Tempo di Libri Milano 2017

Festa Internazionale del libro. Mi tro(va)vo a Milano per la prima edizioni di Tempo di Libri.

Apertamente boicottata e aspramente criticata per la sua sospetta vicinanza allo storico Salone di Torino, Tempo di Libri è stata una quattro giorni distesa su 35mila mq, con 552 editori e 60.796 biglietti staccati in Fiera e 12.133 nel c.d. Fuori Fiera (ma se ne stimavano 130.000).

La Fiera di Milano è nata da una costola – se così si può dire – del Salone di Torino in seguito alla separazione tra l’AIE, l’Associazione Italiana Editori, e gli altri organizzatori del Salone.

Insomma, considerando anche la scelta non molto propizia del fine settimana sbagliato (tra Pasqua e il 25 aprile), io sono potuta andare solo la domenica (in Fiera)… il 23 che, per l’appunto, coincideva con la giornata internazionale del libro (festeggiata in un solo stand con una piantina in omaggio per l’acquisto di un libro – e da Libraccio – …).

Quindi, terrorizzata dalla calca che avrei sicuramente trovato la domenica (invece si è trattata di una cosa umana, complice anche gli spazi molto grandi) ma con gli occhi luccicanti in stile manga, ho mosso i miei primi passi in Fiera pronta a esser bombardata di novità, titoli in anteprima, editor e autori pronti a decantare le lodi di un determinato libro.

Invece… Sono tornata a casa solo con il Mammut di H.G. Wells che era da tempo che cercavo (comunque, una grande vittoria per me!).

Per i grandi gruppi editoriali (Mondadori, Gems, Giunti, ect.) era come andare in libreria con la stessa disponibilità di titoli e più o meno gli stessi sconti… quindi, sotto questo punto di vista, essermi fatta la scarpinata fino a Milano ha avuto davvero poco senso.

Per le altre case editrici (da cui mancavano, ahimè, numerosi nomi importanti… e la cui assenza è stata davvero forte) e con le dovute eccezioni, si soffriva un po’ di autoreferenzialità.

Ti avvicinavi allo stand, bracavi un po’, ma non erano molti quelli che si offrivano di spiegarti i libri o di mostrarne altri come suggerimento di lettura. Praticamente agli stand la maggior parte erano commessi.

Un po’ “fastidiosa” anche la pubblicità predominante da parte di case editrici a pagamento, di cui personalmente non condivido la filosofia.

Non so se la domenica, ultimo giorno, avesse un po’ prostrato gli animi degli operatori, ma purtroppo la sensazione è stata quella di un semplice mercatino dei libri da girellare.

Tutto sommato però Tempo di Libri è una fiera che, se ben giocata e accantonate le guerre di quartiere, promette bene (considerando anche che è stata allestita in soli 225 giorni): ottima location (con il treno è davvero comodissimo), ottimi allestimenti, spazi enormi, tanti eventi, tanti incontri.

Non resta che imparare la lezione e preparasi per il prossimo anno!