Se “avrebbimo” l’italiano…

Ho pensato a lungo prima di iniziare a scrivere questo articolo… che poi, più che articolo, sarebbe giusto chiamarlo sfogo.
Ho passato giorni a pensarlo e minuti per scriverlo, ma altre ore sono trascorse mentre ne cesellavo le virgole e ne scolpivo i punti, non più così convinta come quando lo avevo scritto di getto e, anzi, indecisa se pubblicarlo o meno. Avrei forse offeso qualcuno con questa mia vuota polemica?

Vuota non perché pensi che quello che scrivo qui sia privo di significato o sciocco; vuota perché sono convinta che le mie parole non porteranno a nessun cambiamento.

Ma si tratta di uno sfogo, no? Nessuna pretesa, quindi, che con un semplice sfogo le cose possano cambiare o qualcuno possa ritenersi offeso.

Innanzitutto, il titolo volutamente sbagliato e motivo, causa principe, di questo mio “articolo”: “avrebbimo”. L’uso distorto di congiuntivi, condizionali ed imperfetti (ma, diciamo, di un po’ tutte le forme verbali), insomma l’italiano dimenticato e abbandonato è la  fonte del mio sfogo.

Questi rigurgiti di italiano i quali, una volta esauriti, fanno solo sorridere dall’imbarazzo. Io stessa rido (o mi dispero) quando sento le storture verbali, le follie grammaticali, gli orrori di sintassi e le brutture di lessico. Rido, guardando Crozza che imita gli scempi che ogni giorno si fanno della lingua italiana. Rido: saccente, boriosa, antipatica… chiamami come ti pare, ma rido o, meglio, sorrido (e correggo; talvolta la maestrina che è in me si limita ad una correzione solo mentale. Ce la ridiamo lei ed io in solitaria… o ci disperiamo, a seconda della giornata).

Errori italiano 1

E, invece, non dovremo sorridere… dovremo indignarci.

L’italiano è la lingua, la nostra lingua. L’italiano siamo noi (o dovremmo essere noi). Ed invece eccoti una i che compare dove non dovrebbe; una h che, invece, sparisce dimenticata; un apostrofo che evapora per riaffiorare dove non dovrebbe; accenti ballerini e punteggiatura latitante.

Errori italiano 2

L’italiano è una lingua morta. Bada bene, lo dico con tono polemico e con una ricerca voluta della polemica. In parte, però, è così.

L’italiano è una lingua difficile, lo ammetto. Ma noi italiani ci siamo quasi arresi di impararlo… ormai nemmeno ci sforziamo più. Anzi, siamo quasi indignati quando qualcuno prova a smuoverla un po’ questa lingua: troppe subordinate, mi è stato detto, il lettore si confonde. E allora che facciamo? Devo limitarmi alla telegrafica sequenza: soggetto+verbo+complemento+punto? Meglio sì: frasi semplici, minimali. E con la punteggiatura? Che faccio? La butto nel cesso? Nah, non diciamo fesserie: a noi bastano solo virgole e punti. Disposti bene? Bah; disposti. Ora non diamoci troppe arie: basta che ci siano.

Errori italiano 3

Non dico che dovremmo tutti conoscerlo come Dante, come Boccaccio o come Manzoni che venne a sciacquare i panni in Arno… Affatto. L’italiano da allora è cambiato; la sintassi si è diversificata e il linguaggio è meno complesso, meno aulico, anche se ugualmente poetico.
Almeno un poco, però, io vorrei vedermelo questo italiano. Non so, mi basterebbe anche una fugace presentazione. Invece, troppo spesso mi ritrovo a credere che l’italiano sia quasi uno sconosciuto alla maggior parte degli italiani.

Errori italiano 4

Sbagliare l’italiano, i tempi verbali, le parole è diventato anche uno stile di comicità, ma non sono mica certa che tutti si accorgano dell’errore nascosto dietro la risata del comico.

L’ultima chicca? La storica Accademia della Crusca rischia di chiudere… Di nuovo. Nel 2010, si rischiò la chiusura, ma, l’anno successivo, lo stanziamento di alcuni fondi bloccò fortunatamente il tracollo. Nel corso del tempo, questi fondi sono arrivati addirittura a dimezzarsi fino a scomparire. Sai quanti sono i fondi stanziati quest’anno? Zero [lanazione.it]. E non si tratta solo della villa medicea (con relativi giardini) patrimonio dell’Unesco, la cui manutenzione rientra nel bilancio dell’Accademia (in quanto sede della stessa); si parla anche di progetti da defalcare e dipendenti, borsisti ect. da mandare a casa.

[P.S. È possibile sostenere la Crusca, andando a questo indirizzo]

Del resto, è giusto no? Chi se ne frega della cultura! Se ne può fare tranquillamente a meno.

Allora? Che facciamo?
Non lo so davvero. La mia è solo una vuota polemica…

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