Abbasso le classifiche dei libri!

Ormai è già da tempo che la rubrica dedicata alla classifica dei libri più venduti è scomparsa dal blog.

Il motivo era abbastanza semplice e avevo avuto modo di darti una mia personale spiegazione anche qui, quando parlammo dei bestseller in generale.

Mi ero, infatti, molto sorpresa di come i libri in classifica difficilmente corrispondessero con le letture realmente discusse dai lettori in quello stesso periodo. Anzi, tornando a ricontrollare dopo qualche tempo, i libri che rientravano in classifica (salvo ovviamente alcune eccezioni) non avevano avuto poi tutto questo ritorno a livello di commenti, valutazioni e interesse da parte del mondo dei lettori.

Oggi, quindi, vorrei tornare sull’argomento, cercando di comprendere meglio come funziona la stesura delle classifiche dei libri. E, se possibile, scongiurare dall’acquisto di un libro solo perché rientra in una classifica (per la serie: non facciamoci gabbare così facilmente!, v. anche la questione fascette).

Innanzitutto, chi si occupa di stilare queste liste di libri-più-venduti sono due società di cui avrai sicuramente già sentito parlare: GfK e Nielsen (che, nel 2015, hanno annunciato una partnership).

Raccolta dati e algoritmi vari sfornano le classifiche che poi troviamo sui maggiori quotidiani, stampa online, ect. ect.

Insomma, alla fine si ottiene un discreto ritorno in pubblicità e un’attenzione verso il libro-più-venduto quasi capillare.

Tutto bene, quindi?

Oddio, quasi

Attenzione, non metto affatto in dubbio che il libro in vetta alla classifica abbia venduto più degli altri o che l’ultimo abbia avuto più successo dei libri che non sono riusciti a rientrare in classifica. Il punto, però, è quanto? Cioè di che numeri stiamo parlando?

Considerando quello che avevamo già avuto modo di dire circa l’ottenimento dello status di bestseller, per le classifiche ci sono alcuni dati importanti da valutare e tenere a mente.

In primo luogo, il campione di riferimento. Le due società di servizi di analisi statistica ricevono le proiezioni di vendita (non le vendite effettive che saranno valutate in un secondo momento) di circa 900 punti vendita (su circa 1.400 come fa notare IlPost.it). Da questi “punti vendita di riferimento” però dobbiamo escludere quello che, negli ultimi anni, è diventato il colosso delle vendite di libri: Amazon (e con lui sono esclusi anche tutti gli altri rivenditori online).

Da escludere anche la grande distruzione (supermercati e autogrill) e tutto il comparto ebook (che sta vedendo, proprio negli ultimi anni, una grandissima impennata).

Cosa resta, quindi? Librerie indipendenti o legate a grandi gruppi come Feltrinelli, Mondadori o Giunti, ma di queste – dicevo – ne vengono prese in considerazione solo una parte (900 su 1.400).

A prescindere dal campione di riferimento, però, c’è anche un altro tasto dolente: i numeri. Perché nelle classifiche ci viene riportata la percentuale… ma in cifre grezze cosa significa?

Per darti un’idea della media che registriamo in Italia: circa i tre/quarti dei titoli pubblicati arrivano – talvolta con fatica – a tre copie vendute… in un anno.

All’estremo opposto, nell’Olimpo dei bestseller, una decina – risicata – di libri ottiene l’ambìto alloro del più-venduto. Per rientrare in questo Pantheon di cellulosa deve aver venduto almeno 50.000 copie.

Considerato questo e il fatto che le classifiche vengono aggiornate e riviste ogni settimana, quanto deve aver venduto un libro per rientrare in classifica?

…e il punto è questo: boh. Potrebbero anche bastare qualche centinaio di copie dato che una soglia minima per l’ingresso in classifica non pare esserci.

Secondo quanto riporta La Stampa, i capofila ex aequo dei best-seller di una delle passate settimane hanno venduto circa quattromila copie (4350, per la precisione) e tenendo sempre ovviamente conto che solo alcune librerie rientrano nel campione di riferimento per stilare poi la classifica.

Il successo (o meno) di un libro potrà essere noto – forse – solo a fine anno o al sesto mese dalla pubblicazione (in generale quando, secondo contratto con lo/la scrittore/scrittrice viene fatto questo conteggio): dalla tiratura (cioè le copie che il distributore ha distribuito) andranno sottratte le copie effettivamente vendute e i famosi resi (cioè le copie rimaste invendute che la libreria rispedisce alla casa editrice).


Riferimenti

Come nasce un bestseller

Qualche giorno fa, con l’occasione delle novità in uscita in libreria questo mese, ne avevo approfittato per una breve (insomma, breve secondo i miei standard =p) postilla, di cui ti riporto qui l’estratto.

Ne approfitto, vista la dimensione ridotta di questo articolo, per fare una comunicazione di servizio.
Come già sai, non sono molto concorde con le classifiche mensili sui libri che hanno venduto di più. Le ho sempre trovate un puro strumento di promozione, tuttavia pensavo che i libri citati nelle top 10 meritassero anche il successo che i lettori gli decretavano, poiché credevo che rappresentassero la maggior parte del mercato dei libri. Inoltre, lo ritenevo un modo per seguire l'”andazzo” del mercato e dei gusti del momento.
Tuttavia, gestendo il blog da ormai un anno, mi sono sempre un po’ sorpresa di come i titoli citati nelle classifiche spesso non coincidano con le letture di cui si discute maggiormente sui social, ad esempio. Si può dire che in questi giorni, ho trovato una sorta di conferma a questi miei dubbi in questo articolo de IlPost.it (articolo che rigirerò anche sui social e che ti consiglio di leggere).
Tra le varie questioni affrontante grazie alle quali si spiega come viene redatta una classifica dei libri più venduti, si citano anche le fonti usate per questo fantomatico calcolo. Ebbene, dal conteggio delle vendite sono esclusi: i libri in formato e-book, la grande distribuzione (come, ad esempio, supermercati e autogrill), tutto il mercato dei libri online (e, per citarne solo uno, Amazon) ed il mercato dei libri secondario (usato, bancarelle).
Sono conteggiati solo: librerie indipendenti e quelle delle grandi catene editoriali (ad esempio Feltrinelli o Giunti). Di questi, però, GFK e Nielsen (le principali multinazionali che si occupano del monitoraggio del mercato) ricevono un “campione rappresentativo” solo da 900 punti vendita (su circa 1400) che, sebbene rappresentino una buona fetta del mercato, non sono il mercato.
Insomma, io, secondo questo conteggio, avrei letto solo due libri l’anno (anzi, nemmeno, perché sono i due libri che ho comprato ieri e di cui ho postato la foto sui social).
Tutto questo per dire che, dal mese scorso, i bestseller sono argomento chiuso qui sul blog.

Quanto premesso, però, vorrei addentrami un po’ di più a fondo dell’argomento per chiederci insieme: come nasce un bestseller?

come nasce un bestseller

Esiste una pagina dedicata di Wikihow che, in 24 semplici passaggi, spiega all’aspirante scrittore di bestseller, come scriverne uno.
Ora, ovviamente, tutto è presentato in maniera molto più semplice di quella che poi è la realtà (anche perché il processo si compone di svariati elementi, la maggior parte dei quali non sempre controllabile da parte dell’autore). Tuttavia, ciò non toglie che vi siano alcuni consigli utili anche solo per scrivere un “semplice” libro (e non necessariamente un bestseller).

Insomma, quello che, però, a me interessa approfondire è il modo in cui si decide che un libro è un bestseller. Per intendersi: come ottiene il bollone in copertina?

Esistono, innanzitutto, due tipologie di bestseller. La numero uno, che vede, per la verità, una ristretta rosa di candidati, si compone di capolavori destinati a diventare long seller. Cosa sono i long seller?
Wikipedia docet e ci spiega che:

[un longseller] nasce come opera d’arte e ha grande successo per motivi che non sono controllabili; non è un prodotto del momento, ed è destinato in genere a diventare un classico e un long seller. Un esempio può essere Siddharta di Hesse, o prima ancora I dolori del giovane Werther di Goethe. Un ulteriore esempio è il Decameron di Boccaccio, immediatamente tradotto per Spagna, Catalogna, Germania e paesi slavi, ma nei primi due secoli dopo la scrittura veniva considerato una lettura amena per poi essere ammesso tra i classici.

Sulla seconda categoria, invece, i c.d. bestseller di consumo, ci eravamo soffertati tempo fa in questo articolo. Insomma, a differenza del caso precedente, qui si tratta essenzialmente di successi effimeri, dalla “vita” molto breve (anche se ricca di ritorno, soprattutto economico). Attorno a questa tipologia di “successo” orbitano numerosi fattori e variabili. Si tratta, generalmente, di libri scritti con molta semplicità, facili e veloci da leggere senza troppo impegno, di cui (abbastanza spesso) ci ritroviamo anche la trasposizione cinematografica.

come nasce un bestseller 2

Negli ultimi tempi, sembriamo abbondare di quest’ultimi invece che dei primi (ahimè!). L’analisi che ho trovato in questo articolo di 900letteraio.it è molto interessante e fa riferimento anche ad un aspetto sociologico della questione. Ne riporto un breve estratto, ma puoi consultare l’intero articolo qui:

[…] non sempre un libro di successo corrisponde necessariamente ad un libro di qualità, si veda l’esempio recente  di “Cinquanta sfumature di grigio” dell’inglese E.L. James (pseudonimo che nulla ha a che vedere con  Henry James), romanzo “erotico”, scontato, superficiale, con dialoghi ripetitivi, infantile, grottesco. Sarebbe troppo facile accusare la scrittrice di aver fatto leva sul sesso per guadagnare più facilmente, sebbene sia una tematica sicura, ma la verità è che non c’è traccia di tecnica narrativa, di talento, di inventiva […].
Come spiegare un simile successo se non dal punto di vista sociologico? Si cerca soprattutto evasione, non riflessione ed originalità; l’abile strategia promozionale, soprattutto nel web, ha incuriosito  ed attirato moltissime persone.

Detto questo, però, chi decide come (e se) un libro diventa un bestseller? I lettori? Mmm, bè, quasi.
È vero: un ruolo importante lo giocano i lettori che decidono di acquistare proprio quel libro (prima che acquisisca il bollone “bestseller“), il loro passaparola (generalmente, vale se positivo), ect.
Consideriamo, però, anche quanto affermato da Oliviero Ponte Di Pino, in questo articolo scritto per il torneo letterario IoScrittore:

Nel nostro Paese circa tre quarti dei titoli pubblicati ogni anno vendono, nei normali canali, meno di tre copie. E sono poche decine i titoli che in un anno vendono più di 50.000 copie, la soglia oltre la quale un libro da noi diventa un best seller (infatti a volte vanno in classifica libri tirati in poche migliaia di copie).

Quindi, primo fattore da considerare: un nostro bestseller, non è un bestseller americano (ad esempio; ed ecco anche perché, sugli scaffali delle nostre librerie, arrivano successi di oltreoceano: sono più “sicuri” dal momento che sono già stati apprezzati dal pubblico e, quindi, hanno già venduto numerose copie). Detto questo, 50.000 copie sono molte (moltissime dal mio punto di vista), ma sono meno del doppio della metà della cifra richiesta in altri paesi per diventare “libro più venduto”.
In Italia, non si legge (o, insomma, si legge molto poco); ci sono più scrittori che lettori, ect. Non solo: l’Italia è un bacino editoriale sicuramente più piccolo rispetto, continuando sullo stesso esempio, agli Stati Uniti.
Queste considerazioni, magari, le rimando ad un altro articolo, ma sono tutti elementi da considerare.

Andiamo avanti. Come ho già spiegato nell’estratto – non sto a ripetermi -, il campione rappresentativo è molto ristretto (e, quindi, dalla forbice potrebbero sfuggire libri che, invece, vendono nei supermercati, ad esempio… Tra parentesi, il supermercato della mia zona possiede un “settore libri” che ha una scelta assolutamente non invidiabile ad una normale libreria).

Terzo fattore. Il passaparola si crea, sì, grazie ai lettori, ma anche grazie (e soprattutto) alla promozione che viene fatta di quel libro. È logico che un grande ritorno in pubblicità televisiva, radio, social, blog e quant’altro balzerà agli occhi di più potenziali lettori che, a loro volta, se ritengono il libro meritevole, potranno dar il via ad un ulteriore passaparola. Circolano voci – e non voglio fare nomi – che alcuni degli ultimi grandi successi del mondo editoriale italiano siano diventati dei “fenomeni” solo perché, essendo state realizzate troppe copie rispetto al numero delle vendite effettive (quindi, la cosa rischiava di finire drasticamente in perdita), la CE si è data da fare con un’importante opera di promozione e marketing. È logico che poi, anche solo per curiosità, un lettore a questo modo lo trovi.
Come ho avuto modo di affrontare già in questo articolo, un libro, anche mediocre, ma ben pubblicizzato vende. Il che, da un certo punto di vista, è anche logico: se io nemmeno conosco l’esistenza di un libro, come posso interessarmene e andarlo a cercare in libreria?
Eppure, ci si infila in un sistema deleterio in cui solo i libri (anche scarsi), che possono vantare un certo appoggio, riescono a sorpassarne altri magari più validi.

A quest’ultimo riguardo, alla voce bestseller dell’enciclopedia Treccani online, è disponibile un’analisi molto dettaglia e precisa e, per certi versi, illuminante. Tramite l’osservazione di una tabella, che analizza le classifiche generali dei primi 10 libri più venduti negli ultimi cinque anni, si nota che (riporto direttamente le parti):

  • Il fenomeno più significativo di questi ultimi anni è la presenza prevalente, nei primi dieci titoli di classifica, degli autori italiani rispetto agli stranieri (26 contro 18). Questo sia per la presenza costante di Camilleri (con più romanzi) e di altri scrittori come Mazzantini, Baricco, Faletti o Ammaniti, che non soltanto si sono affermati, ma hanno trovato un pubblico fedele, sia per l’affacciarsi periodico di comici o personaggi, come Totti, che alimentano i filoni più commerciali e ‘leggeri’ (comico-satirici).
  • Generalmente, sono sempre gli stessi editori che si contendono la partita, con qualche importante rafforzamento da un anno all’altro, per l’incidenza di un titolo particolarmente fortunato (come per Salani la serie di Harry Potter di Joanne K. Rowling). Rari gli outsider, come è avvenuto nel 2003 per Fazi, grazie al successo di Cento colpi di spazzola di Melissa P., e per Kowalski, grazie al Sono stata spiegata di Annamaria Barbera.

Questo è quanto. Ho scritto un articolo molto lungo, quindi è meglio se mi fermo qui.
L’ultima considerazione che vorrei fare è questa: non sempre un bestseller è indice di un libro magnifico; come, del resto, non sempre un libro non adeguatamente pubblicizzato è sinonimo di (passami il termine) “schifezza”.


Novità Libri Dicembre 2015

Apriamo questo nuovo mese con le (lanovità dei libri in uscita. Sono leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia (che, generalmente, vede il primo aggiornamento della rubrica corrispondere al primo giorno del mese), ma dicembre non è un mese propizio per le nuove pubblicazioni. Le case editrici tendono a pubblicare i nuovi titoli prima, in modo, tra l’altro, che siano già pronti per eventuali regali di natale. In buona parte, si tratta di ristampe o di estratti, rilasciati in formato digitale, di raccolte.

Insomma, per questo mese, quindi, la rubrica Novità Libri sarà proposta in un unico aggiornamento (molto scarso, ahimè!).

Ne approfitto, vista la dimensione ridotta di questo articolo, per fare una comunicazione di servizio.

Come già sai, non sono molto concorde con le classifiche mensili sui libri che hanno venduto di più. Le ho sempre trovate un puro strumento di promozione, tuttavia pensavo che i libri citati nelle top 10 meritassero anche il successo che i lettori gli decretavano, poiché credevo che rappresentassero la maggior parte del mercato dei libri. Inoltre, lo ritenevo un modo per seguire l'”andazzo” del mercato e dei gusti del momento.

Tuttavia, gestendo il blog da ormai un anno, mi sono sempre un po’ sorpresa di come i titoli citati nelle classifiche spesso non coincidano con le letture di cui si discute maggiormente sui social, ad esempio. Si può dire che in questi giorni, ho trovato una sorta di conferma a questi miei dubbi in questo articolo de IlPost.it (articolo che rigirerò anche sui social e che ti consiglio di leggere).

Tra le varie questioni affrontante grazie alle quali si spiega come viene redatta una classifica dei libri più venduti, si citano anche le fonti usate per questo fantomatico calcolo. Ebbene, dal conteggio delle vendite sono esclusi: i libri in formato e-book, la grande distribuzione (come, ad esempio, supermercati e autogrill), tutto il mercato dei libri online (e, per citarne solo uno, Amazon) ed il mercato dei libri secondario (usato, bancarelle).

Sono conteggiati solo: librerie indipendenti e quelle delle grandi catene editoriali (ad esempio Feltrinelli o Giunti). Di questi, però, GFK e Nielsen (le principali multinazionali che si occupano del monitoraggio del mercato) ricevono un “campione rappresentativo” solo da 900 punti vendita (su circa 1400) che, sebbene rappresentino una buona fetta del mercato, non sono il mercato.

Insomma, io, secondo questo conteggio, avrei letto solo due libri l’anno (anzi, nemmeno, perché sono i due libri che ho comprato ieri e di cui ho postato la foto sui social).

Tutto questo per dire che, dal mese scorso, i bestseller sono argomento chiuso qui sul blog.

Insomma, al solito, mi dilungo. Bando alle ciance!

Novità Libri Dicembre 2015

  • Disponibile dal 3 dicembre

il sapore del natale

Americo Rigazzi non ha un minuto da perdere. Mancano poche ore a Natale, e i tre capponi che aveva allevato per il pranzo della festa sono spariti. Rubati. Lui sa da chi, e sospetta anche dove il malfattore li tenga. Se i carabinieri si spicciassero, farebbe in tempo a recuperarli, perché altrimenti va a finire che se li mangia qualcun altro e addio. Per questo è lì, in caserma, a chiedere che gli diano retta. Sua moglie non è tipo da sentire ragioni: a Natale, in tavola, ci vogliono i capponi. Punto. Ma le cose non vanno lisce come il Rigazzi vorrebbe. Non è che uno può pretendere di dare ordini ai carabinieri. E poi è Natale anche in caserma, o no?
Con l’abilità nel tratteggiare storie e personaggi che restano nel cuore dei lettori, Andrea Vitali allieta il nostro Natale con un racconto che condisce di sana ironia la festa dei buoni sentimenti. L’arguzia spesso è più efficace del rigore della legge, e un buon stratagemma distribuisce a ciascuno il suo, senza tanti orpelli. Perché il sapore del Natale non è uguale per tutti, e non è detto che sia quello che ognuno si aspetta.

Prezzo: 1,99€ (solo formato digitale)
Casa editrice: Garzanti


 

Libri più venduti Ottobre 2015

Siamo già a fine mese, quindi è il momento di dare uno sguardo d’insieme ai libri più venduti di Ottobre.

Libri più venduti Ottobre 2015

 

1. After, Anime Perdute, Anna Todd

AFTER 4 - novità libri ottobre


2. Anna, Niccolò Ammaniti

anna


3. Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta, Andrea Camilleri

Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta


4. La ragazza del treno, Paula Hawkins

la ragazza del treno


5. L’amante giapponese, Isabel Allende

l'amante giapponese


6. L’elenco telefonico degli accolli, Zerocalcare

l'elenco telefonico degli


7. Sopravvissuto. The Martian, Andy Weir

sopravvissuto

La mia recensione qui.


8. My way, Alan Friedman

my way


9. Quello che non uccide, David Lagercrantz

quello che non uccide


10. Storia di un cane che insegnò al bambino la fedeltà, Luis Sepulveda

storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà


 

Libri più venduti settembre 2015

Riprendiamo le fila del discorso e riapriamo anche questa rubrica (un po’ trascurata nei mesi di luglio e agosto).
Guardiamo assieme quelli che sono i libri più venduti questo settembre.

Prima di cominciare, però, ci terrei a fare una piccola annotazione (che, per chi mi segue da tempo apparirà come la trecentesima ripetizione, ma ci tengo a precisare, quindi spero mi scuserai). Il fatto che un libro venga annoverato tra i più venduti o sia bollato come bestseller non necessariamente è anche sinonimo di qualità. Potrebbe anche solo significare che si tratta di un libro al quale è stata fatta più promozione o del quale semplicemente si parla di più (nel bene e nel male).
Comunque, questo mio discorso non vuol certamente significare che i titoli di seguito riportati (e, più in generale, tutti i libri più venduti) siano da scartare. Assolutamente.
Solo questo: la lista dei più venduti è solo una curiosità (non dei consigli per gli acquisti).

E, come sempre, buone letture!

Libri più venduti – Settembre 2015

1. La ragazza del treno, Paula Hawkins

la ragazza del treno


 

2. After 3. Come mondi lontani, Anna Todd

after 3


 

3. Quello che non uccide, David Lagercrantz

quello che non uccide


 

4. Prometto di sbagliare, Pedro Chagas Freitas

prometto di sbagliare


 

5. Chi perde paga, Stephen King

chi perde paga


 

6. Scarafaggi, Jo Nesbø

scarafaggi


 

7. La targa, Andrea Camilleri

la targa


 

8. Parigi è sempre una buona idea, Nicolas Barreau

Parigi è sempre una buona idea


 

9. Grey, E. L. James

sequel 50 sfumature - grey

 


 

10. Le radici dell’odio. La mia verità sull’Islam, Oriana Fallaci

le radici dell'odio