Va’, metti una sentinella: ecco come crolla un mito

Chi non conosce “Il buio oltre la siepe“?
Ne hanno tratto anche un film e Atticus è nel cuore di tantissimi grazie al suo senso di giustizia, onestà e altruismo, costanza e bontà. È un po’ il modello di avvocato probo, che crede nelle sue convinzioni e nell’innocenza del suo cliente, che tutti vorremo avere (in caso di bisogno, ovviamente – e sperando che il bisogno non ci sia mai) o che tutti vorremo essere.
In poche parole, la storia parla di un coraggioso avvocato che, contro il pregiudizio e la condanna già decisa dell’intera comunità dell’immaginaria Maycomb, decide di difendere un giovane di colore dall’infamante accusa d’aver violentato una donna bianca.

Insomma, a 55 anni di distanza, arriva il seguito: Và, metti una sentinella.
Il libro è stato ritrovato qualche tempo fa (ne avevamo parlato sui social). Si presume che sia stato scritto da Harper Lee a metà degli anni ’50 e, quindi, prima della stesura di quello che ne sarebbe il sequel, Il buio oltre la siepe, scritto negli anni ’60.
Il libro ha avuto un’uscita molto chiacchierata, determinata non solo da un ritrovamento così speciale, ma anche per problemi legati ai diritti, vista l’invalidità totale della Lee, le richieste degli “eredi”, agenti letterari, casa editrice ect.

E intanto il libro ha venduto già un milione di copie.
… e si parla di un grandissimo fallimento.

va' metti una sentita 2

Fonte: Newyorker.com

Perché?
Mi baso sulla recensione del Newyorker (grazie ad Elisa per la segnalazione), dal momento che io ancora non l’ho letto e – credo – sia meglio passare la lettura questa volta (per evitare che mi crolli un mito).

La storia, ambientata sedici anni dopo Il buio oltre la siepe, viene definita semplice e «sospettosamente auto-referenziale» [suspiciously self-referential]. Seppur scritta in terza persona, la protagonista è – la non più piccola – Scout, adesso solo Jean Louise, prego.
Insomma, la ragazza, ventiseienne, torna nell’immaginaria Maycomb da New York, dove lavora in una non meglio precisata impresa.

E qui il tracollo emotivo per lei (ma anche per tutti noi lettori).

Atticus [«Integrity, humor, and patience were the three words for Atticus Finch» cit. Il buio oltre la siepe], il nostro eroe, è entrato a far parte del Consiglio Cittadino, che, detto così, non ha nulla di sospetto, se non fosse che… il consiglio cittadino altro non è che una forma meno segreta del Ku Klux Klan.

… Stiamo scherzando?

No, perché, come restiamo scioccati noi, resta scioccata anche Scou… ehm, Jean Louise.
Ovviamente, partono i discorsi sull’integrazione, l’uguaglianza e…

«Jean Louise,» Atticus says in the midst of their argument, «have you ever considered that you can’t have a set of backward people living among people advanced in one kind of civilization […]»

«Jean Louise,» dice Atticus nel bel mezzo della loro discussione «hai mai considerato che non puoi avere, in un solo tipo di civiltà, un insieme di persone arretrate che vivono tra altre avanzate»

Colpo al cuore.

«Do you want your children going to a school that’s been dragged down to accommodate Negro children?»

«Vuoi che i tuoi figli vadano in una scuola costretta ad ospitare bambini Negri?»

E due…

Ne dice così tante che, alla fine, la povera Jean Louise urla al padre: «You deny that they’re human» [«Stai negando che siano esseri umani»].

Insomma, pregiudizi e bigottismi che sembravano non colpire il nostro Atticus, lo hanno, invece, avvolto come una morsa.
Che è successo? Forse Atticus ha avuto una brutta botta alla testa della quale non si parla nel libro?

Ovviamente, si è scatenata la polemica. C’è chi sostiene che il libro non sia opera dell’autrice e chi, invece, che la Lee ci abbia solo preso in giro con Il buio oltre la siepe.
E se… e se Va’, metti una sentinella facesse parte di un progetto diverso, che l’autrice stessa aveva deciso di accantonare? Voglio dire: si tratta di un volume, mai reso noto, scritto quasi dieci anni prima del suo seguito, pubblicato senza nessun problema.

E se fossimo di fronte ad un libro che la stessa Lee non voleva rendere noto?


  • Penny Lane

    Io propendo per questa tua ultima interpretazione. Può benissimo essere un libro scritto da Harper Lee in una sorta di “E se invece la storia fosse andata così”, senza però alcuna volontà letteraria o di pubblicazione. Non sarebbe strano allora che si fosse aspettato tanto tempo per la pubblicazione, e la mancata capacità di Harper Lee di intervenire in proposito.

    P.s. Io non l’ho letto, ma non è la prima recensione sbigottita che leggo in proposito. Mi premunirò presto di leggerlo.

  • Paola C.

    Ciao…Non mi capacito di questo orribile “sequel”, anche per me Atticus è stato uno di quei personaggi incontrati nella mia vita di lettrice che mai dimenticherò. Ho amato lui, Scout, ho amato quel libro come pochi altri. Non capisco onestamente il perché distruggere in questo modo quello che ha rappresentato “IL buio oltre la siepe”. Logiche editoriali, mi direte voi. Che come spesso accade, calpestano la dignità dei lettori e degli scrittori.

    • Ciao Paola, sono pienamente d’accordo con quello che scrivi (e direi che chiunque abbia avuto questa “trovata geniale” può ritenersi soddisfatto visto che sono già state vendute più di un milione di copie). Cosa non si fa per il dio quattrino…

  • lostupendomondodeilibri

    Oh mio Dio!!i piacerebbe leggere il buio oltre la siepe!! Però queste cose mi inquietano:-S

    • Infatti… Purtroppo è un peccato quando personaggi mitici, come è il caso di Atticus, vengono completamente stravolti.