Lontano da casa

Titolo originale: Loin de chez moi, mais jusqu’où?
Autrice: Pinar Selek
Genere: Varia
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: Lontano da casa Lontano da casa
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Manuela Maddamma

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

«Come donna, non ho paese.

Come donna il mio paese
è il mondo intero.
»
Virginia Woolf

Quanto è terribile, estraniante e spaventoso dover abbandonare la propria casa? La propria quotidianità? Lasciare un pezzo della propria vita indietro, perché altrimenti si rischia di non averla più una vita?

Questo è quello che accade a Pinar Selek (autrice, tra gli altri, del romanzo La casa sul Bosforo, che adesso voglio assolutamente leggere… come se non fossi stata già super curiosa prima 😬🙈).

Pinar (il cui padre fu incarcerato cinque anni a seguito del colpo di stato del 1980) è alle prese con la (in)giustizia turca dal 1998, quando fu accusata di aver compiuto un attentato (che, però, fu solo un’esplosione accidentale).

Fu accusata di complicità col PKK, torturata e imprigionata.

Quattro assoluzioni e un annullamento di condanna dopo, Pinar Selek è ancora esule (dal 2009) e in attesa di una sentenza che potrebbe ribaltare tutto e comminarle un ergastolo.

In “Lontano da casa“, Pinar affronta, in una breve ma intesa considerazione, una serie di temi dove forte si avverte la nostalgia di una Istanbul ancora cara, in cui ancora si trovano i sogni e le speranze della scrittrice.

Il concetto di casa e soprattutto del “sentirsi a casa” è un tema prezioso ma al tempo stesso spesso scontato nelle nostre vite frenetiche e tutto sommato tranquille (almeno dal punto di vista della tutela dei diritti civili) e l’esilio involontario ha indubbiamente spinto l’autrice ha interrogarsi su tali temi.

Segue una lettera, più recente rispetto al resto, in cui Pinar riassume una situazione quasi immutata, anzi forse addirittura peggiorata drasticamente, nella sua Istanbul: esprimere le proprie idee con libertà è diventato terreno scivoloso e pericoloso.

Ma il messaggio della scrittrice è chiaro e carico di speranza: mai arrendersi. Se lo facciamo, vincono loro.

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