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5 autori che hanno odiato i loro successi

Riprendendo questo articolo, pubblicato da Bustle.com, vorrei parlare di grandi successi letterari dei quali, però, i loro stessi autori arrivano quasi a disconoscerne la paternità.

5 autori che hanno odiato i loro successi

 

La metamorfosi, kafka

la metamorfosi - kafka

Sicuramente, è la sua opera più famosa, quella cui tutti lo affianchiamo automaticamente quando sentiamo il suo nome, ma Franz Kafka non era poi così contento di questo suo lavoro.
Emerge, infatti, sia dal diario personale che dalla corrispondenza privata dello scrittore, che Kafka avesse completamente preso le distanze da La metamorfosi, arrivando anzi ad odiarlo. Tanto che chiese al suo amico Max Brod di bruciare tutti suoi scritti non ancora pubblicati.
Fortuna volle che così non sia stato ed i suoi lavori e i suoi diari ci sono stati consegnati integri.


la spia che mi amava, ian fleming

la spia che mi amava - fleming

Quasi praticamente introvabile (oggi) e conosciuto solo dagli appassionati, La spia che mi amava è il meno noto tra gli scritti dedicati alla spia più famosa del mondo 007 (Bond, James Bond).
La prospettiva è quella di una donna, Vivienne Michel, che racconta di come Bond sia arrivato a salvarla da due feroci gangster.
Insomma, lo stesso Fleming non fu per nulla entusiasta del risultato finale e impose ai produttori che realizzarono il film di usare solo il titolo (e non la storia contenuta nel libro).


winnie the pooh, a.a. milne

winnie the pooh - milne

Chi non conosce Winnie the Pooh?
Bè, non solo è una delle favole per bambini più conosciute, ma su di esso sono stati girati cartoni animati e scritti anche albi a fumetti.
Peccato che il suo autore, A. A. Milne, odiasse tutta questa fama che contornava il suo libro, amareggiato dal fatto d’esser conosciuto più per questa favola per bambini che non per i suoi scritti rivolti ad un pubblico adulto.
Lo stesso figlio di Milne, Christopher Robin, cui la storia è dedicata, disse di odiare il libro per il suo successo.


lo squalo, peter benchley

lo squalo peter benchley

Per altri motivi, ma anche Benchley arrivò ad odiare la sua opera più famosa, Lo Squalo. Infatti, dopo la sua pubblicazione e l’omonimo film ad esso ispirato di Steven Spielberg, si scatenò la c.d. “squalofobia“. Benchley, quindi, s’impegnò in numerosi progetti attivi nella protezione degli squali, in particolare proprio dello squalo bianco, l’antagonista del suo libro.


sherlock holmes, sir arthur conan doyle

sherlock holmes doyle

Un rapporto di amore/odio quello tra Sherlock ed il suo autore (insomma, pensiamo che Doyle arrivò anche a scriverne la morte). Il successo dell’investigatore inventato è tale da superare quello del suo creatore, ma l’amore verso questo personaggio (e il rammarico dell’autore per la sua morte), lo hanno anche riportato in vita, rendendolo un personaggio intramontabile.

Se sei interessato, leggi il mio approfondimento su Sherlock Holmes.


 

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