Siamo online!

Eccoci qui: nuovo blog, primo post. 

Non avei mai creduto che la creazione di questo piccolo spazio su internet fosse così difficoltosa… oh, non per le classiche questione tecniche – con pochi click, ormai, i blog si creano praticamente da soli – quanto per la scelta del nome. Le poche idee che la mia piccola mente è riuscita faticosamente a partorire erano state già tutte pensate e, quindi, vogliate perdonarmi se ho ripiegato sull’inglese.

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Chiama la levatrice di Jennifer Worth

Bando alle ciance:  veniamo al vero argomento del blog. I libri!! Ho letto così tanti libri che non saprei davvero da dove iniziare, quindi potrebbe essere un ottimo modo per sciogliere il ghiaccio raccontarvi dell’ultimissimo libro che ho letto: “Chiama la levatrice” di Jennifer Worth. Sicuramente, e mi scuso di nuovo per la mia anglofilia, il titolo del libro è più evocativo e nasconde più fascino nell’originale inglese “Call the midwife”. In ogni caso, per chi non ne avesse mai sentito parlare, da questo libro è stata tratta una serie tv di successo prodotta dalla BBC e andata recentemente in onda anche in Italia sui canali in chiaro.
La storia, almeno come promette la quarta di coperta, è tutta vera e realmente ispirata alle vicissitudini lavorative della scrittrice. Ambientata sullo sfondo dei bassi, bassissimi fondi dell’Inghilterra post (seconda) guerra mondiale, questo libro racconta la storia segreta delle levatrici, figure rispettate e davvero vitali per le partorienti dell’epoca. Infermiere professionali, quindi, con una formazione delle competenze ancora agli albori di questa branca snobbata della medicina. Levatrici stimate, ma pur sempre donne, quindi vittime delle classiche difficoltà (e della solita valanga di pregiudizi) che una donna doveva sopportare nel momento in cui decideva di intraprendere una carriera, diversa dallo sforna bambini/sforna bambine/lava/stira/fai da mangiare/sforna aChiamate-la-levatrice-Jennifer-Worthltri bambini, ect. Comunque, il libro è piacevole, scorre davvero bene (i capitoli, solitamente uno, massimo due, sono dedicati alla storia di una partoriente). Fanno da contorno a queste esperienze più o meno tragiche, le suore un po’ picchiatelle ma simpatiche macchiette (presso le quali la protagonista lavora), parti podalici, intrallazzi multietnici con le ovvie problematiche del “ma, no, caro, è il tuo figliuolo!”, compagne levatrici goffe ma tenere ect.
Invece che scrivere un breve post, vi sto annoiando con i miei sproloqui, quindi vedo di chiudere in fretta. L’edizione del libro da me letta è edita da Sellerio (la cui scelta di copertine monocromatiche e monograndezza rischia talvolta di farti sfuggire titoli davvero interessanti come questo) e costa 15€. Attenzione, però, perché il libro fa parte di una trilogia, credo non completamente pubblicata in Italia (in ogni caso, questo primo libro si legge tranquillamente da solo, anche se devo ammettere che, arrivati alla fine, si resta un po’ con l’amaro in bocca per la curiosità di conoscere le vicende successive di alcuni personaggi).

E ora chiudo davvero. Spero che abbiate gradito il post e continuerete a seguire il blog ed i suoi (spero) frequenti aggiornamenti! Grazie!

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  • sandra

    ho visto la serie e mi è piaciuta molto. Mia figlia era incinta quindi mi sono interessata ancora di più.Mi incuriosisce leggere anche il libro, le storie erano varie, semplici con un unico finale: la nascita.Mi piace molto questa enorme ed infinita libreria e noto che questo blog è stato “varato” in un giorno per me importante e fortunato.

    • thebooksblender

      Ciao Sandra! Grazie per il tuo commento e tanti auguri a tua figlia! Spero che la lettura di questo libro ti piaccia come la serie televisiva! Buona lettura!