La profezia dell’armadillo recensione

Titolo: La profezia dell’armadillola profezia dell'armadillo
Autore 
(testi e disegni): Zerocalcare
Anno di pubblicazione: 2011

  • Un polpo alla gola;
  • Dodici;
  • Ogni maledetto lunedì;
  • Dimentica il mio nome;
  • L’elenco telefonico degli accolli;
  • Cobaing calling.

«Si chiama “profezia dell’armadillo” qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen.»

Nel lontano 2011, arriva “La profezia dell’armadillo“: fa incetta di premi (Gran Guinigi; Lucca Comics & Games 2012) e i lettori fanno incetta di lei (di ristampa in ristampa fino alla Bao publishing e ancora di ristampa in ristampa… per la cronaca, la mia è la nr. 17!).
[Tra parentesi, nel 2014, è stato annunciato anche l’adattamento cinematografico].

Come al solito, io arrivo sempre tardi (avrei molte cose da imparare dal Guardiano del tempismo…).

Insomma, inutile che spieghi cos’è una graphic novel (= romanzo a fumetti), quindi procediamo.

La storia è composta di tanti piccoli episodi autoconclusivi, al massimo di cinque/sei pagine, i quali raggrumati ben bene tutti insieme creano l’intero romanzo.

Il “pretesto” è la morte di un’amica di Calcare, con la quale tanto si è condiviso nell’adolescenza e, per tutta una serie di motivi, così poco si è potuto condividere nell’età adulta.

Tramite flashback, mammut nascosti, coscienze polimorfe e tante citazioni nerdose (le ho colte tutte… che l’universo abbia un messaggio per me?), La profezia dell’armadillo è davvero un’ottima partenza.

Certo, c’è qualche vignetta che magari rende meno rispetto ad altre; qualche elemento che magari resta lì un po’ sospeso. Complessivamente, però, c’è tutto: ci sono le risate e ci sono gli scossoni di capo (che nel mio linguaggio stanno a significare: “C’ha raggggione!“), ma ci sono anche i momenti tristi, le riflessioni e gli spunti.

Alla fine, quello che si crea è un quadro sicuramente interessante, ironico e simpatico.

Quindi, per essere la prima esperienza dell’autore con un libro completo, tanto di cappello.

In futuro leggerò altro? Molto probabilmente sì (e se qualcuno mi sta ascoltando, ecco un’idea natalizia visto che ci stiamo avvicinando al periodo! ^^).

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Madame Bovary si fa moderna!

Posy Simmons-Gemma BoveryDal 29 gennaio, il cinema francese ci prova con un delicato riadattamento del famoso capolavoro di Flaubert, Madame Bovary.
In realtà, la pellicola riprende il lavoro di Posy Simmonds, Gemma Bovery. La graphic novel (pubblicata prima a episodi sul The Guardian, poi in un libro unico nel 1999) dell’autrice inglese ha riscosso un notevole successo e fa un vero e proprio parallelo moderno con il libro di Flaubert.
La storia (nella graphic novel) si apre con Raymond Joubert, un fornaio (con la passione per Flaubert) di un paesino in Normandia, che, rimuginando su Gemma Bovery, si incolpa della sua morte. Durante una visita al marito di Gemma, scopre che la donna teneva un diario. Da qui, unendo il diario ad i suoi ricordi, Raymond comincia a raccontare la storia di Gemma.

La graphic novel (disponibile solo in lingua inglese) è acquistabile al prezzo di copertina di 10,99£, ca. 14,70€ (anche su amazon.it).

Nel film, che si apre in modo leggermente diverso rispetto alla graphic novel, Gemma Bovery è interpretata da Gemma Artenton e Fabrice Luchini è Joubert.