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La quattordicesima lettera

Titolo originale: The Fourteenth Letter
Autrice: Claire Evan
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione:
Titolo in Italia: La quattordicesima lettera
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Chiara Ujka

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

È un giorno speciale oggi per Phoebe Stanbury

A breve sposerà uno dei rampolli più ambiti della società londinese, Benjamin Raycraft, e i due hanno radunato amici e parenti per festeggiare il fidanzamento.

La giornata, però, non si conclude affatto bene perché uno strano tipo compare sulla scena nudo e ricoperto di fango.

Farfuglia qualcosa su una promessa di salvataggio e la lama che tiene in mano colpisce la gola della povera Phoebe uccidendola.

Il giorno seguente, a poca distanza da questa tragedia ne seguirà un’altra.

William Lamb, ventitré anni e l’ambizione di diventare socio dell’avvocato Bridge, si reca in visita al principale cliente dello studio – cliente che non ha mai incontrato (e che – diciamolo – gradisce parlare solo con l’avvocato titolare dello studio).

Una volta lì, il particolare cliente, Ambrose Habborlain, sembra terrorizzato da qualcosa e pronuncia queste parole prima di sparire: «Dite a Bridge che il Cercatore sa».

Dopo aver ascoltato questo strambo messaggio, Bridge affida a William un piccolo cofanetto in legno sul cui coperchio sono intagliati sette cerchi all’interno di un ottavo e quindi si suicida.

Sono collegati questi due eventi? Se sì… come?

Insomma si preannuncia un bell’intreccio, ma…

… in primo luogo, devo dire con onestà che gli accostamenti a Le sette morti di Evelyn Hardcastle mi paiono fuori luogo; si tratta di due libri, di due storie e di due impostazioni diverse (se senti il richiamo alla lettura solo per questo accostamento ti direi di lasciar perdere… anche perché non è giusto verso l’autrice paragonare il suo lavoro a quello di un altro).

La quattordicesima lettera è più un “classico” giallo (niente “stranezze” insomma) con forse un po’ troppi elementi – nel senso che si mette davvero tanta carne al fuoco e la vicenda, alla fine, per quanto particolare forse è un pochetto “densa” ed esagerata.

Non vorrei essere fraintesa, però: si tratta comunque una storia piacevole da leggere (anche se manca un po’ di mordente) con dei personaggi che presentano delle loro evoluzioni (William su tutti) e anche se, a un certo punto, si viene un po’ sopraffatti dagli eventi (i tanti intrighi, a un certo punto, stroppiano).

Sotto il profilo “ambientazione” tuttavia, la Londra vittoriana non è uno sfondo così utile o decisivo nella storia se non per citare Whitechapel o Scotland Yard e discriminare in un paio di episodi (che comunque non portano a nulla di determinante) uno dei personaggi.

Per tirare un po’ le somme.

A parte gli alti e bassi nella storia, ho apprezzato sia il messaggio del libro (cioè “scoprire chi siamo e trovare il nostro posto nel mondo… ma poi alla fine davvero da dove proveniamo inficia dove andremo in futuro?”) sia l’evoluzione nei personaggi.

Certo non è un libro perfetto, ma comunque sarei curiosa di leggere altro di questa scrittrice.

 

The ones

Titolo originale: The chosen ones
Autrice: Veronica Roth
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione: 2020
Titolo in Italia: The ones
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Roberta Verde

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Cinque ragazzi, una profezia e un Oscuro super-cattivo.

Per Sloane, Matt, Ines, Esther e Albie (i Prescelti) questo vuol dire abbandonare una vita normale per dedicarsi unicamente a un obiettivo: sconfiggere la nemesi che la profezia ha loro indicato e salvare – in pratica – gli Stati Uniti.

Insomma noi arriviamo dopo (dieci anni dopo per la precisione) quando i giochi sono già fatti, i Prescelti hanno vinto e non gli resta altro che adattare la loro vita al nuovo status di vincitori-salvatori.

C’è chi porta avanti battaglie sociali, chi catapulta la sua vita nei social media e chi preferirebbe solo avere un po’ di pace e anonimato.

Ma ci sono ancora segreti e sacrifici in vista per i nostri Prescelti e in occasione della celebrazione del decimo anniversario della vittoria sull’Oscuro, il gruppo di Prescelti sarà chiamato a confrontarsi con una dura realtà.

Conoscevo Veronica Roth per la saga di Divergent (che fu anche una delle prime recensione che apparvero qui sul blog 😉), ma l’assetto troppo adolescenziale mi aveva impedito di apprezzare completamente questa serie.

In The Ones il target è più “adulto” (i protagonisti hanno infatti tra i 25 e i 30 anni), ma nonostante questo resta comunque molto adolescenziale sia per le dinamiche tra i personaggi sia per le evoluzione della storia.

Il taglio “post-vittoria” che veniva dato alla vicenda mi incuriosiva molto; insomma è nuovo, no?, vedere i personaggi in “quel che succede dopo gli allori dei vincitori”. Poi è logico che un evento che centrasse la storia ci dovesse essere… ma ecco… onestamente mi aspettavo altro.

Perché quello che accade superata la prima parte della storia è purtroppo muoversi nei soliti cliché: si cade nel prevedibile e nello scontato con colpi di scena poco vibranti ed evoluzioni troppo lineari.

Stesso discorso per i personaggi (ahimè un po’ stereotipati) e per i loro rapporti (talvolta un pochetto incoerenti e scarsamente spiegati per la serie “va’ così perché è così”).

Di positivo comunque c’è l’idea della magia e dei vari modi di impiegarla, ma per quanto carina come idea non è purtroppo sufficiente a risollevare la storia.

Mistero nella casa di bambole

Titolo originale: A little tale of secrets and enchantment from Queen Mary’s doll house
Autrice: Vita Sackville-West
Genere: racconto illustrato
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: Mistero nella casa di bambole
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Claudia Valeria Letizia
Illustrazioni di: Kate Baylay

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

«C’era una volta una regina che aveva una casa di bambole… una casa di bambole così meravigliosa che la gente veniva da ogni dove per vederla […]».

Ma in questa casa di bambole, oltre alle piccole miniature e all’acqua corrente, c’era anche uno spirito molto particolare dal caschetto scuro che decise di eleggerla a sua dimora…

Mistero nella casa di bambole non è solo un jeu d’esprit molto simpatico con numerosi richiami a opere letteraria più note; adatto ovviamente per i più piccoli (direi dai 6/7 anni su) ma gradevole anche per i più grandicelli.

Scritto negli anni ’20 del secolo scorso, non racconta solo una storia ma è esso stesso storia.

Nel 1921, Maria Luisa di Schleswig-Holstein, prima cugina del re Giorgio V, decise di donare una casa di bambole all’allora sovrana Mary, nonna dell’attuale regina d’Inghilterra Elisabetta II.

Al progetto parteciparono 171 scrittori del calibro di Thomas Hardy (bello lui 🥰), Arthur Conan Doyle, Joseph Conrad e la nostra Vita ovviamente (più nota in realtà come botanica e architetto di giardini).

Il racconto fu stampato su un libretto delle dimensioni di un francobollo con circa una ventina di parole per pagina ed è stato reso pubblico solo nel 2017 dal Royal Collection Trust, che cura le collezioni delle residenze reali.

Non solo…

Questo racconto ci regala anche il ritratto di una donna indipendente – lo spirito è difatti molto simile alla sua inventrice – che agilmente si sposta tra realtà e finzione, tra antico e moderno.

Proprio Vita, infatti, fu l’ispirazione per Virginia Woolf, sua amante per un periodo, per il suo Orlando (1928).

Il codice delle creature estinte

Titolo originale: The Resurrectionist: The Lost Work of Dr. Spencer Black
Autore: E.B. Hudspeth
Genere: romanzo illustrato
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: Il codice delle creature estinte
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Mauro Maraschi

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

E seeee…

E se centauri, sirene e arpie non fossero semplicemente delle creature mitologiche ma uno stadio precedente nell’evoluzione umana?

Chi propone questa ardita tesi non è un qualunque signor nessuno, ma l’esimio scienziato Spencer Black le cui rivoluzionarie teorie permisero anche di curare alcune malformazioni.

Ma nel 1870, nessuno era ancora pronto a una tale rivoluzione di pensiero…

… e così il dottor Spencer Black divenne ben presto un reietto, il suo lavoro dimenticato, la sua eredità abbandonata.

O forse no?

Perché tornano finalmente alla luce non solo i suoi studi, corredati da dettagliate illustrazioni, ma anche la parte più importante che forse ci permetterà di ricostruire e comprendere il suo lavoro: il suo diario.

La prima precisazione che vorrei fare è che Spencer Black non è mai esistito, ma confesso che lì per lì un po’ di dubbi li ho avuti… e già questo – per me – è un elemento positivo (il fatto che l’autore riesca a raccontare così bene la sua storia tanto da metterti in difficoltà).

In più aggiungiamoci anche delle illustrazioni bellissime e per me il gioco è fatto!

Il codice delle creature estinte è un romanzo (nota bene XD) composto di due parti: nella prima viene ricomposta la biografia di Spencer Black (la sua infanzia, i suoi studi e la sua formazione fino alla consapevolezza professionale e a tutto ciò che poi le sue teorie comportarono… per lui e per le persone che gli erano vicine).

La seconda parte, invece, è il suo codex cioè il suo diario personale in cui vengono illustrate le varie creature.

Insomma un libretto davvero bello da vedere e interessante anche dal punto di vista della storia (ripeto… a me ha fatto impazzire che mi abbia fatto venire dei dubbi!). Alla fine tutto si fa molto inquietante e questo lo rende perfetto anche per chi ama le storie a tinte fosche!

Barche memorabili

Titolo originale: Notable Boats
Autore: Nic Compton
Genere: Varia illustrato
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Barche memorabili
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Stefano Spilla
Illustrazioni di: Peter Scott

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Amante della vela? Simpatizzante?

E allora fermo/a che questo libro è quello che fa per te!

Barche memorabili è una raccolta ricca di dettagli e illustrazioni che ci porterà alla scoperta di una serie di imbarcazioni (40 per la precisione… da una “misera” zattera a barche a vela più elaborate).

Ma non si tratta “solo” di un bel compendio di barche, perché ogni imbarcazione è un primo luogo un viaggio, un’avventura.

Affronteremo quindi per primo il viaggio sulla Spray, una barca costruita per la pesca delle ostriche che finì invece per navigare 85.000 km intorno al mondo (fu la prima circumnavigazione in solitaria, partita nel 1895 e conclusa tre anni e mezzo dopo; l’impresa fu uguagliata solo nel 1936).

Il prode viaggio, che vide anche una rocambolesca fuga dai pirati e la visita del fantasma del pilota di Colombo, ispirò generazioni di velisti e formò una serie di nuove avventurieri e nuove storie (alcune presenti in questa raccolta).

Ma non ci sono solo onde, venti e correnti.

Perché, nel mondo della vela, ci possono mettere lo zampino anche la politica o il diritto (portato pure in tribunale).

È il caso, ad esempio, della Mazurek, la prima barca capitana da una donna (Krystyna Chojnowska-Liskiewicz) a stabilire il record femminile per il giro del mondo in solitaria nel 1978.

Quasi nessuno però, se non in tempi recenti, riconobbe tale primato alla navigatrice polacca poiché, nell’Occidente in piena Guerra Fredda, si preferì festeggiare il successo di Naomi James (che concluse la sua circumnavigazione ben sei settimane dopo la Chojnowska-Liskiewicz).

Al fianco di queste imprese reali, troveremo anche quelle di fantasia come il viaggio della zattera di Huckleberry Finn e Jim o quello della piroga di Robinson Crusoe.

Ah!

Tra i dettagli che troveremo per ogni imbarcazione, oltre a una serie di specifiche tecniche come la lunghezza o la stazza, sarà indicata anche la rotta affrontata.

Insomma mi è piaciuto molto il paio che si crea tra la barca e il suo capitano; il viaggio per mare o attraverso gli oceani è un viaggio anche interiore, alla scoperta di se stessi e al confronto con i propri limiti.

 

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