo originale: Peter Pan
Autore: J.M. Barrie
Genere: Bambini
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: Peter Pan
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Illustrato da: MinaLima
Traduzione di: Milli Dandolo
Pagine: 251

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

Seconda a destra e dritto fino al mattino…

Sì sono indicazioni un po’ vaghe, ma è lì che si trova l’Isola che non c’è.

Ed è lì che si trova anche Peter Pan, il famoso bambino che non vuole crescere, tra pirati, sirene, indiani, fate e ragazzi sperduti.

In realtà prima di Neverland, c’è stato anche altro per Peter in un’avventura che coinvolse anche il famoso re Salomone (ma questa è un’altra storia – che non credo d’aver compreso pienamente comunque: Peter Pan nei giardini di Kensington) e un primo riferimento nel racconto L’uccellino bianco (1902), che sostanzialmente viene ripreso dal primo.

In questa meravigliosa edizione targata MinaLima, è riportato – e riccamente illustrato – il testo integrale di Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere o Peter Pan e Wendy di James Matthew Barrie.

Peter Pan non ha ovviamente bisogno di presentazioni; la sua figura ha ispirato trattati e manuali d’ogni genere.

E il bambino che non vuole crescere è diventato un’icona anche grazie all’adattamento della Disney, nel quale però la figura di Peter è molto più giocosa e spensierata di quella originale.

Nato come opera teatrale (la produzione si aprì nel 1904 ed ebbe un successo straordinario), Peter e Wendy – il romanzo – venne rivisto e limato per anni fino ad assumere la sua versione definitiva.

La storia ci porta nella casa della famiglia Darling, alle cui “dipendenze” c’è una tata molto particolare, Nana un’imponente terranova.

Peter ascolta di nascosto le storie che la signora Mary Darling racconta ai figli per farli addormentare, ma una sera, fuggendo rapidamente, perde la sua ombra.

Tornerà per recuperarla, ma non riuscendo a riattaccarla (con il sapone ?), sveglierà inavvertitamente Wendy, la figlia maggiore.

E, visto che Wendy conosce come la madre un sacco di storie, Peter la inviterà sull’Isola che non c’è per fare da madre a lui e alla sua banda di ragazzi sperduti. (« […] sono bambini che cadono dalla carrozzina mentre la governante sta guardando dall’altra parte. Se nessuno viene a reclamarli entro sette giorni, vengono mandati lontano, nell’Isola Che Non C’è»).

Presto fatto: Wendy accetta e con lei andranno anche i due fratelli minori, Michael (Michele) e John (Gianni).

L’ispirazione per i personaggi venne dai ragazzi Llewelyn Davies (cugini di primo grado di Daphne du Maurier) di cui l’autore divenne tutore dopo la morte dei genitori – assieme alla loro la loro nonna materna, Emma du Maurier, e agli zii, Guy du Maurier e Crompton Llewelyn Davies.

Dei cinque fratelli, George, il maggiore, e Peter si arruolarono nel British Army (George venne ucciso in azione nel 1915); mentre John (detto Jack) si arruolò nella Royal Navy e morì poi a 65 anni per un problema polmonare.

Peter, afflitto dall’alcolismo e altri problemi personali, si suicidò nel 1960 (sette mesi dopo la morte di John).

Michael annegò a 21 anni, in circostanze sospette, con un amico e forse compagno vicino all’Università di Oxford nel 1921.

Nicholas, il più giovane, ha fortunatamente avuto una vita – almeno all’apparenza ? – serena.

Alla sua morte, James Matthew Barrie lasciò in eredità lo sfruttamento dei diritti d’autore al Great Ormond Street Hospital, un ospedale pediatrico londinese nel quartiere di Bloomsbury, dove peraltro si troverebbe la casa dei Darling.
[Fonte: Wikipedia]

Ma comunque… mi sono dilunga anche troppo.

Per tirare un po’ le fila del discorso: l’edizione è stupenda, non si discute.

Bella da regalare o da tenere per sé (?); sullo scaffale della libreria fa un figurone – soprattutto al fianco dei fratelli La Bella e la Bestia e La Sirenetta e altre fiabe.

La storia in sé devo dire, invece, che non mi ha fatto impazzire.

Comprendo il valore emblematico di alcune figure (in primis quella di Peter Pan), ma mi è sfuggito il senso generale.

Il tono è molto più cupo e inquietante (per esempio, Peter è così egoista e scanzonato che dimentica persino Campanellino).

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