Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective recensione

omicidio a road hill houseTitolo: The Suspicions of Mr. Whicher: Murder and the Undoing of a Great Victorian Detective
Autrice: Kate Summerscale
Genere: Saggio
Anno di pubblicazione: 2008
Titolo in Italia: Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective
Anno di pubblicazione ITA: 2008
Trad. di.: Luigi Civalleri

Il libro è ispirato a un delitto che, nel 1860, sconvolse la campagna inglese (un po’ lo stesso punto da cui prende le mosse La vita segreta e la strana morte della signorina Milne, con la differenza che, in quest’ultimo, è l’autore a fornire una conclusione alla vicenda).

A Road Hill House, una brutta mattina, scompare uno dei sette figli di Samuel Kent, Saville il più piccolo.

Le ricerche sono affannate, concitate e disperate, ma presto si esauriscono.

Il corpo del piccolo viene ritrovato infilato nella latrina esterna ad uso della servitù della famiglia; la sua gola è tagliata e sul corpicino ha un altro brutto segno.

Chi è stato? Potrebbe essere un estraneo a essersi introdotto nella villa dei Kent, a essere salito al primo piano fino alla nursery dove il bimbo dormiva assieme a un’altra sorellina e alla bambinaia?
Ad avvalorare questa tesi una finestra al piano terra ritrovata socchiusa da una domestica. Eppure… ci sono alcuni elementi che cozzano con questa teoria.

In più, mancherebbe una copertina dalla culla del bambino; come se il suo assassino avesse avuto un moto di tenerezza, portandosi via la coperta per proteggere Saville dal freddo della notte. Anche dalla biancheria delle sorelle più grandi, nate dal primo matrimonio di Samuel Kent, mancherebbe qualcosa. E la bambinaia? E possibile che non abbia sentito nulla?

Questo losco evento fu anche uno dei primi, ad alta risonanza “mediatica”, a coinvolgere uno dei primi investigatori, Jack Wicher, entrati in funzione a Scotland Yard da pochi anni.

Ammetto che questo intreccio tra finzione e reale mi affascina e, quando un autore mi scrive d’aver consultato i testi e i documenti originali, vado subito in brodo di giuggiole.

Avevo inizialmente deciso di considerare il libro come un romanzo, ma la verità è che la sua forma è più simile al reportage che al romanzo.

Il tono è asettico e impersonale, proprio come se si stesse rileggendo un lungo articolo di giornale. Quindi, attenzione: sebbene la copertina e il titolo facciano pensare ad altro, si tratta di un saggio.

Il caso fu eclatante e concentrò un’attenzione senza precedenti per tutta una serie di motivi:

  • l’età della vittima e l’efferatezza della sua uccisione;
  • le circostanze in cui la morte del piccolo Saville avvenne;
  • le molte contraddizioni in cui caddero gli abitanti della casa (famigliari e domestici);
  • un’evidente disparità di trattamento da parte della polizia locale tra i “signori” e il personale di casa e…
  • … un’altra evidente disparità di trattamento in famiglia tra i figli di primo letto e quelli di secondo (avuti con la governante dei primi… altro che Beautiful!);
  • il fortissimo sospetto che fosse avvenuto “tutto in casa” e che anche il colpevole lì doveva trovarsi;
  • l’ambiente alto borghese della famiglia;
  • l’attenzione quasi morbosa e le elucubrazioni, speculazione (ect.) della gente.

Non solo: questo fu forse il primo caso in cui cadde anche un dogma del mondo anglosassone, l‘inviolabilità del domicilio, e in cui i nuovi investigatori muovevano i loro passi in un caso intricato e pregno d’attenzione da parte del grande pubblico.

omicidio a road hill house citazione 1

Summerscale dispiega bene le sue carte con l’introduzione della vicenda, la descrizione della scena e la presentazione di tutti gli attori (famiglia, curiosi e investigatore). In tutto questo, ci sono anche altri elementi da considerare come le appena nate tecniche investigative, l’acquisizione di un nuovo linguaggio che restasse al passo con indizi e intuizioni. Un misto, però, di incompetenza, pudore e astio si affiancano al caso, di cui noi seguiamo ogni fase dal ritrovamento al processo, passando per errori, accuse e accusati, ostilità, ficcanaso, mitomani e prese di posizione (e di potere).

Quindi, sebbene il pretesto sia la ricostruzione dell’efferato omicidio di Road Hill House, trovano ampio spazio approfondimenti sulla neonata figura del detective, su Scotland Yard, sui pensieri e gli interessi della famiglie vittoriane.

omicidio a road hill house citazione 2.png

Inquietanti i parallelismi con il presente. Io, che mi sorprendo della quantità di programmi televisivi/riviste/talk show che minuziosamente spezzatano la vita delle persone giudicandone colpe e vizi, mi devo ricredere: in epoca vittoriana, la faccenda non era affatto diversa… anzi, forse i malcapitati oggetto del pubblico ludibrio si “salvavano” solo perché la televisione ancora non esisteva e le notizie correvano più lentamente rispetto a oggi.

Ciò non toglie, tuttavia, che subissero le stesse conseguenze di oggi: i fatti privati sbattuti e eviscerati sulla pubblica piazza; sedicenti opinionisti pronti a dire la loro e a evidenziare gli errori delle autorità; l’impossibilità di mettere il naso fuori di casa per non essere vittima di urla, improperi, offese varie e “dalli all’untore!”.

Insomma, l’attenzione morbosa c’era oggi come allora.

L’analisi su tutto questo mondo, le sue contraddizioni e le sue innovazioni, è davvero curatissima e minuziosa, anche se, a voler proprio cercare il pelo nell’uovo, in alcuni passaggi un poco ridondante.

Ho apprezzato davvero moltissimi i numerosi richiami alla letteratura dell’epoca con Dickens, Brönte e le influenze che le loro opere avevano sul pubblico dell’epoca. Di come realtà e finzione s’intreccino profondamente dando vita a malanimi verso nuovi generi letterari o altri già noti in rapida ascesa. Non solo letteratura, però: nel suo trascinarsi negli anni, questo caso ha coinvolto anche religione, psicologia (più o meno spiccia) e buon costume, richiamate nel libro tramite citazioni, passaggi e ritagli.

Insomma, tirando un po’ le fila del discorso.

Non si tratta di un romanzo, quindi, ripeto, se lo leggi con nell’ottica di trovarti tra le mani un prodotto ricamato dalla finzione resterai deluso/a. Il ricamo c’è ed è anche preciso e ben fatto, ma si basa su documenti, articoli di giornali, verbali e testimonianze (anche se, nella mia versione, mancava la bibliografia finale…).

Se il tuo interesse, invece, è più legato al giallo, al mondo della Christie o di Doyle, e sei disposto/a verso un prodotto analitico, documentato e ricco di citazioni, che comprenda non solo la ricostruzioni di un omicidio, ma la ricostruzione di un determinato periodo storico, allora questo libro potrebbe interessarti molto.

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