Il mago M.

Titolo originale: L’enchanteur
Autore: René Barjavel
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1984
Titolo in Italia: Il mago M.
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Anna Scalpelli

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

C’erano una volta re Artù, la Tavola Rotonda, la ricerca del santo Graal, Lancillotto e Parsifal e gli amori e i duelli con lancia e spada; c’erano Ginevra e Morgana; c’era la Dama del lago.

E c’era una volta un mago dallo sguardo vivace e malizioso, dotato della «giovinezza eterna delle foreste», potente e inaccessibile.

Il suo nome era Merlino.

René Barjavel ci riporta sui passi del ciclo bretone seguendo una chiave molto particolare e innovativa (per l’epoca) in cui l’epica incontra la fantascienza.

Per contestualizzare un attimo, Barjavel è stato un noto sceneggiatore (dei film di Don Camillo con Fernandel e Cervi, ad esempio), giornalista nonché scrittore. In quest’ultima veste, sviluppò tematiche rivoluzionarie (come il viaggio nel tempo, la tecnologia e il consumismo alienanti – se usati in maniera impropria) in un’epoca in cui la dicitura “romanzo di fantascienza” in Francia non era cosa molto nota.

Il mago M., l’ultimo libro che pubblicò prima della morte avvenuta un anno dopo (nel 1985), è la summa di tutte queste sue idee (ed è infatti ritenuto il suo testamento letterario).

La storia è “epica” all’ennesima potenza nel senso classico e tradizionale del termine: i cavalieri passano da un’epica impresa a un’altra; le dame (tranne Viviana e Morgana) stanno in casa a far la maglia o a disperarsi delle proprie sfortune; il senso del dovere, dell’onore e quello religioso sono la triade che tutto governa… in primo luogo, l’amore.

Tutta questa moralità cavalleresca mi ha ricordato La morte di re Artù di Thomas Malory, testo che segnò la transizione ultima della leggenda arturiana dall’adattamento medioevale a uno più “moderno” (si tratta comunque di un romanzo del 1400).

La riscrittura offerta da Barjavel offre, ovviamente, spunti ancora più moderni di quelli forniti da Malory (grazie a ironia, anacronismi ed espedienti narrativi più attuali) presentando un particolare ritratto di Merlino che, prima di essere un potente mago, è un uomo… fallace e fallibile.

Per concludere, sì per gli amanti dell’epica, per chi ha sempre guardato con fascino e ammirazione Artù e i suoi cavalieri, per chi vuole fare un ripassino del ciclo bretone (tanto ci sono così tante versioni!) o per chi vorrebbe avvicinarlo per la prima volta.

No, per chi si aspetta di trovare stravolgimenti e capovolgimenti in stile Le nebbie di Avalon (si tratta di due testi diversi e non paragonabili).

Precedente Pulsazione Successivo Le terrificanti avventure di Sabrina