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Gideon. La nona

gideon
Titolo originale:
Gideon. The Ninth
Autrice: Tamsyn Muir
Genere: Avventura
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: Gideon. La nona
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Francesca Crescentini
Pagine: 456

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Jack Aubrey

Benvenuti nel sistema della stella Dominicus dove le otto case si sfideranno per assumere il posto di littore al fianco del Divino Necromante… ma prima un passo indietro.

Gideon Nav della Nona Casa è un’orfana cresciuta dai Custodi del Sepolcro Sigillato (cioè la Nona Casa), allevata come serva debitrice, il che significa che dovrà lavorare per la casa fino alla morte (e anche oltre).

Sopravvissuta alla mattanza che distrusse il reparto neonatale (in cui persero la vita oltre duecento ragazzi), Gideon viene avviata come Vestale nera e servitrice, ma il suo carattere (ben lungi dall’essere remissivo) le attirerà parecchi nemici.

Harrowhark Nonagesimus è l’erede della Nona Casa e reverenda figlia del Drearburh, ma anche una nemica mortale di Nav.

Unica amica di Gideon è Aiglamen, capitano delle guardie della Nona, che le insegna non solo a sopravvivere ma anche l’utilizzo dello spadone, arma al servizio dell’esercito dell’imperatore necromantico.

Infatti Nav vuole scappare da Drearburh per unirsi all’esercito, ma tra imprevisti e morti non riuscirà a lasciare né la casa né il pianeta.

Per ironia della sorte la fuga tanto agognata le viene proposta dalla sua arci nemica Harrowhark, che le offre un ultimo lavoro in cambio della sua libertà.

La missione che dovranno affrontare le vedrà nel ruolo di Necromante e Paladina contro le altre sette case, in una sfida mortale che vedrà una sola casa vincitrice.

Riusciranno Gideon e Harrowhark a mettere la loro antipatia reciproca a freno, a fidarsi della loro controparte anche a rischio della vita, ma soprattutto a uscire vincitrici della prova per diventare littore?

Primo volume della trilogia “The Locked Tomb“, Gideon. La nona è un’ottima partenza, nonostante un punto abbia compromesso gravemente la lettura del romanzo più che la qualità.

Infatti la trama, la caratterizzazione dei personaggi e l’ambientazione sono tutte ad alti livelli; tuttavia la lettura pecca un po’ – dal mio punto di vista – per il modo in cui è scritta: troppo confusionaria e di difficile comprensione.

Più volte sono dovuto tornare indietro per rileggere delle frasi per capire come gli avvenimenti si sviluppavano nella stessa scena.

Comunque questa difficoltà sul testo non inficia completamente la lettura (diciamo che solo le prime pagine potrebbero risultare pesanti), ma costringerà comunque nelle scene più veloci e di azione a una rilettura per capire bene quel che succede nella scena descritta, rallentando la scorrevolezza della narrazione.

La trama è innovativa nella sua semplicità: unire tecnologie futuristiche e necromanzia.

La narrazione è scorrevole (fermo restando quello che scrivevo poco sopra), i personaggi sono caratterizzati bene nonostante la mole di figuranti presenti e i molti nomi che si incontrano (comunque l’autrice ci fa trovare nelle prime pagine un “Dramatis Personae” che servirà soprattutto alla partenza della sfida delle casate).

Le ambientazioni sono accurate, anche se l’esposizione “travagliata” che indicavo poco sopra rende fumosi le piccole ambientazioni, rovinando così un lavoro enorme, variegato, curato e approfondito. Tutto sommato comunque lo splendore (decadente alcune volte) dell’impero del Divino Necromante resta intatto.

Il libro è consigliato a tutti, che con un po’ di pazienza (molta all’inizio), riusciranno ad apprezzare un ottimo libro.

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