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Il peggiore dei mondi possibili

il peggiore dei mondi possibiliTitolo originale: Keep the Aspidistra Flying, Homage to Catalonia, Coming Up for Air, Animal Farm, Nineteen Eighty-Four
Autore: George Orwell
Genere: Raccolta
Anno di pubblicazione: 1936-1949
Titolo in Italia: Il peggiore dei mondi possibili
Anno di pubblicazione ITA: 2020
A cura di: Massimo Scorsone
Traduzione di: Giorgio Monicelli, Riccardo Duranti, Bruno Maffi, Guido Bulla, Stefano Manferlotti, Silvia Albesano
Pagine: 936

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

«Va tutto per il meglio
nel peggiore dei mondi possibili
Dino Campana

Ormai è cosa nota: gli Oscar Draghi regalano gioie.

E questo in particolare mi ha levato un paio di sfizi che mi erano nati dopo aver letto il graphic novel biografico su George Orwell, cioè leggere Fiorirà l’aspidistra e La fattoria degli animali.

Il primo, forse meno noto rispetto al secondo, è ambientato a Londra nel 1930 e potrebbe riassumersi nella seguente frase: tutto è denaro.

La storia segue infatti la parabola discendente di Gordon Comstock contro il dio Plutarco e di come questa sua ribellione lo faccia incastrare ancor di più in un meccanismo dal quale non c’è uscita.

Numerosi sono i riferimenti autobiografici e i richiami (e le critiche) alla classe media inglese e a un certo snobismo idealistico, riassunti simbolicamente nell’odiata pianta da interni: l’aspidistra (molto diffusa, soprattutto in epoca vittoriana, poiché non bisognosa di grandi cure e in grado di tollerare la scarsa illuminazione e la scarsa qualità dell’aria dovuta dall’uso di lampade a olio – e successivamente a gas). il peggiore dei mondi possibili recensione

La nota fattoria degli animali, invece, ci porta nell’Inghilterra rurale in una fattoria dove appunto un gruppo di animali riuscirà a sovvertire l’ordine, ostracizzando il fattore e tutti gli umani colpevoli di sfruttarli fino alla morte.

La società animalesca così costituita seguirà le teorie diffuse dai maiali – a capo del variegato branco – riassunte nella corrente dell’Animalismo.

Inizialmente democratica, questa comunità scivolerà rapidamente in dittatura.

Se non fosse abbastanza chiaro il riferimento ai Soviet e al comunismo russo, in fondo a questo testo è riportato un breve scritto in cui Orwell mette nero su bianco questo aspetto spiegando anche delle difficoltà che questo comportò nella pubblicazione del romanzo.

All’appello in questa raccolta ci sono ancora altri tre romanzi: Omaggio alla Catalogna, Una boccata d’aria e 1984.

Ah, una piccola nota tecnica: ognuno dei cinque scritti è anticipato da una serie di recensioni di critici (anche anonimi) dell’epoca.

Omaggio alla Catalogna è il resoconto autobiografico dell’esperienza di Orwell durante la guerra civile spagnola.

il peggiore dei mondi possibili internoDallo scarso armamentario che i guerriglieri avevano contro le unità di Franco e al loro inadeguato addestramento prima di essere gettati in trincea, Orwell condividerà le sue riflessioni sulla guerra parlandoci delle sue impressioni e dei suoi spostamenti (fino a quando non dovrà allontanarsi dalla Spagna poiché ricercato dai comunisti).

Questa raccolta riporta la seconda edizione di questo reportage (in cui lo scrittore decise, perché riteneva fossero fuori luogo in mezzo ai capitoli narrativi, di spostare due capitoli – il quinto e l’undicesimo che descrivevano i partiti spagnoli del Fronte Popolare e i loro contrasti – in quelle che sono diventate le due appendici).

Una boccata d’aria, pur essendo il più ironico dei cinque, è per certi versi il testo che mi ha un pochetto annoiata (c’è tanta pesca 😬🎣), nonostante siano evidenti gli intenti di analisi e critica che poi sbocceranno in opere come 1984.

George Bowling, il protagonista di questa storia, ha quarantacinque anni, un mutuo da pagare, una moglie stanca, dei figli e anche la dentiera.

Ricordando i tempi andati, quelli in cui era ancora giovane e spensierato e il mondo non era stato cambiato dalla guerra, George pensa di tornare al villaggio natio per recuperare e prendere “una boccata d’aria”.

Ultimo ma non ultimo, 1984.

Inutile dire che questo romanzo è la summa di tutto il pensiero di Orwell: è lucido, pessimista, tristemente profetico (sotto certi aspetti).

In una terra divisa in tre grandi super-potenze (Oceania, Eurasia ed Estasia) in perenne lotta tra loro, hanno vinto i totalitarismi.

Tutto è controllato, tutti sono controllati in ogni aspetto e ogni momento della loro giornata (“Big Brother is watching you”).

Noi seguiremo le sorti di Winston Smith, impiegato del Ministero della Verità, incaricato di “correggere” i libri, gli articoli di giornale già pubblicati e in generale la storia in modo da rendere vere le previsioni del Partito e alimentando così la sua infallibilità.

Insomma mi sono dilungata tanto e mi scuso.

Per concludere, Il peggiore dei mondi possibili è una raccolta davvero ottima per chi stima il lavoro di George Orwell e per chi avesse di conoscerne il lavoro.

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