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Seconda Chance – Le donne del Club degli Omicidi recensione

recensione seconda chanceTitolo originale: 2nd Chance
Anno di pubblicazione: 2002
Autore: James Patterson
Genere: Thriller/Poliziesco
Titolo in Italia: Seconda Chance
Anno di pubblicazione ITA: 2004

Preceduto da: 
Primo a morire

Seguito da:
– Terzo grado;
– Le donne del club omicidi;
– Qualcuno morirà;
– Il sesto colpo;
– Il settimo interno;
– L’ottava confessione;
– Senza appello;
– La cerimonia;
– L’undicesima ora;
– Le testimoni del club omicidi;
– La tredicesima vittima;
– Peccato mortale;
– 15th Affair [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
– The trial [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
– 16th seduction [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
– The medical examiner [inedito al momento in cui scrivo].

Secondo volume della saga de “Le donne del Club degli Omicidi (chi non ne ha mai letto alcuno, può trovare la recensione del primo capitolo, qui).

Siamo a pochi mesi dalla chiusura del precedente episodio e Lindsay si è temporaneamente ritirata a vita privata per riprendersi dalla morte del suo partner.

Il problema è che il crimine non riposa: uno sconosciuto ha aperto il fuoco davanti ad una chiesa contro un coro di bambini, uccidendo una di loro, la piccola Tasha.

Si pensa ad un crimine dettato dall’odio razziale e Lindsay comincia il suo lavoro investigativo. Apparentemente, quindi, il caso pare opera di un gruppo  razzista e, mentre le indagini volgono in quella direzione, in città si registra il secondo omicidio: una donna di colore viene trovata impiccata nella sua abitazione.

A questo punto, è evidente che si tratta di un serial killer. Urge l’intervento delle donne del Club Omicidi.

Carino, per chi ha seguito l’inizio della serie, vedere in che direzione vanno i personaggi e che a che punto della loro vita si trovano.

La formula è quella già consolidata nel precedente episodio, ma la lettura è comunque piacevole (e possibile anche per chi non ha ancora letto il primo episodio della serie, dato che l’autore riprende – e ricorda – gli eventi del predente capitolo) e non nasconde qualche curiosità e qualche dettaglio in più sulla vita dei protagonisti (in particolare, Lindsay).

Voto: 4/5


 

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Primo a morire – Le donne del Club Omicidi recensione

recensione Primo a MorireTitolo originale: 1st to die
Anno di pubblicazione: 2001
Autore: James Patterson
Genere: Thriller/Poliziesco
Titolo in Italia: Primo a morire
Anno di pubblicazione ITA: 2004

Seguito da: 
Seconda chance;
– Terzo grado;
– Le donne del club omicidi;
– Qualcuno morirà;
– Il sesto colpo;
– Il settimo interno;
– L’ottava confessione;
– Senza appello;
– La cerimonia;
– L’undicesima ora;
– Le testimoni del club omicidi;
– La tredicesima vittima;
– Peccato mortale;
– 15th Affair [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
The trial [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
16th seduction [non ancora uscito in Italia al momento in cui scrivo];
The medical examiner [inedito al momento in cui scrivo].

San Francisco. David e Melanie Brandt si sono appena sposati. Sono felici (ovviamente) e non aspettano altro che festeggiare la notte delle nozze. Bussano alla porta: Melanie ne approfitta per darsi una “rinfrescata” in bagno e David apre la porta all’uomo con lo champagne.

Phillip Campbell, però, non è lì come cameriere o dipendente dell’albergo: uccide David, poi Melanie e ne brutalizza il corpo esanime.

A questo punto, spetta a Lindsay Boxe, ispettore del dipartimento di San Francisco, indagare sulla vicenda, subendo una fortissima pressione mediatica, dato che, per l’appunto, sono coinvolti due personaggi di famiglie in vista.

La vicenda, però, è un’intrigata matassa e, prima che qualcuno possa anche solo iniziare a risistemarne i pezzetti, l’assassino fa altre due vittime: un’altra coppietta di novelli sposi.

Al suo fianco, però, Lindsay avrà un team davvero invidiabile e particolare: Claire Washborn, medico legale estremamente competente nonché sua migliore amica, Cindy Thomas, giovane scrittrice astuta e ficcanaso, e Jill Bernhardt, procuratrice distrettuale.

Il primo thriller che ho letto nel quale il nome e cognome dell’assassino si scoprono sin dalle prime pagine. E, devo ammetterlo, all’inizio ero stata subito scettica (e quasi offesa). Ma niente è come sembra ed il finale rivelerà delle vere sorprese.

Ottimo libro davvero: personaggi curati e “realistici”, narrazione mai scontata, carico di suspance.

Voto: 4,5/5


 

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La principessa di ghiaccio recensione

recensione la principessa di ghiaccioTitolo originale: Isprinsessan
Anno di pubblicazione: 2002
Autrice: Camilla Läckberg
Genere: Giallo
Titolo in Italia:
La principessa di ghiaccio
Anno di pubblicazione ITA: 2010

Un simpatico e disponibile vecchietto si reca a casa di Alex, donna affascinante e dalla vita apparentemente perfetta, per controllare che tutto sia in ordine (e soprattutto che la caldaia sia accesa; n.b. siamo in Svezia!) all’arrivo della proprietaria per il weekend. Purtroppo, una volta entrato nell’abitazione, trova il corpo esanime della donna, nudo e con entrambi i polsi tagliati da un taglierino, nella vasca da bagno. Deve essere lì da parecchio, perché il tutto è ricoperto da una cristallina patina di ghiaccio (questo uno dei motivo del titolo). Sembrerebbe suicidio, se non fosse che il dipartimento di polizia competente (capitanato da un commissario crapulone, non molto professionale, con tanto di parrucchino semovente e sostanzialmente stupido, ma borioso) scopre che, al momento della morte, la donna era sedata sotto l’effetto di un sonnifero. Indagheranno sulla questione, una scrittrice, (non Jessica Fletcher, ma) Erika (che, inevitabilmente, si metterà in testa la scontata mossa, sempre degna di tatto, di pubblicare la storia della defunta) e Patrick, un volenteroso e perspicace poliziotto, ovviamente innamorato cotto della protagonista fin dalla più tenera età (e quando sennò!).

Sotto certi punti di vista, il libro è scontato e la narrazione è piatta. Quelli che dovrebbero essere imprevedibili colpi di scena sono, in verità, situazioni o conseguenze facilmente intuibili già a metà del libro. Il romanzo è scritto con semplicità ed è lineare, forse anche troppo, nella sua esposizione dei fatti. Non ho trovato particolarmente felice la scelta (più volte ripetuta) di far trovare un indizio importante ad un personaggio (con tanto di strabuzzamento degli occhi e sganciamento della mandibola) e lasciare in sospeso il lettore per qualche pagina in attesa che qualcuno si decida finalmente a rivelare il munifico segreto scoperto giorni prima. In teoria, la mossa dovrebbe creare un alone di suspance e spingere il lettore ad accelerare e appassionarsi sempre più alla lettura, ma non l’ho trovata una scelta vincente (almeno nel mio caso, ha sortito pochi effetti… anzi, come avrete già intuito, mi ha alquanto irritata). Adoro i gialli e i thriller, dove la suspance è un dato di fatto incontrovertibile. Ma va saputa creare con accortezza! Il lettore non si deve accorgere che l’autore sta solo procrastinando il momento della rivelazione per agganciarti al libro.
Unica nota degna i colore, i differenti punti di vista dei personaggi (anche se poteva essere meglio gestita lungo il corso dell’intera narrazione e non limitata sostanzialmente durante al solo corteggiamento tra Erika e Patrick).

Voto: 2,5/5


 

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Il commissario Bordelli recensione

Vichi - Il commissario Bordelli recensioneTitolo: Il commissario Bordelli
Anno di pubblicazione: 2002
Autore: Marco Vichi
Genere: Giallo/Poliziesco

Mi capitò di leggere questo libro in estate, proprio nella stessa stagione in cui è ambientato il romanzo. Lì per lì, pensai che fosse una cosa molto carina, un modo che mi avrebbe permesso di immedesimarmi ancora di più nella lettura, visto che i commenti sul caldo nel libro si sprecano e, dopo un po’, sono anche eccessivi (…faceva molto caldo, ok! S’è capito!).

Primo di una serie di romanzi incentrati sul commissario fiorentino dal nome pittoresco, in questo si indaga sulla morte di una anziana (e molto ricca) signora, la quale viene ritrovata morta in camera sua dalla dama di compagnia, vittima apparentemente di un forte, irruente e, ovviamente, improvviso attacco d’asma.

Le indagini passano immediatamente al commissario Bordelli (l’unico investigatore in zona durante le vacanze estive), personaggio un po’ border line, amico di ladri e prostitute dotati, comunque, di un loro personale “codice morale”. Non solo, i’ Bordelli nasconde e combatte, oltre che con la calura, umida e appiccicosa dell’estate fiorentina, anche con i mesti ricordi del suo passato in guerra (caso vuole che poi il nuovo acquisto del commissariato sia un ragazzo sardo, il cui padre è stato per l’appunto compagno d’armi del nostro Bordelli). Tutto questo non gli impedisce di venire a capo della molto poco ingarbugliata matassa e scoprire agilmente i colpevoli (n.b. Il lettore capisce prima del commissario chi sono i rei… vabbè, magari si tratta di una scelta voluta…).

Il romanzo, quindi, si regge sostanzialmente (e unicamente) su quanto sia particolare, inusuale (ma, comunque, capace) Bordelli come poliziotto (che non si piega ai canoni ferrei della legge, ma agisce anche in base a cioè che è giusto per lui) e come siano unici e caratteristici i personaggi di cui si contorna. Di thriller c’è davvero molto poco… I sospetti del lettore ricadono in maniera abbastanza immediata sugli unici due personaggi che sarebbero sembrati più sospetti e colpevoli solo se avessero avuto in mano un cartello con scritto “Sono io l’assassino”.

Insomma, per concludere, dal punto di vista prettamente narrativo, non l’ho trovata un’indagine particolarmente intrigante (non succede nulla di sorprendente o interessante nella ricerca dei colpevoli). La storia si basa su qualche battuta (che dovrebbe fare almeno sorridere) e sul nome particolare del commissario nonché sul suo uscire dai canonici cliché del poliziotto ligio al dovere.

Il linguaggio usato, con qualche parola o espressione in fiorentino, è semplice e basilare.

Consigliato: , se uno non ha proprio niente di meglio da leggere.


 

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Il Suggeritore recensione

recensione il suggeritore - donato carrisiTitolo: Il Suggeritore
Anno di pubblicazione: 2009
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller

Seguito da:
– L’ipotesi del male

Il Suggeritore” è un thriller/poliziesco scritto da Donato Carisi e, pubblicato nel 2009, ne rappresenta l’opera prima.

Esiste anche un sequel del libro in questione: “L’ipotesi del male“… tuttavia, mah… diciamo che mi ha lasciato molto perplessa (e mi chiedo se ho preso una botta in testa mente leggevo Il Suggeritore o dopo aver letto L’ipotesi del male). 

Comunque…

…in verità, lo stesso Carrisi definisce L’ipotesi del male come “libro gemello” (pare sia un prequel ma anche un sequel de Il Suggeritore).

Venendo a noi.

La storia inizia con un evento terrificante; la scomparsa di cinque bambine, i cui arti (un braccio per ciascuna) vengono successivamente ritrovati all’intero di un bosco.

Non solo… a questa bieca conta, si aggiunge anche uno sconcertante ritrovamento: il braccio di una sesta piccola vittima, della quale, però, non è stata ancora dichiarata la sparizione.

Ovviamente, a questo punto parte la caccia al serial killer

Posso immaginare che, come incipit, risulti abbastanza inquietante e non proprio “digeribile” da tutti, ma suggerisco la lettura di questo libro non solo agli appasionati del genere (thriller), ma anche a curiosi e potenziali “thrillisti”.

La narrazione è ben tenuta. E questo è un gran complimento da parte mia considerando che non ho mai visto di buon occhio i giallisti (e affini) italiani; sebbene ci abbia davvero provato tanto (dai uno sguardo alle recensioni).

I personaggi, il loro carattere ed i loro comportamenti, sono ben descritti e motivati.

La conclusione vi lascierà davvero senza parole (anche se, forse, con un po’ di amaro in bocca!).

Buona lettura!

Consigliato:


 

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