Il Circolo di Dante recensione

il circolo di danteTitolo originale: Dante’s Club
Anno di pubblicazione: 2003
Autore: Matthew Pearl
Genere: Giallo
Titolo in Italia: Il Circolo di Dante
Anno di pubblicazione ITA: 2003

Attorno alla metà del 1800, Henry Wadsworth Longfellow si occupò, invitando letterati ed intellettuali ad aiutarlo in questo difficile lavoro, della prima traduzione (in terra stelle e strisce) della Divina Commedia di Dante. Il nome che si diede questa associazione fu “Dante’s Club”.
L’autore, Matthew Pearl, prende spunto proprio da questi fatti storici e dai relativi protagonisti, ricamandoci sopra il suo circolo di Dante. L’epoca è, quindi, più o meno la stessa e siamo a Boston. I nostri intellettuali (Henry Wadsworth Longfellow, Oliver Wendell Holmes, James Russel Lowell ed altri) hanno cominciato entusiasti a riunirsi e a cimentarsi nella lettura e nella traduzione del testo di Dante, quando la città viene inaspettatamente scossa da un omicidio macabro. Un giudice viene trovato morto nel giardino di casa sua: il suo cadavere martoriato da insetti che lo hanno divorato internamente (se deciderete di leggere questo libro, preparatevi a descrizioni molto particolareggiate e un po’ inquietanti). La polizia inizia le sue indagini, ma, alla prima vittima, ne seguono altre, tutte decedute in modo particolamente truculento e strambo. Il Circolo di Dante non ci mette molto a leggere in tutti questi efferati omicidi un filo conduttore: Dante. Il poeta, infatti, e la sua opera sono sfortunamente spunto per l’omicida, il quale, in base alla colpa di cui ritiene colpevole la vittima, infligge la relativa pena (secondo la famosa legge del contrappasso).
La narrazione è ben tenuta, nel senso che si rimane sulla spine per tutto il libro, alla disperata ricerca dell’assassino e sembra quasi si procedere al fianco dei protagonisti nelle loro indagini, seguendo il filo dei loro ragionamenti. Come accennavo prima, le descrizioni degli omicidi sono, almeno per i miei gusti, un po’ troppo dettagliate, tanto da risultare quasi macabre e ossessive, però rendono bene l’idea e contribuiscono a quella sensazione di attesa classica dei gialli.
In conclusione, un libro interessante, ovviamente per gli amanti del genere.


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