Il quinto giorno recensione

recensione Il quinto giornoTitolo originale: Der Schwarm
Anno di pubblicazione: 2004
Autore: Frank Schätzing
Genere: Techo/Thriller
Titolo in Italia: Il quinto giorno
Anno di pubblicazione ITA: 2005

Non mi ero mai soffermata troppo sul genere fanta-scientifico, così, quando vidi questo malloppone in libreria, decisi che poteva essere il momento adatto per colmare questo mio gap.

Si tratta di un thriller e di un best seller: un’accoppiata vincente, ho pensato e, per fortuna – come, invece, è successo in altre situazioni – non sono stata smentita.

Premetto che, all’inizio, non è facile seguirne la trama: il vero problema (almeno il mio problema) sono stati i nomi… e i cognomi.

Trattandosi di un romanzo corale, in cui, cioè, i protagonisti sono più di uno e ad ognuno sono dedicati i vari capitoli, ho trovato difficile capire chi era chi.

L’inghippo sta nel fatto che nome e cognome appaiono talvolta separati e, quindi, chiamandoli prima in un modo e poi in un altro, non riuscivo mai a capire con chi avessi a che fare.

Comunque, questa è una facezia: con un po’ di attenzione e dopo un po’ di pagine, si riesce già a catalogare tutti con nome e cognome sull’etichetta corretta.

Venendo, quindi, alla sostanza, il libro si occupa di mari e oceani (ecco spiegato il richiamo biblico del titolo: è nel quinto giorno che dio li creò), appassionati studiosi e biologi, che nascondono lati particolamente spericolati, creature marine a noi familiari (come granchi, orche, balene, ect.) dai comportamenti improvvisamente sospetti e, ovviamente, nocivi all’umanità e un colossale segreto nascosto negli abissi.

Non voglio aggiungere altro, perchè sono certa che rovinerei la sorpresa a chi decidesse di leggerlo. Basti sapere che, secondo il mio modesto parere, l’idea di fondo è geniale e regge… forse è proprio questa la parte sconvolgente: pensare se potesse succedere davvero?


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