Ferryman

Titolo originale: Ferryman
Autrice: Claire McFall
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: Ferryman – Amore eterno
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Donatella Rizzati

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Anche nei grandi amori ci possono essere piccoli intoppi…

Ora, per quel che riguarda i protagonisti di questa storia, gli intoppi in realtà sono molti e tutt’altro che piccoli; il mio di intoppo invece (nel mio – ormai noto – grande amore per i romanzi di Fazi) è stato proprio Ferryman.

Ma procediamo per gradi.

La quindicenne Dylan è in viaggio (su di un treno in mezzo al nulla scozzese) per incontrare finalmente suo padre, che per una serie di motivi non vede da molto. Quel treno, che in verità doveva essere un altro, ha un incidente e Dylan pare essere l’unica sopravvissuta.

O forse no…

Perché in lontananza, appena fuori dal tunnel dove si è verificato l’incidente, Dylan scorge un ragazzo più o meno suo coetaneo, calmo e relativamente rilassato, seduto sulla collina… come in attesa.

Il ragazzo in questione si chiama Tristan, è un po’ strano (nel senso che non rivela nulla di sé o di dove si trovava al momento dell’incidente), ma comunque convince Dylan a seguirlo per la brughiera scozzese.

Cammina cammina vien fuori anche lo strano: Dylan, in realtà, è l’unica a NON essere sopravvissuta all’incidente ferroviario e Tristan è il suo traghettatore personale.

La condurrà nell’aldilà (?) e fine della storia.

Anzi no… perché tra i due inizierà a nascere una sorta di simpatia reciproca che sfocerà, ovviamente, in qualcosa di più grande.

Ma pare un amore destinato a non durare… insomma, lei è morta e lui traghetta anime. Che futuro potrebbero mai avere?!

Premesse appassionati… che però non riescono a reggere.

La storia cade in cliché visti e rivisti, incoerenze che favoriscono smaccatamente la protagonista, trovate semplicistiche e contraddittorie per uscire da situazioni scomode.

Il viaggio dei protagonisti è lento e ripetitivo (non si fa altro che spostarsi da un rifugio sicuro ad un’altro all’interno di una non ben definita Terra Perduta con “regole” che cambiano alla bisogna) per giungere a una conclusione purtroppo banale e malamente raffazzonata.

L’amore scoppia, ma non si capisce bene il come e il perché considerando che lui è un’entità senza tempo che di persone ne ha viste un carosello quasi infinito. Lei, invece, è il classico diamante-grezzo in paziente attesa del lui figo-ma-intelligente-e-sensibile-e-pure-un-po’-riservato pronto a darle la fiducia necessaria per credere in se stessa e lottare.

Insomma… il grande amore comunque non si arresta certo per un’incomprensione lungo il cammino, ma da Ferryman, purtroppo, sono proprio rimasta molto delusa.

 

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