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Cercando Beethoven

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Titolo: Cercando Beethoven
Autore: Saverio Simonelli
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 318

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

Tre giovani musicisti (Wilhelm, Queenia e Andreas) s’incontrano; in comune hanno la passione per la musica e una specie di ossessione per Beethoven.

Convinti che dietro questa sua maschera burbera e scontante il Maestro nasconda un importante segreto che forse potrebbe svelare il mistero della sua musica, i tre si accordano per introdursi nella sua abitazione alla ricerca di un manoscritto.

Fortuna per Beethoven, i tre devono interrompersi prima d’aver concluso con successo la maldestra incursione ma, mentre Wilhelm e Queenia continueranno con la loro ossessione per il grande compositore in maniera meno molesta, Andreas verrà coinvolto in teorie esoteriche e società segrete.

Sebbene traspaia la grande passione per la musica dell’autore attraverso le parole dei suoi personaggi, Cercando Beethoven non è un libro che mi ha particolarmente coinvolta.

La narrazione, per quanto scorrevole e non pesante, non è sempre chiara così come non è sempre immediato distinguere tra i due narratori (Wilhelm e Andreas).

I salti temporali tra le tre parti in cui è divisa la storia non accrescono purtroppo la tensione, ma generano un po’ di confusione.

Per tutti i motivi descritti sopra, mi sono difatti ritrovata più volte a tornare indietro per rileggere alcuni passaggi convinta di essermi persa qualcosa… e tutto questo ha reso la lettura un po’ frustante.

La presenza di Beethoven all’interno della storia è meno netta di quanto promesso; diciamo che, per quanto affascinante, la figura del Maestro è relegata al ruolo di comparsa (oggetto delle ossessioni dei giovani musicisti) non certo di protagonista.

Il mistero esoterico, che avrebbe potuto regalare un po’ di brio alla vicenda, è affrontato solo di sfuggita e soffre un po’ dei salti temporali che indicavo poco sopra e di una certa confusione che così si genera.

Quello che muove le azioni dei personaggi è evidentemente la passione per la musica… ma manca poi quel quid in più in grado di regalargli spessore.

Stesso discorso per una Vienna di inizio Ottocento – fervida di idee, teatri e intellettuali di vario stampo – che però fatica a staccarsi dalle pagine del libro e ad assumere una dimensione.

Mi spiace davvero ma, pur avendo apprezzato l’omaggio reso per i 250 anni dalla nascita di Beethoven, per me come romanzo è no.

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