La bottega dello speziale recensione

Titolo: La bottega dello speziale
Autore: Roberto Tiraboschi
Genere: Romanzo storico
Anno di pubblicazione: 2016

Preceduto da: 
– La pietra per gli occhi

Alvise, approfittando di una provvida mareggiata che ha scoperto una zona di laguna sepolta da ben dodici anni, è a caccia di granchi belli saporiti.

I crostacei ovviamente non sono molto propensi a far da cena al ragazzo e uno di questi si nasconde sotto dei filamenti grigiastri.

Se non che i filamenti grigiastri si rivelano essere un bel viso di donna. Il cadavere della poveretta, mezzo incastrato nella melma e completamente nudo, per esser rimasto sotto l’acqua dodici anni è davvero troppo perfetto e ben conservato.

Il ragazzo è sconvolto, ma il bello deve ancora venire.

Colpito dagli ultimi raggi di sole, il corpo della donna irradia luce e resta sospeso nel vuoto.

Alvise scappa (e chi non l’avrebbe fatto davanti a uno zombie), ma il dubbio resta: chi è quella donna? Come a fatto a finire nella melma lagunare e restare perfettamente intatta? È ancora viva?

Bè, a Ca’ Grimani, dimora della famiglia per cui Alvise lavora, c’è qualcuno che forse potrebbe fare un po’ di luce sulla figura di questa miracolosa donna…

… ma anche gli abitanti di Ca’ Grimani hanno i loro bei problemi. Costanza, la giovane sorella della padrona di casa, sparisce improvvisamente nei pressi del monastero di San Zaccaria. Di lei nessuna traccia.

Prima di cominciare con il mio commento, una piccola precisazione. “La bottega dello speziale” è il secondo volume della serie dedicata alla nascita di Venezia, cominciata con “La pietra per gli occhi” (ambientato nel 1106). Ci tengo a precisarlo, perché questo dato in copertina non è molto chiaro.

Sebbene la storia riguardi sempre lo scriba storto Edgardo, la vicenda di questo nuovo romanzo si segue comunque bene.

Verso la fine, però, dati i richiami a personaggi e vicissitudini passati, si soffre un po’ nel non conoscere le avventure raccolte ne “La pietra per gli occhi”.

Tutto questo per dire che, se questa lettura dovesse interessarti, leggere prima “La pietra per gli occhi” e seguire il giusto ordine nella storia di Edgardo è la scelta giusta (io mi attrezzerò per leggere anche il primo volume).

Veniamo, quindi, a “La bottega dello speziale”.

Ciò che più mi ha affascinata in questa lettura è la certosina ricostruzione di Venezia e le tantissime curiosità sugli usi, i costumi (dal trucco ai vestiti) e sulla medicina (un misto di intrugli disgustosi e falegnameria alla buona).

La Venezia di Tiraboschi è lontana dal comune immaginario seicentesco ricco di colori, balli, maschere, intrighi.

Siamo, infatti, nel 1118.
Venezia, vittima di alcune calamità naturali che – solo l’anno precedente – si sono crudelmente abbattute una dopo l’altra sulla lacustre città, è priva di un doge e in mano a ladri e stupratori e, nel periodo del Carnovale, anche a folli – e alcuni davvero schifosi – eccessi.

Un ristretto, ma efficace gruppo di personaggi ci accompagna tra le calli, i ponti e le isole. La tipica parlata veneziana (che, però, in alcune parti, somiglia al Jar Jar Binks di Star Wars) è riservata ai più umili; mentre per gli altri il latino si fonde con italiano.

Ma niente panico: si capisce tutto senza problemi e, laddove la lingua si fa un po’ più ostica, ci viene in soccorso un glossario finale.

La storia, pur partendo dal misterioso ritrovamento nel limo lagunare, segue due figure molto particolari: quella di Edgardo, lo scriba mezzo cieco e con una protuberanza purulenta sul petto, e quella di Abella, magister mulier sapiens (un medico donna).

E ben presto si trasforma in un’indagine dilettantesca condotta dalle intuizioni di Edgardo (che non sempre ci azzecca) e dalla ferma logica di Abella (che, è evidente, nasconda qualcosa).

Certo, per entrare nel vivo del storia ci vuole un po’ di pazienza. Solo a metà del romanzo, finalmente, la storia comincia a intrecciarsi, gli eventi si ingarbugliano e le domande si infittiscono.

Insomma, un romanzo interessante a mezzo tra un manuale breve di curiosità storiche e un gialletto piacevole e non scontato.


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