S. La nave di Teseo

S. La nave di Teseo recensioneTitolo originale: S.
Autori: J.J. Abrams, Doug Dorst
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: S. La nave di Teseo
Anno di pubblicazione ITA: 2014

Ebbene, lo ammetto: con un misto di apprensione, curiosità, mistica devozione per questo esperimento letterario così discusso, ho iniziato la lettura di “S. La nave di Teseo” (solo “S.” nell’originale).

[No, un attimo. Prima c’è stato un lungo, complesso e logorante processo di decisione: lo prendo? Non lo prendo? Ok, sì. No; Meglio di no.

Da un lato, mi fermava il prezzo (obiettivamente, molto elevato per la versione cartacea – fortemente consigliata anche solo per la cura di tutti i materiali); dall’altra mi fermava l’ignoto. Nel senso che, se non lo avessi mai letto, non sarei nemmeno potuta restare delusa, perché, lo ammetto, questo progetto letterario mi ha da subito affascinato e il terrore che potesse essere un terribile “flop” mi ha fatto compagnia prima e dopo l’acquisto nonché durante la lettura.]

Insomma, tornando al punto di partenza: dopo lungo meditare, alla fine l’ho comprato (n.b. si tratta della versione in lingua originale, quindi ogni mio riferimento a impaginazione, confezionamento, materiali e inserti vari, ect. è a questa; ma credo che quella italiana sia altrettanto curata) e non è stato facile evitare gli spoiler in questi anni (e, non so come, ma ce l’ho fatta).

In primo luogo, il profumo. Ti assicuro che vedersi tra le mani un libro “invecchiato” (le pagine sono davvero “consumate” benissimo e il libro si presenta come un rispettabile e venerando libro in prestito) e sentirne, però, il peculiare odore di “libro nuovo” è qualcosa di indescrivibile (quasi esaltante per una maniaca dei libri come me).
In secondo luogo, le annotazioni: sono davvero curate (penna, lapis, pennarello…). Ogni impronta ha il suo spessore, la sua consistenza tanto che quasi avevo paura di passarci la mano sopra, temendo di sbavare l’inchiostro, che comunque in alcuni punti è più o meno marcato già di suo.

S. La nave di Teseo recensione 3

A questo punto, ti starai chiedendo: hai pagato circa 30€ un libro invecchiato e scarabocchiato da due mani sconosciute? Ebbene sì.

Ma procediamo con ordine. La storia (spoiler-free).
Due giovani, maschio e femmina, non si conoscono, per il momento, e hanno solo una cosa in comune: la passione per la lettura. E si “incontrano” per caso, quando lui lascia questo libro di V.M. Straka (La nave di Teseo) e lei lo trova. Da qui, inizia la loro corrispondenza, il loro scambio di idee, opinioni, consigli e esperienze e, sì, anche la loro indagine tramite un vettore molto particolare: il libro stesso. Tuttavia, i protagonisti della vicenda non sono solo due. Assieme a loro, e avvolti dal più profondo mistero, troviamo Straka (l’enigmatico autore de “La nave di Teseo”) e il suo traduttore, F. X. Caldeira, che, secondo alcuni, altri non è che Straka stesso.
Ma il “mistero Straka” si complica ulteriormente, vista la peculiare dipartita dello scrittore e il suo peculiare passato, in cui Straka sembra essere responsabile di complotti, assassini, disastri e altre cose tutte poco piacevoli.

Insomma, si procede per cui in parallelo: da una parte, lo scambio chiamiamolo “epistolare” tra i due giovani; dall’altra la storia narrata da Straka (la sua ultima storia) e le note del traduttore (che raccontano un’altra storia ancora). Non è finita qui, perché il mistero s’infittisce sempre più, viste le incognite e i dubbi che l’esistenza misteriosa di Straka (e del suo traduttore) pone.

A questa narrazione già molto articolata, dobbiamo poi aggiungere gli inserti: stralci di giornali, documenti confidenziali, cartoline, annotazioni su carta intestata e su tovaglioli di carta (non scherzo: c’è per davvero un tovagliolo di carta tra le pagine del libro!). Insomma, curato nei minimi dettagli e, già solo per questa attenzione, il libro vale tutti i 30€ della versione cartacea (di fatto, gli autori stessi, vista la natura particolare del loro romanzo, sconsigliano la versione digitale e, per certi aspetti, non posso non dargli ragione).

S. La nave di Teseo recensione 1

Devo ammettere d’essermi ritrovata un po’ spaesata le prima pagine: cosa leggo? Prima il testo del libro? Prima le annotazioni? O i documenti chiusi fra le pagine? Leggo in contemporanea? Ma, alla fine, “allarme” rientrato: ben presto si comprende in che ordine leggere e a cosa dare precedenza (o, comunque, si trova un proprio schema da seguire per procede, senza intoppi, nella lettura). Ogni colore e ogni penna/lapis/pennarello usato distinguono non solo le annotazioni dei due ragazzi, ma anche il “tempo” in cui queste sono state inserire sulle pagine.
A questo proposito, ci tengo a fare una piccola nota: personalmente, ho preferito leggere testo, documenti e note insieme (tenendo presente che appartengono a tempi narrativi diversi), ma non esiste un ordine giusto o sbagliato per procedere. Nella Guida per principianti (solo in inglese), potrai trovare informazioni utili (oppure, lascia un commento; ti risponderò molto volentieri).

Insomma, vedo che sto scrivendo un poema, ma non volendo (né, ahimè, potendo) gareggiare con il cantore greco, mi accingo a concludere, tirando un po’ le fila del discorso.

L’idea è innegabilmente affasciante oltreché originale e realizzata davvero in modo magnifico. Si entra in un doppio mondo in cui la finzione del libro e la finzione dei due ragazzi s’intrecciano così bene e in maniera così indissolubile da rendere la “finzione” (mi scuso della tripla ripetizione) davvero perfetta.

Personaggi perfetti. Leggiamo le loro note e comprendiamo il loro carattere; conosciamo il loro passato e il loro presente (purtroppo, non tutto il loro futuro).

Per questi motivi, chapeau! a entrambi gli autori (l’idea è di Abrams; gli scritti di Dorst) per la cura e l’attenzione, quasi maniacale, nella costruzione dell’intera storia (oltre, già detto, per l’originalità).
Ora, se proprio devo trovare un pelo nell’uovo, la storia, “scritta” da Straka (surreale, densa di metafore, messaggi cifrati, ect.), considerata di per sé non è che sia un granché (se, ripeto, letta da sola); anche perché è un po’ confusa. Ciò che rende avvincente la vicenda è l’intreccio che si crea tra i vari livelli narrativi. S. La nave di Teseo recensione 4

Devo, però, ammettere che, verso la fine, stavo diventando un po’ insofferente: ok, abbiamo capito che la questione (non solo quella presente dei due ragazzi, ma anche quella passata di S., chiunque esso rappresenti) è molto segreta, molto ingarbugliata e molto pericolosa, ma… andiamo avanti! Arriviamo al punto!

Se l’idea e, soprattutto, il modo in cui questa è raccontata piace, allora ti consiglio la lettura, perché si tratta davvero di un esperimento interessante (e sarebbe bello vedere altre storie, magari anche di autori diversi, raccontate in questo modo).
Certo, non si tratta di un libro perfetto (almeno dal mio punto di vista). Come dicevo ci sono alcuni punti della trama che, un po’, ristagnano; altri che rimangono oscuri (ma può anche darsi che sia stata io incapace di spremermi troppo le meningi per arrivare alla soluzione; anche se, in rete, si trova davvero qualunque tipo di illazione – alcune, secondo me, un po’ azzardate). Questo per dire che, alla fine, la questione non è così chiara per la maggior parte delle persone come (forse) pareva invece agli autori (sempre che la loro intenzione non fosse quella di lasciarci tutti sospesi in un limbo letterario).
Mi aspettavo, sinceramente, qualcosa di più dal finale, soprattutto con riferimento alla vicenda dei due ragazzi (e, invece, si rimane in sospeso come se si fossero dimenticati di tirare le fila del discorso).

In ogni caso, si tratta di un libro, di una storia che va seguita e che richiede al lettore non solo di leggere, ma anche di ragionare e interpretare gli indizi che gli vengono forniti (per esempio, io ho avuto delle serie difficoltà con la ruota EOTVOS).

Difficile inquadrare La nave di Teseo in un genere specifico e difficile anche dare una valutazione secondo canoni standard.
Tuttavia, ripeto, se il progetto ti ha un po’ stuzzicato, il mio consiglio è di appagare la tua curiosità e leggere questa storia particolare.

P.S. Qui il finale alternativo.


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