Wolf 2 Il giorno della vendetta recensione

Titolo: Blood for Blood
Autrice: Ryan Graudin
Genere: Distopico/YA
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Wolf 2 Il giorno della vendetta
Anno di pubblicazione ITA: 2017
Trad. di: Roberta Verde

Preceduto da:
Wolf La ragazza che sfidò il destino

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Nel momento in cui il boato erompe dalla sala da ballo e un secondo boato ne frantuma i vetri di una finestra, Luka Löwe capisce di dover dare avvio all'”Operazione salvati la pelle e dimostra la tua innocenza“.

Già, perché ricordi dove erano rimasti? Il Tour dell’Asse era terminato con la vittoria proprio di Luka. Al ricevimento in onore del vincitore, Luka aveva invitato Adele Wolfe in un improvviso quanto fortissimo ritorno di fiamma.

E, bè, lì Adele, approfittando di un ballo con il Fürher in persona, gli aveva sparato dandosi immediatamente alla fuga.

Luka, diventato scomodo testimone e sospetto complice, si è dato all’inseguimento di Adele e Felix, il di lei fratello, è rimasto prigioniero di un barbaro interrogatorio da parte dei soldati tedeschi.

Ma Adele non è Adele. È Yael, membro della Resistenza (il cui compito è quello di distruggere il Nuovo Ordine). È una ragazza ebrea scampata agli orrori di un campo di sterminio grazie a una dote concessale – ovviamente non per bontà – proprio da un tedesco: la possibilità di cambiare volto.

Ma tutto è andato a rotoli, perché l’Hitler cui Yael ha appena sparato non è quello vero, ma un mutafaccia come lei.

Insomma anni di piani, di organizzazione, di duro addestramento sfumati così. Che ne sarà della Resistenza?

E che ne sarà di Yael!?

Adesso quello a cui Yael deve pensare è scappare. Dileguarsi. Salvarsi. Con la sua abilità sarà un gioco da ragazzi. Se non fosse che… il Vincitore Löwe ha deciso di seguirla… e bè la sua di faccia è fin troppo riconoscibile.

In un mondo al rovescio – che fortunatamente ci è stato risparmiato – le speranze della Resistenza sono riposte in una sola ragazza mutaforma, Yael. Peccato che non sia la sola e anche Hitler abbia al suo soldo un manipolo – più o meno nutrito – di Mystiche (la bluastra eroina Marvel) personali.

Il primo capitolo della saga ci aveva lasciato così e curiosi di uscire dallo stallo – e di vedere anche Yael fuggire dalla situazione – degli ultimi eventi del ballo del Vincitore.

La Graudin riprende proprio da dove aveva interrotto e ci conduce attraverso un viaggio geografico ed emozionale in un crescendo di tensione.

È così che comincia la fuga di Yael e Luka. I due si scontreranno con amici, nemici, alleati e indecisi. Finiranno nel fuoco incrociato, rischieranno il fuoco amico e incontreranno pure il fuoco nemico.

In viaggio nel Nuovo Ordine di Wolf 2

Nel primo volume della saga avevo avuto modo di apprezzare particolarmente la figura di Yael, impossibilitata ad avere una sua identità ma decisa nell’aggrapparsi a una versione di se stessa lontana dagli esperimenti nazisti. Un tatuaggio come unica costante di una vita fatta di paura, vendetta e ricordi.

Qui, data anche la maggior attenzione sul suo personaggio, non posso non apprezzare Luka, il giovane ragazzotto che ha sempre cercato di opporsi al mondo nazionalsocialista senza nemmeno capirlo per davvero. Insomma, piccole ribellioni di un giovanotto strafottente desideroso di ricevere l’approvazione del padre, ma anche smanioso d’allonatarsi da quell’opprimente figura paterna.

La realtà che gli offre Yael è, però, diversa da tutto quello che gli era stato insegnato e che Luka aveva di conseguenza immaginato. Così, dopo mistificazioni, bugie, domande scomode cadute nel silenzio e risposte comode accettate con una scrollata di spalle, il giovane comprende finalmente che «la paura non è una scusa».
Tutto questo lo rende un personaggio maturato moltissimo tra il primo e il secondo capitolo della saga.

A onor del vero, un approfondimento sul personaggio – con storia passata compresa – c’è già stato in Iron to Iron, libro dedicato ancora una volta al Tour dell’Asse (quindi gli eventi sono identici a Wolf 1) dal punto di vista, però, di Luka. Questo per dire che chi ha letto questo volume potrebbe già conoscere molti degli eventi citati della storia del Vincitore Löwe.

Accanto a lui nella triade dei principali – ma forse meno riuscito rispetto a Luka – c’è Felix, il fratello determinato a tutti i costi a salvare la sua famiglia. E, per carità, non si può negare che ci si metta d’impegno, mannaggia!

Il suo modo è diametralmente opposto a quello di Yael, ma le sue convinzioni sono praticamente le stesse della nostra cara mutaforma. Le loro posizioni sono opposte, ma il loro pensiero è simile.

Detto questo la storia si conferma ricca di tensione ed emozioni. I suoi personaggi – anche se mi pare se ne approfondisca sempre uno per volta – sono carichi di sentimenti e sanno trasmetterli al lettore.


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