Una ragazza comune recensione

recensione una ragazza comuneTitolo originale: The Commoner
Anno di pubblicazione: 2008
Autore: John Burnham Schwartz
Genere: Romanzo
Titolo In Italia: Una ragazza comune
Anno di pubblicazione ITA: 2009

Giappone, primi anni di guerra (la seconda). Haruko è una normalissima bambina, vive a Tokyo con la sua famiglia (il padre è un famoso e affermato imprenditore di sakè). Nulla potrebbe deviare dall’ordinario: scuola, amicizie e l’amore della sua famiglia. Il tempo scorre, la guerra pure, ma i suoi echi ancora non arrivano ad Haruko, ovattata nel suo mondo di donna, in più benestante. Quando iniziano i bombardamenti, la sua famiglia è già lontana ed al sicuro. E, finita la guerra, la vita prosegue, nonostante gli edifici sventrati, i corpi maciullati ed il doloroso ricordo degli scomparsi. Haruko si dedica alla sua istruzione (in una prestigiosa scuola privata), in modo che possa finalmente occupare il posto per il quale è nata all’interno della società: moglie di un funzionario importante e madre felice (e prolifica di eredi maschi). Eppure, Haruko è testarda e insiste con una balzana idea: sposarsi per amore. Così, rifiutati numerosi pretendenti affascinati dalla posizione della sua famiglia, Haruko continua imperterrita con i suoi studi e le sue partite a tennis. A questo punto, si può dire galeotta fu la partita. Nel suo circolo, viene, infatti, organizzata una partita privata: Haruko e Bob Spencer, un bambino americano, dovranno affrontare in un duo il Principe Ereditario. Da qui (e dalle successive occasioni), nascerà un amore delicato e schiacciato dalle convenzioni, innumerevoli formalità e rigide etichette. E, come vuole ogni storia d’amore che si rispetti, il tutto culminerà ovviamente in uno sfarzoso matrimonio. Ma… sarà l’inizio della fine.

Il libro, liberamente ispirato alle vicende dell’imperatrice Michiko e della principessa Masako, è scritto bene, con una narrazione così lineare e poetica, che, a momenti, potrebbe quasi sembrare di guardare un quadro ben dipinto che leggere un libro. Sembra quasi di avere tra le mani una timida confessione della protagonista. La storia, però, poteva concentrarsi  e soffermarsi di più sulle varie situazioni, sui vari eventi, sui costumi, sulle usanze e sugli episodi della storia dei protagonisti che, invece, sono raccontati rapidamente e con sbalzi di parecchi anni. A momenti, sembra, sì, di vedere una bella pennellata, ma forse data un po’ troppo rapidamente.

Voto: 3,5/5


 

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