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Metro la Trilogia

metro la trilogiaTitolo originale: Метро́ 2033/Метро 2034/Метро 2035
Autore: Dmitry Glukhovsky
Genere: Fantascienza apocalittica/post apocalittica
Anno di pubblicazione: 2002/2009/2015
Titolo in Italia: Metro la Trilogia
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Multiplayer Edizioni
Pagine: 1056

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Jack Aubrey

La mente si può rivelare la più grande risorsa degli uomini… ma anche il suo peggior nemico.

Siamo nel 2033, ormai sono due decenni che gli uomini hanno perso il comando della Terra.

La crosta terrestre, erosa dalle radiazioni, ha dato vita a mostri, mutanti, tetri e tante altre creature: la civiltà è al collasso e l’umanità la seguirà a breve.

Vengono trovati rifugi: chi in carri armati, chi in città fortezza ai confini del mondo e chi trova la salvezza nella metropolitana sotterranea di Mosca, iniziando una lotta tra l’umanità e la morte che li richiama.

La sopravvivenza nella metropolitana non è idilliaca né scontata: trappole mortali, invasioni di mutanti, pericoli radioattivi senza contare poi i fanatici del Grande verme; tutto cerca di scacciare o uccidere i sopravvissuti dal loro ultimo rifugio.

Oltre a fattori esterni la metropolitana è divisa in fazioni: la Polis che cerca di ricordare quel che l’umanità rappresentava, la Comunità dell’Anello attenta soprattutto al guadagno, ma anche fazioni distruttive come il Quarto Reich.

Tra divisioni interne e combattimenti esterni solo pochi uomini sono rispettati o temuti da tutti: gli Stalker (concetto diverso da quello in uso nei nostri giorni), eroi che affrontano la natura avversa della superficie, trafugando preziosi beni e materiali che semplificano la vita nel sottosuolo.

Le nuove generazioni nascono in un mondo buio, stretto e umido mentre gli adulti ricordano e sognano un cielo ormai è diventato verde e una vita più semplice ormai persa del tutto.

Nel primo volume, gli Stalker e Artyom (un ragazzo della stazione VDKh) devono risolvere un enorme disastro; infatti mutanti senz’occhi, con pelle nera e impenetrabile e capaci di mettere i peggiori incubi nella mente umana, nominati dai più come “Tetri”, minacciano l’esistenza e la sopravvivenza dell’ultima arca umana: La Metropolitana.

Così Artyom un ragazzo che mitizza gli Stalker ha l’opportunità di entrare nei loro famosi ranghi, solo se riuscirà a sconfiggere la terribile minaccia che abbatte anche i veterani più duri.

Tra mutanti, Tetri, stazioni fantasma, malintenzionati e sotto la costante minaccia di ciò che è sconosciuto, tutto raccontato nel buio più profondo del sottosuolo; riuscirà un ragazzo ha terminare la sua missione salvando così l’umanità?

Per quanto possibile cercherò di non fare spoiler, ma parlando di una serie complicata e piena di colpi di scena (soprattutto alla fine, ma ne parleremo dopo), ti consiglio di non leggere quello che sarà scritto nelle note di spoiler se non hai letto il libro in questione.

"Sinossi Metro 2034"- attenzione agli spoiler"

Nel secondo volume ritroveremo Hunter (lo Stalker che diede l’opportunità a Artyom di entrare nei loro ranghi) salvo, ma non tanto sano, nella difesa della stazione di Sevastopolskaya, un baluardo contro altri mutanti. Purtroppo un’epidemia mortale inizia a dilagare nelle stazioni precedenti e Hunter è costretto a tornare alla vecchia vita, per cercare di salvare la stazione ancora una volta, non da mutanti o da radiazioni, stavolta infatti dovrà affrontare un nemico invisibile e agguerrito che non prende prigionieri. Quale soluzione scegliere veloce, ma purtroppo brutale, condannandolo Hunter a diventare un mostro o protendere a cercare una cura che se non trovata porterà alla eliminazione degli ultimi umani conosciti?

[riduci]
"Sinossi Metro 2035"- attenzione agli spoiler"

In Metro 2035, ultimo romanzo della trilogia, ritroveremo Artyom due anni dopo aver compiuto la sua epica missione. Ritirato dall’Ordine è tornato a vivere nella stazione VDKh, con la moglie (figlia del capo dell’ordine). Le giornate non sono così tranquille per il nostro eroe, infatti è ancora ossessionato dalla domanda più importante: “c’è qualche sopravvissuto oltre a noi?”. Ogni giorno si reca nell’edificio più alto, cercando di trovare anche la più piccola trasmissione radio, per dare alla Metro la salvezza che lui gli ha sottratto. Con l’arrivo di Omero (ancora in cera di un vero eroe), Artyom trova una pista fondata: qualcuno ha parlato e sentito altre voci nell’etere. In cambio della storica avventura del 2033, Artyom e Omero si mettono in viaggio, un viaggio che li porterà nell’Hansa, nel Quarto Reich, sulla Linea Rossa e tante altre  stazioni, sopra e sotto terra, dove le radiazioni sono un pericolo, ma anche un solido alleato. L’Ultima avventura nel mondo di Dmitry Glukhovsky, ma epica come il primo libro. Unitevi nel viaggio di Artyom, nella scoperta del mondo esterno, ma soprattutto a smascherare quello che ribolle nel nostro io più profondo.

[riduci]

Uno dei capolavori del genere fantascienza post apocalittica, infatti il secondo romanzo Metro 2034 è stato incoronato come il più grande bestseller venduto nella Russia del 2009.

Nella recensione ho preferito dividere Metro 2033 e Metro 2035 da Metro 2034 perché differiscono sia nella trama che nella scrittura.

Inoltre Metro La Trilogia per questo decimo anniversario sarà disponibile in due tagli colore: rosso (come nelle foto) o nero.

Per chi avesse una preferenza specifica potrà acquistare il volume direttamente su Multiplayer.com (rosso; nero).

I primi due romanzi (Metro 2033 e Metro 2035) presentano, almeno all’inizio, una trama molto lineare: l’eroe che salva la popolazione o cerca dei sopravvissuti.

Un libro apparentemente semplice quindi, ma mentre la storia si dipana scopriremo una trama sempre più profonda e complessa.

A Metro 2034 questa profondità di trama mi sembrava invece mancare; infatti l’intreccio è lineare e abbastanza prevedibile. Non per questo è un “brutto” libro, ma inferiore ai suoi fratelli può comunque annoverarsi tra i buoni libri nella media dei racconti apocalittici.

La velocità di narrazione e della storia sono opposte: mentre per più di metà libro in Metro 2033/2035, il tempo della storia è rallentato a favore del tempo del racconto, rendendo i volumi molto lento da leggere, nella loro ultima parte e nella totalità di Metro 2034, il tempo del racconto è leggermente inferiore della tempo della storia, il che rende le vicende più veloci, con un ritmo incalzante che vi farà divorare le restanti pagine del volume.

Proprio per i tempi molto allungati e i pochi colpi di scena presenti in Metro 2033 e 2035, per molti forse potrà risultare difficile arrivare in fondo, ma ti garantisco che le poche pagine finali ribalteranno completamente il giudizio, rendendo l’intero volume un capolavoro degno dei migliori libri apocalittici.

L’ambientazione è molto curata; qualche stazione ha una sua unicità, con uno schema di fondo comune (data l’appartenenza a uno stato e una sola città), ma i gruppi di stazioni sono tutte diversi e le stazioni della metro cambieranno fisicità e “carattere” a seconda delle fazioni.

Passiamo quindi dalle varie stazioni “libere” in rovina o quasi, alle stazioni singole – più o meno mantenute dai residenti – alla Polis, la più spendente, in cui è facilmente dimenticabile che l’uomo sia sottoterra, a miriadi di altre stazioni distrutte o meno, popolate o meno, rispettabili o meno.

Ugualmente variegata e ben descritta la superficie, descritta con i mutanti, le sue gallerie (e i moltissimi e vari pericoli in cui potremmo incappare se non preparati), i Tetri, i cani (domestici e non) e tantissime altre creature che più di ogni cosa gradiscono la carne – meglio se umana.

Infatti tutto il compartimento ambientazioni è così ampio e curato che non è possibile né esporlo né descriverlo in poche righe: posso dire solamente che è uno dei migliori che io abbia letto.

La personificazione dei personaggi è divista tra personaggi principali, secondari e “caste”, cioè figuranti che possono essere inquadrati in una categoria standard: la casta dei discepoli del Verme, i ranghi degli ufficiali, la casta delle persone comuni o dei barboni, i quali avranno un carattere unico tra i più arroganti e ai più collaborativi,  a seconda del ruolo e della stazione di appartenenza.

I personaggi secondari hanno un carattere unico per individuo, che non va soggetto a un’evoluzione, ma manterrà le sue unicità dai più eccentrici ai più fatalisti.

La vera differenza sta nel protagonista (Metro2033,Metro 2035) o nei protagonisti (Metro 2034) che avranno un’evoluzione che porterà a profondi cambiamenti del suo io nascosto, avendo risposte diverse anche se messi difronte a una scelta identica, senza mai cadere nell’ovvio, ma sempre rispettano la loro moralità e la loro storia.

In conclusione Metro. La trilogia è una delle migliori saghe post apocalittiche che, se letta tutta, sarà un’avventura indimenticabile.

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