Casa Sirio, il pop in libri

Da qualche tempo, vorrei dedicare maggior spazio alle pagine del blog anche agli editori indipendenti, pionieri di novità e culla per autori. Quindi, oggi cominciamo alla grande con Casa Sirio.

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La casa editrice apre nel 2014. Giovani sì, ma anche tante le idee ben definite sin da subito: storie ben realizzate, alta qualità, fruibilità per i lettori e un’attenzione costante e genuina ai propri autori.

CasaSirio nasce nell’aprile del 2014 dall’idea di un gruppo di amici di stanza a Torino che, poco prima di lasciare la città, scelgono di condividere un progetto ambizioso: lavorare per costruire la casa editrice dei propri sogni.

CasaSirio ama le storie semplici e veloci, storie vere e storie da bar, libri che si vorrebbe non finissero mai. Il pop di CasaSirio ha a che fare con la fruibilità di lettura, la trasversalità dei temi, l’elasticità di linguaggio. CasaSirio lavora per una narrativa che raggiunga il più alto numero di lettori senza rinunciare alla qualità dell’alta letteratura. Questo è il pop di CasaSirio. E questi sono i libri che fa.

Ogni libro pubblicato da CasaSirio è stato letto dall’intera combriccola che, per democratica alzata di mano, ne ha sancito – e motivato – la pubblicazione. Ogni autore che sceglie di pubblicare con CasaSirio diventa parte integrante del progetto e collabora attivamente alla costruzione del proprio libro. A CasaSirio le teste sono tante, dannatamente diverse, e fanno presto a scontrarsi. Quando un libro si fa, significa che ha superato una selva di discussioni, uscendone indenne e vincitore.

CasaSirio sta imparando a essere un ottimo genitore sia durante la gestazione che a parto avvenuto. Oltre ad assegnare un editor a ogni autore pubblicato, CasaSirio sa bene che nessun libro si vende da solo. Cerca dunque di promuovere ogni pubblicazione invitando l’autore a parlarne in pubblico, i blogger a darne un’opinione sincera e personale, i librai a conoscere le storie per cui chiede ospitalità.

CasaSirio infine non ama sprecare carta e parole: la carta è riciclata al 100%, ogni libro è disponibile anche in ebook; si affida a un distributore virtuoso (directBOOK) a cui non interessa fomentare il meccanismo dei resi e crede fortemente nel lavoro di rete: autori, editori, librai e lettori lavorano insieme mossi dalla medesima, insana e caparbia, passione per i libri.

[Fonte: CasaSirio.com]

Insomma, meglio di così!

Le collane disponibili:

  • Morti & Stramorti, in cui sono presenti sono storie di autori passati già editi in Italia o addirittura mai pubblicate, tradotte da Casa Sirio;
  • Riottosi, che si occupa della narrativa di genere;
  • Sciamani, dedicata alla narrativa in generale.

In più, Pendolari è una collana molto interessante dedicati ai racconti. Se è vero che in Italia i racconti non vanno proprio, Casa Sirio li rende ugualmente disponibili a chiunque gratuitamente, sfidando il lettore a battere i tempi di lettura consigliati.

I libri sono disponibili sia in formato cartaceo che digitale.
Si possono acquistare in libreria (qui indicate quelle amiche di Casa Sirio) oppure rivolgendosi direttamente alla casa editrice. Sono distribuiti da DirectBOOK.

Casa Sirio è presente anche a fiere ed eventi.

Una casa editrice da tener d’occhio!

Detto tutto questo sono davvero felice di annunciare a tutti l’inizio della mia collaborazione con Casa Sirio!

A presto con novità, titolo in arrivo e molto altro!


Il regno invisibile segnalazione

il regno invisibile segnalazione

Fate? Folletti? Booka? Hai sempre avuto la curiosità di incontrarli?
Il regno invisibile fornisce testimonianze e racconti legati al mondo del piccolo popolo. In questa raccolta, troverai anche illustrazioni e fotografie.

Descrizione: 

Accompagnato da deliziose illustrazioni e fotografie tratte da testimonianze reali, i racconti e le narrazioni scritte in questo trattato fanno riflettere sul fatto, che forse in questo mondo non siamo soli. Il regno della natura nasconde molte domante che ci siamo sempre posti. esiste veramente un mondo parallelo al nostro?

Il libro è già disponibile nei principali store online.

Titolo: Il regno invisibile
Autore: Savino Del Giudice
Genere: Racconti
Prezzo: 3,49€
Per maggiori info, visita il sito dedicato.

Baci scagliati altrove recensione

recensione baci scagliati altroveTitolo: Baci scagliati altrove
Autore: Sandro Veronesi
Genere: Racconti
Anno di pubblicazione: 2011

Dal momento che si tratta di una raccolta di racconti, non mi è possibile darti una breve descrizione come di solito faccio. Ma posso dirti che:

i racconti sono quattordici (Profezia, Morto per qualcosa, Quel che è stato sarà, Una telefonata dal cielo, Sorella, La voce vecchia, La furia dell’agnello, La scarpa, Sotto il sole ai Campi Elisi, Un pesce rosso, Elemosina per me stesso, Le gatte, Il ventre della macchine, Baci scagliati);
– e, alla fine del libro, c’è un piccolo extra avulso dal resto. Si tratta, infatti, di un racconto di David Foster Wallace, “Amore” (e, forse sarebbe stato meglio non inserirlo nella raccolta, perché la differenza con i racconti precedenti si sente eccome).

Mi regalarono questo libro molti anni fa, ma, a causa di motivi personali, non riuscii nemmeno a terminare la lettura del primo racconto… Almeno fino ad oggi!

Adesso, a distanza di anni, ho deciso di riprenderlo in mano anche solo per non fare un torto a coloro che così gentilmente me lo avevano regalato. Quindi, veniamo a noi e alla mia recensione.

Prima cosa: come ho già scritto, si tratta di racconti. Apprezzo i racconti (alcuni dei miei preferiti sono, ovviamente =p, quelli di Allan Poe, cui aggiungo un inaspettato Wilde, favolista magnifico e tormentato), ma ritengo che debbano essere collegati da un filo conduttore (amore, odio, horror…).

Parlando di questa raccolta di Veronesi. I racconti sono scritti in prima persona, legati a varie situazioni umane: l’amore, la protezione dei genitori, le amicizie, l’infanzia… Mi manca un po’ il filo conduttore che leghi tutti i racconti gli uni agli altri, ma tendenzialmente li potremo raccogliere sotto la categorie “tormentati e un po’ inetti“.

Alcuni racconti, infatti, hanno davvero poco senso; di altri mi è sfuggito il significato recondito.

I protagonisti dei vari racconti hanno molti (forse troppi) punti in comune: tormentati, donne belle, uomini ricercati, spesso infelici e buongustai dell’erba. Alcuni pigri; alcuni arrapati; altri irrimediabilmente falliti.

Insomma, nessuno di loro spicca rispetto agli altri e spesso reazioni e comportamenti si assomigliano (ma questo potrebbe essere il filo conduttore dei racconti che io non sono riuscita a trovare con certezza).

Quando si tratta di racconti non mi è possibile dare un giudizio sui singoli (anche perché incorrerei in spoiler). In questi casi, quindi, preferisco citare quelli che mi sono piaciuti di più o che mi hanno impressionato particolarmente.

Bè, qui purtroppo mi trovo nell’imbarazzo di non sapere davvero quale scegliere. E non perché ho troppe meravigliose alterative tra cui decidere: la verità è che non ne ho nessuna. Nessuno dei racconti mi ha impressionata o colpita. Anzi, spesso sono rimasta perplessa, incapace di comprendere il significato o il messaggio insito nel racconto.

Un appunto speciale, però, lo merita Profezia, il primo racconto (quello definito da Antonio D’Orrico: «La cosa più bella della letteratura italiana da molte stagioni»).

Si tratta di un racconto particolare, ispirato (o, almeno, immagino) al flusso di coscienza di Joyce. Mancano completamente i punti fermi al termine delle frasi (ecco perché credo che Veronesi abbia voluto ispirarsi a Joyce). Non certifico i risultati, ma almeno il tentativo è stato fatto.

Pur comprendendo le motivazioni che hanno spinto l’autore a non usare il punto di interpunzione per segnare la fine delle frasi in questo specifico racconto, è un racconto davvero difficile da leggere. Anche perché è composto di una decina di pagine senza un punto che fermi la frase… È davvero dura da seguire con attenzione.

Se, invece che della forma, vogliamo analizzare il contenuto di questo racconto (la morte del padre dell’autore per un tumore) ebbene non è né il primo né l’ultimo esempio che abbiamo in letteratura (di gravi malattie mortali) e vi sono tantissimi altri esempi che trasmettono molto di più a livello emotivo e affrontano il dolore e la sofferenza con vivo sentimento.

valutazione baci scagliati altrove

 

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Sherlock Holmes 4 libri da leggere

Parliamo un po’ di Sherlock Holmes. Direi che ogni presentazione è superflua visti i successi recenti di serie televisive e film ispirati al mito del detective infallibile di Arthur Conan Doyle. Riporto solo pochi esempio e solo più recenti:

sherlock holmes serie tv e film

  • Sherlock, con Benedict Cumberbatch nella parte di Holmes e Martin Freeman in quella di Watson. Si tratta di una versione in chiave moderna, ambientata nei giorni nostri;
  • la stessa modernità è presente anche in Elementary, con Jonny Lee Miller come Sherlock e Lucy Liu come Watson (non ho niente contro Lucy Liu che ritengo una bravissima attrice, ma Watson donna proprio no…);
  • infine, ma non meno famoso, Sherlock Holmes di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. (Sherlock Holmes) e Jude Law (Watson).

L’investigatore dal naso aquilino e la mente più perspicace di Londra (se non del mondo! Anche se il dottor Moriarty è un degno avversario per l’intelletto di Sherlock) è diventato un’icona quasi completamente slegata dall’immagine del suo inventore, sir Arthur Conan Doyle.

Ma a cosa è dovuto tanto successo?

Innanzitutto, un ruolo lo giocano sicuramente le sue fini capacità (tra cui anche le doti nel travestimento così precise da rendere Holmes irriconoscibile persino agli occhi di Watson!), ma non pensiamo che queste siano sconfinate, tutt’altro! Parliamo allora delle conoscenze di Sherlock, ma anche dei suoi limiti. Per farlo, mi servirò direttamente delle parole del fido Watson:

«COGNIZIONI DI SHERLOCK HOLMES

  1. Letteratura: zero.
  2. Filosofia: zero.
  3. Astronomia: zero.
  4. Politica: scarse.
  5. Botaniche: variabili. Conosce a fondo caratteristiche e applicazioni della belladonna, dell’oppio e dei veleni in generale. Non sa nulla di giardinaggio e di orticoltura.
  6. Geologia: pratiche, ma limitate. Riconosce a prima vista le diverse qualità di terra. Dopo una passeggiata, mi ha mostrato delle macchie sui suoi calzoni indicando, in base a colore e consistenza, in qual parte di Londra aveva raccolto il fango dell’una o dell’altra macchia.
  7. Chimica: profonde.
  8. Anatomia: esatte, ma poco sistematiche.
  9. Letteratura sensazionale: illimitate. A quanto pare, conosce i dettagli di tutti gli orrori perpetrati nel nostro secolo.
  10. Suona bene il violino.
  11. È abilissimo nel pugilato e nella scherma.
  12. È dotato di buone nozioni pratiche in fatto di legge anglosassone.»

In secondo luogo, gioca un ruolo fondamentale nel successo dei libri sull’investigatore inglese la versatilità.  I racconti o i romanzi che lo vedono come protagonista possono essere letti sia da ragazzi sia da adulti senza che per questo la narrazione subisca delle storture o si verifichino lacune comprensibili solo con una maggior età.

I motivi sono, comunque, tantissimi altri come il fatto che Doyle ci accompagni per mano durante il caso, mostrandoci ogni aspetto dell’essere umano, ma anche l’aver creato un personaggio non infallibile, ma umano (già, talvolta accade che sbagli anche Sherlock).

Insomma, un successo che dura da oltre cent’anni (la prima apparizione di Sherlock, con il famoso “Uno studio in rosso“, risale al 1887). Recentemente, si è poi nuovamente tornati a parlare dei racconti su Holmes a seguito di un ritrovamento in Scozia (l’autenticità del manoscritto è, però, discussa. Leggi qui per maggiori informazioni).

Non voglio tediarti oltre, quindi veniamo al vero motivo di questo articolo. Da dove cominciare o a cosa puntare se si vuole fare la conoscenza con lo Sherlock letterario? Non ho selezionato molti racconti o libri, ma solo quelli che potrebbero avvicinare un lettore interessato ad un primo approccio con l’investigare dall’accento british. Non me ne vogliano, quindi, i fan!

Consiglio di cominciare con “Uno studio in rosso” e a seguire gli altri (anche se, n.b., la raccolta di racconti brevi qui indicata copre un arco abbondante di anni. Volendo si può anche cercare di leggerla di pari passo con l’ordine cronologico dei libri).

Ah! Quasi dimenticavo: dal momento che le opere di Sherlock fanno parte dei c.d. libri di dominio pubblico possono essere scaricate gratuitamente online, senza violare la legge o copyright o diritti di autore (ovviamente, online gratis si trovano edizioni diverse da quelle che io ho usato nell’articolo; qui trovi un mio articolo su dove poter scaricare libri di pubblico dominio).

Sherlock Holmes libri da leggere

 

Uno studio in rosso

sherlock holme libri da leggere - uno studio in rosso


 

Il mastino dei Baskerville

sherlock holmes libri da leggere - il mastino dei


 

Il segno dei quattro

sherlock holmes libri da leggere - il segno dei quattro


 

Racconti scelti dall’autore

sherlock holmes libri da leggere racconti scelti dall'autore

 

** Buone letture! **


citazione-sherlock-holmes


 

Il Principe Felice

Stanotte, e non saprei proprio spiegarmi il perché, ho sognato di essere in libreria (tra l’altro, molto bella, con fini scaffalature in legno) e di chiedere ostinatamente una copia de “L’importanza di chiamarsi Ernest“, senza che nessuno sembrasse capire o interessarsi a quello che stavo cercando. Alla fine mi sono svegliata con un pensiero: Oscar Wilde.

Devi sapere che, oltre al mio ricorrente “periodo Agatha Christie, in passato ho sofferto molto anche di Oscarite, motivo per cui mi feci una bella scorpacciata dei suoi scritti. il principe felice

Quindi, evitando di tirarmi sempre troppo per le lunghe, per la rubrica Preferiti & Consigliati, vorrei uscire un po’ dai classici “Il ritratto di Dorian Grey” e “L’importanza di chiamarsi Ernest” e consigliarti, invece, la lettura de “Il principe felice e altri racconti“.

Non avevo mai conosciuto Oscar Wilde come favolista e, infatti, anche qui, sorprende. Non si tratta propriamente di favole per bambini (sebbene, mi sembri di ricordare che lui le abbia scritte proprio per i propri figli), almeno non nell’accezione classica.

Sono racconti molto poetici e profondi, talvolta sconvolgenti, ma tristemente veri. Ne sono rimasta colpita, tanto da rileggermi più volte la raccolta fino a consumare il libro. In particolare, rimasi folgorata dal racconto de “L’usignolo e la rosa” di cui ti lascio un piccolo estratto:

«”Ha detto che avrebbe ballato con me se le avessi portato delle rose rosse” esclamò il giovane Studente “ma in tutto il giardino non c’è una sola rosa rossa.” 
Dal suo nido nella quercia l’Usignolo udì le sue parole, e guardò attraverso le fogli e si stupì.
“Non una sola rosa rossa in tutto il mio giardino!” gridò il giovane Studente, e i suoi begli occhi si riempirono di lacrime. “Ah, da che piccole cose dipende la felicità! ho letto tutto quello che hanno scritto i saggi, e miei sono tutti i segreti della filosofia, eppure dalla mancanza di una rosa rossa la mia vita è resa infelice.”
“Ecco finalmente un vero innamorato” disse l’Usignolo “Notte dopo notte ho cantato di lui anche se non lo conoscevo: notte dopo notte ho narrato la sua storia alle stelle, e ora lo vedo. Ha i capelli scuri come il fiore del giacinto, e la bocca rossa come la rosa del suo desiderio, ma la passione gli ha reso il viso simile a un palmo avorio, e il dolore gli ha imposto il suo sigillo sulla fronte.”
“Il Principe dà un ballo domani sera” sussurrò il giovane Studente, “e il mio amore sarà della partita. Se le porterò una rosa rossa ballerà con me fino all’alba. Se le porterò una rosa rossa, la stringerò tra le mie braccia, e lei chinerà il capo sulla mia spalla e la sua mano sarà stretta nella mia. Ma non c’è una rosa rossa nel giardino, e pertanto me ne starò solo da un lato, e lei mi passerà davanti e non si fermerà. Non si curerà di me, il mio cuore si spezzerà.”
“Ecco, veramente, il vero innamorato” disse l’Usignolo. “Quello che io canto, egli soffre; quello che per me è gioia, per lui è dolore. Certo l’amare è una cosa meravigliosa. È più prezioso degli smeraldi e più caro degli opali. Perle e granati non possono comprarlo, né viene offerto sulla piazza del mercato. Non può venire acquistato dai mercanti, né può venir pesato sulla bilancia in cambio dell’oro.”
“I musici sedevano nella loro galleria” diceva il giovane Studente, “e suoneranno i loro strumenti a corda, e il mio amore ballerà al suono dell’arpa e del violino. Ballerà con passo così leggero che i suoi piedi non toccheranno terra, e i cortigiani nei loro abiti sgargianti le si affolleranno intorno. Ma con me ella non ballerà, perché io non ho la rosa rossa da darle”; e si metteva sull’erba e seppelliva il viso tra le mani, e piangeva.
“Perché piange?” chiese una piccola Lucertola Verde, passandogli accanto di corsa con la coda in aria.
“Sì, perché?” disse una Farfalla, che svolazzava dietro a un raggio di sole.
“Sì, perché?” sussurrò una Primula alla sua vicina con voce dolce, bassa.
“Piange per una rosa rossa” disse l’Usignolo.» da “Il Principe Felice e altre storie”, Oscar Wilde, Oscar Mondadori, 1980, Milano (traduzione e introduzione di Masolino d’Amico).