Binti

Titolo originale: Binti: the complete trilogy
Autrice: Nnedi Okorafor
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: Binti
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Bendetta Tavani

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Astrolabi multiuso, navicelle spaziali viventi (e senzienti), creature fantastiche e mondi curiosi: tutto questo è Binti.

Ci troviamo sulla Terra ma a qualche (parecchi) anno di distanza da noi. Le riserve d’acque si sono ridotte; le culture, le tradizioni e i costumi sono diversi da quelli che conosciamo oggi e c’è pure una comunità di meduse molto intelligente e pure molto combattiva.

Binti è una giovane Himba, popolazione dedicata al commercio e alla produzione di astrolabi e molto radicata al suo territorio – tanto che le donne si ricoprono il corpo di otijize (una specie di impasto cremoso fatto di aromi, oli e argilla).

Binti sta per fare una cosa che nessun Himba prima di lei ha mai fatto: viaggiare fuori oltre il pianeta Terra verso la più importante università dell’universo (e in cui solo una piccolissima percentuale degli studenti è umana).

La famiglia non la prende bene tanto che Binti deciderà di allontanarsi alla chetichella per imbarcarsi sulla Terzo Pesce, una delle navi viventi di cui parlavo prima.

Ma il viaggio verso l’università non va proprio come previsto… perché verranno abbordati dalle suddette meduse intelligenti-e-combattive e la situazione, ovviamente, non volgerà al meglio.

Iniziando con qualche appunto e precisazione, numero uno: questa edizione compatta della Oscar Vault è una raccolta di tre romanzi brevi + un racconto extra (conclusivo del tutto).

Numero due: la storia della Okorafor è vincitrice sia del Premio Nebula che del Premio Hugo.

Detto questo e venendo, quindi, al mio commento…

L’originalità della scrittrice mi ha colpita molto (e in modo molto positivo) nella creazione di questa Terra tecnologicamente avanzata, variegata culturalmente ma ancora legata a profondi e radicati pregiudizi tribali e tensioni che minano i rapporti tra le varie popolazioni.

Un mondo completo (che non si limita solo alla Terra), variegato e innovativo che vale un grande plauso alla Okorafor per la sua ingegnosità e creatività.

Sebbene lo si tratteggi un po’ in maniera frammentata (soprattutto nella prima novella, molti elementi vengono un po’ gettati senza alcun approfondimento e il lettore si ritrova un po’ sperduto catapultato in questo mondo nuovo dove poco viene spiegato), se ne avverte subito il fascino e le grandi potenzialità.

Grandi potenzialità che, però, non tengono il passo con una storia che, purtroppo, mi ha lasciata poco soddisfatta.

Si procede in maniera poco chiara, a volte confusa, scegliendo la soluzione più semplice e sbrigativa per risolvere l’inghippo del momento.

Manca una certa tensione narrativa, nonostante ogni situazione nella quale si ritrova Binti sia potenzialmente ad alta carica.

È vero che, in un romanzo breve, si deve venire a patti con il numero ridotto di pagine (e infatti accetto senza alcun problema che non si diano troppi dettagli a fatti, ambienti, creature o situazioni), ma la storia presenta una debolezza che rischia davvero di farla cadere nel banale.

Credo che la Okorafor comunque valga un altro tentativo, perché il mondo di Binti e le potenzialità che questo lascia intravedere sono interessanti.

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