La città e la città

Titolo: The City & the City
Autore: China Miéville
Genere: Distopico
Anno di pubblicazione: 2009
Titolo in Italia: La città e la città
Anno di pubblicazione ITA: 2024
Traduzione di: Maurizio Nati
Pagine: 333

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

Tyador Borlù, ispettore della Squadra Crimini estremi, si ritrova a indagare sull’uccisione di una giovane donna.

Nulla di particolarmente strano – anche se sicuramente drammatico – se non fosse per alcuni dettagli.

Il suo cadavere infatti potrebbe non trovarsi davvero nella città in cui è stato ritrovato e in cui Borlù lavora…

Impossibile?

Non per Ul Qoma e Beszel…

La città e la città è entrato nel mio mirino dopo aver letto alcuni suggerimenti di lettura in un libro di Hideo Kojima, l’autore pluri-acclamato della serie video-ludica Metal Gear.

Quindi appena Fanucci ha ristampato questo libro con una nuova copertina ne ho approfittato subito per coprire questa mia curiosità.

Senza fare troppi spoiler che poi non vorrei guastarvi il piacere della lettura, la parte geniale carica di considerazioni e sottintesi è quella legata al world-building: la coesistenza di due città che condividono fisicamente lo stesso spazio geografico, ma sono in realtà separate.

I rispettivi cittadini hanno imparato a “disvedere” ovvero a ignorare l’esistenza parallela dell’altra città (edifici, abitanti, veicoli, animali…).

Sembra inconcepibile, ma la costruzione che ne fa Miéville è decisamente intrigante, curata e tutto sommato credibile.

Insomma sotto questo punto di vista tanto di cappello per l’idea, chiara estremizzazione della Berlino del dopo guerra (Ul Qoma e Beszel non sono comunque geo-localizzate; si intuisce solo che si trovano in qualche parte dell’Europa non meglio definita).

Contesto a parte, quello che però non mi ha completamente convinta è la storia in sé: una specie di soft noir in cui l’indagine si fa via via sempre più lenta e ripetitiva per concludersi in maniera decisamente troppo estrema, eccessivamente scenografica.

Gli stessi personaggi fanno fatica a ritagliarsi uno spazio che sia altro rispetto al ruolo che ricoprono e nonostante, alla fin fine, siano giusto una manciata si confondono quasi l’uno con l’altro non riuscendo a caratterizzarsi.

Lo consiglio sì, ma principalmente con riferimento alla particolarità dell’atmosfera e alla cura del contesto.

Non nego tuttavia che sarei davvero curiosa di leggere altro di questo autore e sarei anzi curiosa di vedere come il clima de La città e la città è stato riprodotto nella serie tv.

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