Ritrovato racconto di Sherlock Holmes

Il ritrovamento, annunciato dal Telegraph, è a dir poco eccezionale: dopo 80 anni chiuso in un soffitta in Scozia, è stato rivenuto un racconto breve di Sir Arthur Conan Doyle.
La scoperta è opera del sig. Walter Elliot, storico, il quale ha riferito al Telegraph di come il libro appartenesse alla sua famiglia già da tempo:

«Usually people would throw out these books or sell them off. It has been in my family for quite a while now. I have no idea if it has ever been published…I have no idea how many they made and sold»

il ritrovamento

Sherlock Holmes: un nuovo racconto

Il libro (delle dimensioni di un phamplet) è così intitolato: “Sherlock Holmes: Discovering the Border Burghs and, by deduction, the Brig Bazaar” e riguarda principalmente Watson ed il suo viaggio verso Selkirk. Si tratta di un breve scambio di battute tra i due protagonisti di tante avventure, raccontato in terza persona, in cui Sherlock sfoggia ancora una volta le sue straordinarie doti deduttive.
Sembra che l’autore lo abbia scritto nel 1904, per aiutare, con una raccolta di fondi, la ricostruzione della chiesa in legno della cittadina.

Potete leggere il racconto completo a questo indirizzo (è in inglese).

il libro di SH

 

AGGIORNAMENTO 10/03/2015_ Sembrerebbe tutto falso. Le prime incongruenze? Il Guardian e il Telegraph (da cui io ho ripreso la notizia) affermano che il simpatico vecchietto in foto sia uno storico; la BBC, invece, lo etichetta come taglialegna/boscaiolo in pensione. Ok, questo, in definitiva, cambia di poco il valore del racconto, ma aspettate.
Recentemente è intervenuto anche Mattias Boström (scrittore svedese, vincitore del premio Swedish non-fiction book per la sua storia su Sherlock Holmes – Från Holmes Till Sherlock (From Holmes to Sherlock) –  nonché coeditore di una serie di racconti dedicata a Holmes) che, in un suo articolo, ha evidenziato tutte le incongruenze.
In primis, non sarebbe una novità che Doyle avesse scritto un racconto breve in occasione della festa di Selkirk. Si trattava, infatti, di finte conversazioni e protagonista di queste pubblicazioni non fu solo Doyle, ma anche Walter Scott (fu sceriffo della contea) e Mungo Park.
In secondo luogo, la conversazione in questione ha un incipit differente rispetto a quella dell’edizione di Elliot. Quest’ultima, infatti, è di sole tre pagine e comincia dalla 40.
Infine, molti dubbi sul fatto che questo breve racconto, ritrovato da Elliot, non sia citato da nessuna parte.

Spero che, alla fine, si riuscirà a far chiarezza sulla veridicità o meno di questo racconto, ma, nel frattempo, mi è sembrato corretto riportarvi anche voci contrarie.

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