Divergent recensione

recensione divergentTitolo originale: Divergent
Anno di pubblicazione: 2011
Autrice: Veronica Roth
Genere: Distopico
Titolo in Italia: Divergent
Anno di pubblicazione ITA: 2012

Seguito da:
Insurgent
Allegiant

Si sta avvicinando un giorno importantissimo nella vita di ogni sedicenne di questo nuovo futuro (non meglio specificato quanto futuro sia): il giorno in cui sceglierà la sua strada definitiva nella società.

E non si torna indietro.

Se lo si fa (o non si riesce nella prova d’iniziazione che la fazione scelta richiede) si diventa Esclusi, emarginati e costretti a lavori “umilianti” (non credo, comunque, che guidare un autobus sia un lavoro così degradante… sicuramente, stressante. Ma tant’è… andiamo avanti).

Questa nuova società, ricostruita –  apparentemente – sulle ceneri di una non meglio precisata guerra e conseguente devastazione mondiale, è suddivisa in cinque fazioni (oltre la non-fazione degli Esclusi).

Ad ognuna di essa spetta poi svolgere un determinato compito nella società:

I Candidi, che ritengono che la colpa della guerra sia l’ipocrisia, sono sinceri e dicono sempre la verità. Si occupano della legge.

I Pacifici, reputando la malvagità la maggiore causa della guerra, sono gentili e rigettano l’aggressività. Sono assistenti sociali, consulenti e coltivatori di terre.

Gli Eruditi, secondo cui la guerra è conseguenza dell’ignoranza, seguono la via della conoscenza e dedicano la vita alla cultura. Lavorano come insegnanti, scienziati o ricercatori.

Gli Abneganti sono convinti che l’egoismo sia il motivo principale della guerra, sono al servizio degli altri per tutta la loro vita. Per questo loro comportamento altruistico gli è stato affidato il governo.

Gli Intrepidi, che credono che la guerra sia causata dalla codardia, sono coraggiosi e forti. Per queste loro caratteristiche vengono definiti anche pazzi, ma mantengono l’ordine all’interno della città.

[fonte: Wikipedia.it]

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Facciamo, quindi, la conoscenza di Beatrice, una ragazza della fazione degli Abneganti.
Lei e suo fratello  Caleb (oltre, ovviamente, agli altri sedicenni della comunità) dovranno scegliere: restare nella fazione di appartenenza o sceglierne una nuova.

La decisione, però, spetta solo in parte a loro. Sarà, infatti, una simulazione a scegliere la fazione giusta per loro (Grifond… no, ops, libro sbagliato!).

Infine, dovranno pubblicamente annunciare questa loro “decisione” alla Cerimonia della Scelta, in cui stanno accolti nella nuova (o vecchia) fazione di appartenenza.

Eccoci, quindi, assieme a Beatrice nella saletta in cui si sta svolgendo il suo Test Attitudinale che, ovviamente, riporta un risultato molto strano: la ragazza non è inquadrabile in un solo profilo, ma corrisponde a molteplici.

È una divergente. E quindi? Boh; lo scopriremo.

A parte il fatto che è una cosa molta pericolosa (come l’avverte la ragazza che le ha fatto il test) e che non ne deve parlare con nessuno, Beatrice ha la possibilità di scegliere tra più fazioni.

Tuttavia, i suoi drammi non saranno legati solo alla scelta della nuova fazione: nubi fosche si profilano all’orizzonte e la nuova società non è così perfetta, pacifica e duratura come sembra.

Premetto: si tratta di un romanzo per ragazzi (target, diciamo, adolescenziale) primo di una trilogia, quindi colpa mia se non ho avvertito certe sfumature (anche se non sono poi così vecchia, eh!).
Detto questo, se dovessi riassumere il libro in tre parole: prevedibile, estremamente semplice e già visto.

Prevedibile: non ci vuole molto a capire quello che sarà il destino per i prossimi tre libri di Beatrice/Tris. E, in generale, non ci vuole modo a prevedere le situazioni del libro (lui, bello e tenebroso; lei ragazza anonima, ma comunque – e ovviamente –speciale; gli amici/nemici; i test; i genitori; ect.).

Estremamente semplice: non solo con riferimento alla trama, come ho scritto sopra. Il linguaggio è  veramente elementare.

Posso, almeno in parte, comprendere quest’aspetto dato il target di pubblico cui è rivolto (anche se non credo che tutti gli adolescenti siano degli sprovveduti e penso che possano reggere senza problemi una sintassi un pochino più elaborata).

Il pregio di quest’aspetto sta nel fatto che, nonostante le 400 e passa pagine, si legge molto velocemente.

Descrizioni ambienti o personaggi? Scarne.
Motore portante della trama? Il c.d. fattore C:

Spoiler

1. Tori, l’esaminatrice del Test attitudinale, compromette il risultato per non far scoprire che Beatrice è una Divergente;
2. Quattro, per lo stesso motivo, manomette i risultati della simulazioni di paura nella fazione degli Intrepidi;
(2 su 2 emeriti sconosciuti disposti a subire dei casini per un’altrettanto emerita sconosciuta: quando si dice “la persona giusta al momento giusto”)
3. Una valanga di incontri casuali e interventi fortuiti;
4. Pallottole che volano precise verso i nemici e un po’ più indecise verso la protagonista (quando si dice la fortuna è cieca!)…

Già visto: Lasciamo perdere che situazioni del tipo “standardizziamo-il-modo-di-pensare-della-gente” è cosa già vista in 1984 (solo per citarne uno, in realtà).

Proseguo, quindi: ti ricorda nulla la cerimonia della scelta della cas… ops, della fazione? Harry Potter e Hunger Games. E non parliamo delle situazioni in cui… 

Spoiler

… il più figo della scuola/lavoro sceglie proprio l’anonima protagonista… Twilight? Cinquanta sfumature di grigio?

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