La mano nera e altri racconti gialli recensione

Titolo: La mano nera e altri racconti gialli
Autori: Robert Anderson, Egerton Castle, Arthur Conan Doyle, Mary E. e Thomas W. Hanshew, Arthur B. Reeve, Stanley J. Weyman
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017
Trad. di: Claudio Mapelli e Angela Pica

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione – 

Così comincia un giallo “vecchio stampo” che si rispetti: un mistero o un fatto curioso e spesso inspiegabile; un investigatore di professione o improvvisato tale; e un sapiente mix di inseguimenti, agguati, appostamenti, menti diaboliche e chi ne ha più ne metta.

In questa raccolta, abbiamo un carnet di autori di tutto rispetto: alcuni già noti al pubblico italiano (tra cui anche il nostro amato Arthur Conan Doyle con un racconto dedicato a Sherlock Holmes e al suo incontro con La Donna) e un paio appartenenti ai classici del giallo inglese ma sconosciuti nel nostro paese: The Rope of Fear, ovvero La corda della paura, di Mary E. e Thomas W. Hanshew e The Fowl in the Pot, Il pollo nella pentola, di Stanley J. Weyman.

Si comincia con “La mano nera“, un racconto veloce ma carino in cui si mescolano un sequestro, degli avvelenamenti, una banda di criminali con pochi scrupoli e dall’italiana notorietà (si tratta di camorristi).

Segue il famoso “Scandalo in Boemia” dove il nostro Sherlock incontra per la prima volta La Donna che – forse – riesce a gabbarlo.
Il racconto è noto, ma ogni volta è un piacere rileggere le vicende dell’investigatore inglese narrate da Arthur Conan Doyle.

E poi incorriamo in un apparentemente impossibile furto in un caveau sorvegliato (“La corda della paura“); scopriamo il mondo criminale e le – talvolta – insufficienti misure del sistema penale (“Racconto di Scotland Yard“); ci caliamo in atmosfere di un’Europa orientale degne di Dracula con “La preda del barone“; e, last but not least, scopriamo come “Il pollo nella pentola” può far vacillare i sovrani e i loro consiglieri.

Tutti gli autori riescono a combinare, in poche pagine, una situazione inizialmente assurda e inspiegabile alla sua soluzione elementare, accompagnandovi un linguaggio chiaro e scorrevole.

Davanti al “caso da risolvere“, il lettore talvolta si ritrova a brancolare nel buio come l’investigatore di turno; altre volte lo previene; e altre ancora non c’è proprio storia… le cellule grigie dell’investigatore gli conferiscono una capacità di deduzione che ha del magico.

Ovviamente, qualche racconto riesce meglio di altri a coinvolgere il lettore nelle sue atmosfere e nella sua storia, ma complessivamente si tratta di una raccolta d’interesse per un appassionato del genere giallo.


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