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Il gioiello della corona

il gioiello della corona recensioneTitolo originale: The jewel in the Crown
Autore: Paul Scott
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1966
Titolo in Italia: Il gioiello della corona
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Stefano Bortolussi
Pagine: 583

Seguito da:
– Il giorno dello scorpione
– Le torri del silenzio
– A Division of the Spoils

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

I giardini di Bibighar, nell’immaginaria città di Mayahore, risplendono di quel fascino e mistero tipici dell’India… alla loro costruzione, tra l’altro, s’intreccia una romantica storia di un principe innamorato.

Ma Bibigar non è sinonimo solo di bellezza e romanticismo; perché lì, una notte, si verificherà un evento che cambierà la vita di molti.

Ma, prima di arrivare a quella fatidica notte, c’è molto molto altro…

C’è una donna e la sua dedizione all’insegnamento; c’è una “sorella” – dal misterioso passato – che però suora non è; ci sono i sogni e le aspirazioni di un padre e la tragica sorte che ci mette lo zampino; c’è un ragazzo, diviso tra due culture e inviso a entrambe; e c’è una ragazza che riesce a scorgere oltre il velo del pregiudizio e si ritrova avvolta in una cappa di ipocrisia.

Ma ci sono anche gelosie, desideri, scontri e rivolte; ci sono politica, favoritismi, inglesi e indiani e ci sono ingranaggi impossibili frenare.

Il gioiello della corona, primo della c.d. Raj Quartet, è un mastodontico apparato indubbiamente degno di ricevere il titolo di “Guerra e pace” indiano.

È la storia di una tragedia, ma ogni dramma non si esaurisce in una notte o in qualche ora.

E così tra resoconti, testimonianze, lettere e diari aggiungeremo pagina dopo pagina ogni singolo tassello – fatto non solo eventi ma anche (e soprattutto) di persone (e sì dico “persone” perché i personaggi sono così vividi e palpitanti da sembrare reali) – fino a raggiungere la visione completa che non si esaurisce con un notte di violenza.

Quindi sì per l’ambientazione che coinvolge anche importanti elementi sociali e storici; sì per i personaggi, ognuno con la sua storia, i suoi desideri e il suo punto di vista.

Nì alla storia (ma siamo comunque su livelli molto alti) solo perché è molto ricca, in certi passaggi si ripete e i capitoli dalle pagine infinite mi mettono angoscia (ma questo è un problema mio).

Un piccolo consiglio: non farti spaventare dalle prime pagine. Si viene catapultati in un mondo vorticante, con un sacco di personaggi dei quali ancora non si capisce ruolo o importanza. Ma… datti tempo e dai tempo a Paul Scott di introdurci per bene la sua storia; alla fine, tutto sarà più chiaro.

Complessivamente, quindi, un libro davvero valido che, se ti ho fatto venire un po’ di curiosità, di consiglierei di leggere.

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