Come siamo diventati nordcoreani

Grazie a storie e testimonianze reali, “Come siamo diventati nordcoreani” ci immerge nella terribile realtà nordcoreana che abbiamo avuto modo di conoscere tramite la terribile esperienza di Shin con Fuga dal campo 14 (Codice edizioni).   

La storia raccontata da Krys Lee si svolge in uno dei posti più caldi del pianeta, il confine tra la Cina e la Corea del Nord. Lì passa un mondo intero in una giornata: un mondo fatto di spie, soldati, fuggiaschi, ladri e missionari che Krys Lee ci svela con inaudita potenza.

Il primo capitolo del libro descrive un banchetto in onore di Kim Jong Un, il dittatore nordcoreano noto alle cronache per le sue stravaganze e la sua crudeltà. Un uomo che mette nei campi di prigionia i cittadini che non spolverano il suo ritratto, o fa fucilare i ministri che non applaudono abbastanza ai suoi discorsi. Ma si passa subito alla realtà di un Paese che abbiamo imparato a conoscere grazie a Fuga dal Campo 14, di Blaine Harden, che racconta la storia terribile e indimenticabile di Shin Dong-yuk.
L’autrice, di padre nordcoreano, ha vissuto in prima persona il dramma delle migliaia di donne che attraversano la linea invisibile tra la Corea del Nord e la Cina, tra la fame e la schiavitù, costrette a vendersi per 30 dollari ai cinesi che, nel migliore dei casi, cercano una moglie. I protagonisti del romanzo, ispirato a fatti veri, hanno storie e destini diversi, ma nessuno dei lettori riuscirà a disinteressarsi a loro dopo aver letto questo libro.

L’autrice

Krys Lee è nata in Corea del Sud e ha vissuto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Ha scritto per “Granta”, “The Guardian” e il “Corriere della Sera”. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di racconti Drifting House. Divide il suo tempo tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, dove insegna scrittura creativa e letteratura e si occupa di accoglienza dei rifugiati nordcoreani.

Titolo: Come siamo diventati nordcoreani
Autrice: Krys Lee
Genere: Romanzo
Casa editrice: Codice edizioni
Pagine: 304
Prezzo ed. cartacea: 18,00€

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Fuga dal campo 14 recensione

Titolo: Escape from Camp 14 – One man’s remarkable Odyssey from North Korea to freedom in West
Autore: Blaine Harden
Genere: Reportage
Anno di pubblicazione: 2012
Titolo in Italia: Fuga dal Campo 14
Anno di pubblicazione: 2014
Trad. di: Ilaria Oddenino

A causa dei crimini ereditati dai fratelli di suo padre, Shin  vive – per modo di dire – dietro la recinzione elettrificata dal segretissimo Campo 14.

Lì la sua non-vita consiste in fame, privazioni, violenze, torture e lavori forzati.

Obblighi primari: non fuggire, lavorare sodo, obbedire alle guardie e denunciare chi rinnega la benevolenza dello Stato nord coreano.

È così che, dopo essere stato imprigionato al buio e torturato col fuoco, Shin assiste – con uno stranito senso di sollevo – all’esecuzione della madre e del fratello maggiore, colpevoli d’aver tentato la fuga dal campo.

Shin ancora non incolpa il regime nord-coreano (di cui a malapena conosce l’esistenza) e non pensa nemmeno lontanamente alla fuga.

Perché Shin, nato da una madre e un padre scelti per passare insieme cinque notti l’anno, non conosce nulla al di fuori del Campo 14 e non è in grado di immaginare una realtà diversa di quella del lavoro forzato,  delle botte e dagli ordini delle guardie.

È cresciuto con una madre che altro non è se non una rivale per il cibo; un fratello praticamente estraneo e un padre altrettanto sconosciuto.

Ma per Shin questa situazione è la normalità: lui non sa come dovrebbe essere l’amore di una madre o di un padre; non conosce la complicità di un fratello; e non ha nemmeno idea di cosa sia stato privato perché «all’inferno ci [è] nato».

«I campi di lavoro nordcoreani, tuttora funzionanti, esistono da un periodo di tempo doppio rispetto ai gulag sovietici e dodici volte superiore rispetto ai campi di concentramento nazisti. Sulla loro collocazione geografica non ci sono dubbi: le immagini satellitari ad alta risoluzione, disponibili su Google Earth a chiunque abbia accesso a Internet, mostrano ampi perimetri recitanti disseminato lungo le impervie montagne della Nord Corea. Secondo le stime del governo sudcoreano sarebbero circa centocinquantamila i prigionieri rinchiusi nei campi, mentre secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America il numero toccherebbe quota duecentomila.» [estratto da Fuga dal Campo 14, Blaine Harden, Codice edizioni, 2017]

Secondo alcuni rilevamenti svolti da Amnesty International, le costruzioni all’interno dei sei campi di concentramento sarebbero in aumento.

Il Campo 14 visto da Google Earth;
immagine estratta dal sito North Korean Economy Watch

Il più grande di questi è lungo circa cinquantuno chilometri e largo quaranta. Una città praticamente (più grande di Los Angeles) che comprende (quasi) tutto per l’autosufficienza: fattorie, fabbriche per i vestiti, dormitori, centrali elettriche, miniere, ect..

In due di questi campi vi si applicano sistemi “rieducativi” che, se “superati con successo”, possono consentire al fortunato di tornare in società (per sempre, però, sotto la sorveglianza del regime).

Il Campo 14 è, invece, quello cui viene applicato il regime duro ed è tristemente noto per l’inflessibilità e il rigore con cui le violenze sono perpetrate.

Shin Dong Hyuk in una foto dell’Indipendent.co.uk

La vita nel campo offre giornate lavorative di dodici/quindici ore; dieta a base di mais, cavolo e sale; abusi e umiliazioni; esecuzioni pubbliche; diffidenza, isolamento e disprezzo persino tra gli stessi internati.

Insomma, in poche parole, lotta per la sopravvivenza (a ogni costo).

Shin, comunque, è riuscito a fuggire: il primo a esser nato in un campo ed esser poi riuscito a scappare.

Ha ventisei anni (è scappato da tre) quando incontra il nostro narratore cinquantaseienne Blaine Harden, corrispondente del Washington Post.

Tra segreti, menzogne (già…), confessioni, correzioni e spiegazioni Harden ci introduce nella realtà vissuta da Shin all’interno del campo e di come questo abbia cambiato drasticamente la sua esistenza e il suo carattere (e, ovviamente, ne influenzi ancora fortemente la vita).

Accanto alle terrificanti esperienze di Shin, le rivelazioni e le confessioni di altri nord coreani, riportate da Harden, ci aiutano a comprende il clima e la realtà di una nazione completamente alla deriva e chiusa in un violento oscurantismo.

Insomma, Fuga dal Campo 14 è un reportage accurato e non pesante (nel senso che è facilmente comprensibile anche da non esperiti di geo-politica e questioni internazionali; ovviamente sono gli argomenti trattati e la realtà mostrata a essere pensanti).

Una lettura importante per conoscere il mondo e non ficcare la testa sotto la sabbia, ignorando certe realtà. E ovviamente io non posso che consigliarne la lettura.

Ma forse la verità è quella contenuta nell’editoriale dell’Economist (e riportata da Harden): «Forse la portata delle attività è tale da anestetizzare l’indignazione. […] È molto più facile ridicolizzare il regime e le pazzie del suo leader piuttosto che affrontare realmente la sofferenza che quel regime infligge alla popolazione […] la Corea del Nord commette praticamente ogni attività che rientra nella categoria “crimine contro l’umanità“».


Qui sotto trovi il docu-film Camp 14: Total Control Zone diretto da Marc Wiese (in inglese).


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I miei acquisti al Salone del libro

Dicevo qui che volevo dedicare maggior attenzione ad alcuni titoli che ho avuto modo di scoprire al Salone del libro per aver modo anche di poterli presentare meglio.
Quindi, ecco il focus dedicato ai miei acquisti al Salone del libro.

Cominciamo dal basso verso l’alto.

Il codice di Newton di Rebecca Stott, Quattrocento di Susana Fortes, Timeline di Micheal Cricton (più famoso, forse, per il suo parco giochi con i dinosauri) e Ogni angelo è tremendo di Susanna Tamaro sono tutti frutto della smania che mi ha preso allo stand del Libraccio.

Si tratta di libri usati, tutti comunque in ottime condizioni (altrimenti non li avrei nemmeno guardati – immagino ricorderai che io sono un po’ ossessiva compulsiva sotto questo punto di vista) al prezzo massimo di 3 o 5€.

Insomma… praticamente regalati (immaginami già con le pupille dilatate e la bava alla bocca mentre porto le mie conquiste alla cassa).

Certo, non si tratta di libri nuovissimi (per esempio, “Il codice Newton” è uscito nel 2007 e “Quattrocento” nel 2008), ma – detto francamente – chissene importa: leggere non è certo questione di seguire le mode!

Nascosto tra questi, nella mia pila c’è un libro di un autore (Diego Tonini, presente in fiera e travestito da pirata) il cui editore è un topino.

Non sono impazzita (non del tutto, ancora): sto parlando di Gainsworth publishing, una non proprio piccola realtà editoriale «sotto il segno del topo», il cui impegno e la cui passione per promuovere i propri autori ho potuto testare con mano.

Quindi, io che alle lusinghe gentili di persone appassionate del loro lavoro mi sciolgo come un gelato al sole, mi sono lasciata tentare dalle Storie di Okkervill – il nano cornuto, l’elfo ubriaco e il drago fifone, un fantasy all’insegna della simpatia e dell’ironia.

Ovviamente, saprò dirne di più su questo libro una volta letto, ma il tono canzonatorio e irriverente promette bene.

Intanto, ti lascio con la quarta di copertina:

Miracolosamente sopravvissuto alla battaglia di Darken Lohe, l’ultimo dei Fakerstone viene corrotto dalla sete di gloria e, così, cede alle lusinghe di un perfido burocrate, intraprendendo il viaggio che lo porterà nella Città Imperiale di Okkervill.
Ma il nobile Lorin non è preparato alle insidie della Capitale e i suoi sogni di diventare l’Ultimo Eroe della sua Stirpe vengono presto infranti, riducendo Lorin a diventare schiavo della sua stessa ambizione.
Tra lotte con infidi folletti, scontri con elfi ubriaconi, padroni di casa dalla dubbia genia e draghi poco propensi al pericolo, Lorin dovrà combattere per risollevarsi dall’abisso in cui è piombato e reclamare finalmente ciò che gli spetta di diritto.

Proseguendo con la mia torre di libri – già… quella del Salone mi ha affascinato, quindi, ho voluto riprodurne una nel mio piccolo – il prossimo libro che vorrei presentarti è di tutt’altro genere.

Si tratta di una biografia Fuga dal campo 14, pubblicata da Codice edizione, una realtà presente da anni nel mondo editoriale italiano, ma che si è lanciata nella sfera narrativa “solo” dal 2014.

Il libro riporta la storia di Shin Dong-hyuk, l’unico uomo nato nel campo di prigionia della Corea del Nord ad esserne poi riuscito a fuggire.

La sua storia ha finalmente canalizzato l’attenzione delle Nazioni Unite sui campi di prigionia nordcoreani.

Questa la trama:

Shin Dong-hyuk è l’unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord a essere riuscito a scappare. La sua fuga e il libro che la racconta sono diventati un caso internazionale, che ha convinto le Nazioni Unite a costituire una commissione d’indagine sui campi di prigionia nordcoreani. Il Campo 14 è grande quanto Los Angeles, ed è visibile su Google Maps: eppure resta invisibile agli occhi del mondo. Il crimine che Shin ha commesso è avere uno zio che negli anni Cinquanta fuggì in Corea del Sud; nasce quindi nel 1982 dietro al filo spinato del campo, dove la sua famiglia è stata rinchiusa da decenni. Non sa che esiste il mondo esterno, ed è a tutti gli effetti uno schiavo. Solo a ventritré anni riuscirà a fuggire, grazie all’aiuto di un compagno che tenterà la fuga con lui, e ad arrivare a piedi e con vestiti di fortuna in Cina, e da lì in America. Questa è la sua storia.

Qui puoi leggere la mia recensione completa.

Proseguendo verso l’alto, abbiamo poi una serie di libri delle edizioni e/o scontati del 15% + uno in omaggio. Potevo resistere? Ovviamente no…

Quindi, La bottega dello speziale di Roberto Tiraboschi (qui trovi la mia recensione), La melodia di Vienna di Ernst Lothar, Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei e Lo scherzo di Solimano di Mélanie Sadler (qui trovi la mia recensione) fanno ora parte della mia libreria e sono già in lista fra le mie prossime letture.

Last but not least, il capolavoro di Harper Lee, Il buio oltre la siepe (di cui, a onor del vero, sto ascoltando da mesi l’audiolibro, ma Alba Rohrwacher, sebbene sia la voce perfetta per Scout, è un poco monocorde e non mi aiuta nell’ascolto); il discusso Va’ metti una sentinella, di cui potrò finalmente riportare una mia opinione (qui riporto quella del Newyorker che mi aveva convito a rimandare la lettura); e Come il vento tra i mandorli di Michelle Cohen Corasanti.

Insomma, mi si prospettano mesi di lettura intensi e interessanti!

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I libri scontati di Aprile 2015

Vi segnalo i principali libri scontati che potrete trovare questo mese negli store online e in alcune librerie (attenzione: non tutti aderiscono alle stesse promozioni nello stesso momento).

Libri scontati- Aprile 2015

Codice Edizioni

Sconto del 25% (fino al 10 aprile)


dami editore

Sconto del 25% (fino al 12 aprile)


edizioni el

Sconto del 25% (fino al 19 aprile)


einaudi ragazzi

Sconto del 25% (fino al 19 aprile)


battello a vapore

Sconto del 25% (fino al 26 aprile)


laterza

Sconto del 20% (fino al 30 aprile)
[attenzione, perché, in qualche caso, dalle promozioni sono esclusi i libri del catalogo Economica Laterza]


salani

Sconto del 25% sulla collana Gl’Istrici (fino al 30 aprile)


tea editore

Catalogo Tea sconto del 25% (fino al 2 maggio)


N. B. Le date riportate circa la durata degli sconti sui libri sono valide nelle maggioranza dei casi, ma ciò non toglie che librerie o altri store possano scegliere una tempistica diversa (o una percentuale di sconto diversa).
Nella lista precedente sono contenuti solo gli sconti sui libri che variano di mese in mese. Non sono, invece, riportati i classici sconti (più o meno sempre attivi durante il corso di tutto l’anno) che vengono fatti, ad esempio, sui remainder (generalmente il 55%) o le offerte a durata giornaliera.