Più di 1.000 libri per una bimba di soli 4 anni

Più di 1.000 libri letti. Già è difficile per un adulto arrivarci… e c’è chi poi non arriverà a questo traguardo nemmeno in una vita intera (abbiamo già avuto modo, purtroppo, di parlare di questa brutta situazione). Figuriamoci per una bimba di soli quattro anni!

Ma Daliyah Maria Arana di Gainesville in Georgia ce l’ha fatta.

Tutto è cominciato con un progetto dedicato ai bambini promosso nello Stato della Georgia. Il programma invitatava i bambini a leggere 1.000 libri prima di entrare all’asilo (qui trovi i dettagli).

Daliyah Maria Arana, che legge da quando aveva due anni, ce l’ha fatta ed è stata invitata a diventare bibliotecaria per un giorno alla Biblioteca del Congresso. Posto che, secondo quanto riferito dalla madre della bambina in una intervista, sarebbe la sua biblioteca preferita in assoluto [Fonte: Washingtonpost.com].

Ma la piccola non ha finito. A parte essere la felice proprietaria di una tessera della biblioteca – grazie alla quale, a quanto pare, si sceglie i libri da leggere da sola – adesso Deliyah ha nuovi progetti. Il primo, ovviamente è quello di leggere ancora più libri e, secondo quanto riportato da una televisione locale CBS46, la cifra che la bimba si prefigge sarebbero 100.000 libri da leggere (W O W). La seconda è quella di incoraggiare gli altri bambini a leggere. [Fonte: Huffintonpost.com]

Insomma, so che sono un disco rotto quando si tratta di incoraggiare sempre più persone alla lettura, ma obiettivamente in questo gli americani (e molti altri paesi) ci superano alla grande.

Da noi qualche lodevole progetto si è fatto timidamente avanti (come quello di DeAgostini Libri di cui abbiamo avuto modo di parlare un po’ di tempo fa), ma è ancora difficile trovare qualcosa che abbia, a livello nazionale, una rilevanza simile a questo progetto americano.

Inoltre, gli onori che dovrebbero essere tributati alla cultura e alle persone che la diffondono dovrebbero essere maggiori. Notizie di rilievo culturale passano quasi sotto silenzio (non sto a ricordarti la tristissima vicenda della Biblioteca Ursino o le più recenti vicende emerse a seguito del decreto Delrio) come se della conoscenza ci si dovesse vergognare.

In Italia, abbiamo – tra gli altri – un patrimonio culturale immenso. E non siamo in grado nemmeno di proteggerlo.

 


 

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