Ancora e mai più (nelle mutande) recensione

ancora e mai più (nelle mutande)Titolo: Ancora e mai più (nelle mutande)
Autore: Andrea Pistoia
Genere: Umoristico
Anno di pubblicazione: 2015

– Ho ricevuto una copia di questo libro dall’autore in cambio di un’onesta recensione – 

Edmondo (Mondo per gli amici) ha deciso di fare una sorpresa alla sua ragazza. Così, si presenta sotto casa di lei, ma, all’ultimo ha un ripensamento: va via, poi ci pensa meglio… e ritorna. Questo breve tentennamento, però, porta i suoi “vantaggi”. Mondo trova la sua ragazza in dolce compagnia… del migliore amico (di lui)!
Insomma, doccia fredda: amicizia probabilmente rovinata e rapporto amoroso drasticamente interrotto.
Sebbene i rapporti con il suo amico migliorino, la relazione è giunta al capolinea e non c’è modo di recuperarla.
Adesso, però, Mondo è libero. Libero di girare per i locali, i bar e le discoteche; libero di divertirsi e di cercare qualcuno con cui spassarsela.
Inizia così la sua personale crociata alla ricerca dell’amore.

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Manca una storia di fondo, un quadro omogeneo, un percorso lineare che conduca il lettore verso la conclusione. Alla fine, si crea un patchwork composto dall’alternanza delle stesse scene: da una parte, si legge di  poveri commercianti – il protagonista, i suoi amici o anche emeriti sconosciuti – che si trovano ad avere a che fare con clienti scontrosi, maleducati e pretenziosi (quando non sono il protagonista ed i suoi amici a fingersi clienti fastidiosi per indispettire il malcapitato commesso); dall’altra, i numerosi tentativi che il protagonista fa, nei vari locali (bar, discoteche, locale con telefono, ect.) con la speranza di “andare in buca”. Sebbene le prime siano, sotto molti aspetti, tristemente vere, si tratta comunque di parentesi ripetitive, inserite senza uno scopo ai fini del complesso narrativo.
La narrazione procede, quindi, alternando scene di questo tipo a episodi di “caccia/cuccaggine” in cui il protagonista, in ordine: incontra donne-copertina con amiche annesse e l’intelligenza di un’arachide; segue tentativo di “imbrocco” più o meno maldestro con scambio di battute che oscilla tra l’insulto, la risata e lo sberleffo; se del caso, scambio di telefono (o, in caso di bruttona, numero falso/del peggior nemico) e si conclude con un nulla di fatto. Non mancano le battute: alcune strappano un sorriso, ma altre mi hanno lasciata perplessa. A questo proposito, alcune parti della narrazione risultano davvero assurde (come il mitra -?- che di punto in bianco esce dal “buco che tutto accoglie” di una spogliarellista).

Il protagonista, Edmondo (“Mondo” per gli amici) è un ventitreenne con parecchi grilli per la testa, un passato un po’ da scapestrato e un futuro dedicato quasi esclusivamente allo “sciupare femmine”. Dal mio punto di vista, quindi, non è che mi sia risultato poi molto simpatico. Un po’ borioso nei suoi atteggiamenti, per nulla modesto (non a caso il soprannome “Mondo” gli calza davvero alla perfezione, almeno per la boria che dimostra), sboccato e maleducato.
Comunque, a parte i sentimenti personali, ciò che conta per me è il carattere vario e composito dei personaggi nel loro complesso. Tuttavia, i suoi compari non sono da meno: hanno caratteristiche simili e l’insulto, lo sberleffo e la conta delle tacche sulla cintura un vizio comune. Questo il carattere diffuso del genere maschile. Per quanto riguarda la controparte femminile, vedi sopra: ragazze lascive, stupide e/o terribilmente ingenue.

Linguaggio un po’ troppo colloquiale (e ricco di neologismi); ché nei dialoghi è comprensibile per rendere meglio il carattere dei personaggi (anche facendo largo uso di espressioni colorite), ma nella narrazione, sebbene condotta in prima persona, dovrebbe essere un po’ più contenuto (sempre dal mio punto di vista).

Gli ambienti stentano a spiccare, nel senso che la scena prende luogo sempre negli stessi posti, scarsamente descritti.

In conclusione, mi spiace davvero non essere riuscita a farmi coinvolgere da questo libro, dai suoi personaggi o dalle sue battute. Mi rammarico sempre quando ciò accade e, in particolare, quando si ha a che fare con autori gentili e disponibili, che giustamente credono nella loro opera.
Detto questo, mi sembra giusto riportare la mia impressione sincera e, se la lettura ti incuriosisce, ti invito a leggere comunque qualche estratto di questo libro.

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