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L’ascesa di Senlin

l'ascesa di senlin recensioneTitolo originale: Senlin Ascends
Autore: Josiah Bancroft
Genere: romanzo
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: L’ascesa di Senlin
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Alessio Lazzati

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Jack Aubrey

Varie leggende ammantano la Torre di Babele (costruita in mille anni o ancora in costruzione) e i suoi sessanta e più piani, ma se un fatto è certo è che la torre rappresenta l’apice della cultura e civilizzazione umana, o almeno questo è quello che tutti credono.

Thomas Senlin è il preside e unico insegnate di una piccola scuola situata in un piccolo villaggio di pescatori ed è anche uno dei più fervidi sostenitori della civiltà della torre. Dopo il matrimonio con una ragazza locale, Marya, avrà l’opportunità di visitare la torre in luna di miele.

In seguito alla scomparsa di Marya, Senlin dovrà iniziare a scalare la torre tra truffatori, approfittatori, sparvieri (schiavi della torre) e falsi amici.

Thomas scoprirà la vera natura della Torre di Babele, ben lontana dall’essere una meta idilliaca.

Riuscirà Senlin ha mantenere la sua libertà, ha trovare sua moglie Marya e ha resistere al cambiamento esercitato dalla torre sulle persone?

La trama del libro suggerisce un romanzo capace di attirare i lettori con avventura, azione senza togliere niente a un genere semi-distopico. Queste premesse però non vengono mantenute.

Nonostante un’evoluzione del personaggio principale (accentrata nelle ultime pagine) il romanzo risulta molto monotono, privo di colpi di scena, principalmente perché largamente anticipati dall’autore stesso.

Inoltre ci sono vari episodi che, almeno io, ho trovato inspiegabili.

Per esempio, senza fare spoiler, direi che in un mercato in cui le persone si perdano con facilità e per anni risultino irreperibili (per una ragione o per un’altra), potrebbe essere tutto facilmente risolvibile andando alla prima e unica scala del basamento della torre, se si tratta di sola perdita come nel caso del protagonista.

L’unica nota positiva del romanzo è la “Guida per tutti alla torre di Babele“, un libretto che ci introduce, superficialmente e volutamente vago sulle regole dei primi regni  e al mercato fuori dalla torre.

Per riassumere il primo romanzo della tetralogia risulta pesante da leggere, e più volte avrei rinunciato, se non mi fossi aspettato un finale sconvolgente che purtroppo non è mai arrivato.

L’idea di una torre-dungeons con vari regni, che presentano caratteristiche uniche e con difficoltà e imprevisti diversi, sarebbe potuta risultare un’idea vincente, se non fosse narrata con una trama piatta, priva di coinvolgimento del lettore.

Nonostante sia il primo libro di una serie non sono interessato né allo sviluppo della storia, né all’evoluzione dei personaggi.

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