Il buio oltre la siepe bannato: troppo razzista

Sembra assurdo, sì… una specie di contraddizione in termini; eppure, è così. Il buio oltre la siepe bannato, perché ritenuto troppo razzista. Succede anche questo…

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Chi non conosce Il buio oltre la siepe (qui puoi leggere la mia recensione), capolavoro di Harper Lee, recentemente scomparsa? Il suo seguito Va’, metti una sentinella (qui la mia recensione) ha lasciato molti perplessi (io sto affrontando una rilettura proprio ora de Il buio oltre la siepe, in modo da poter ben giudicare il suo seguito).

Insomma, che è successo?

Un gruppo di genitori della scuola di Accomack County (Virginia) pare particolarmente critico alla permanenza de Il buio oltre la siepe negli scaffali della libreria scolastica.

La madre di un alunno mulatto della scuola afferma che, dato il momento, ricco di divisioni, che la nazione [n.d.t. gli U.S.A.] sta attraversando in questo periodo, il libro è troppo denso di insulti razzisti per continuare a restare accessibile ai ragazzi. E prosegue: «Cosa stiamo insegnando ai nostri figli? Gli stiamo suggerendo che queste parole sono accettabili.»

«I’m not disputing this is great literature, but there is so much racial slurs in there and offensive wording that you can’t get past that, and right now we are a nation divided as it is.
What are we teaching our children? We’re validating that these words are acceptable. They are not acceptable. Truly we are divided. We will lose our children if we continue to say that this is okay, that we validate these words when we should not.»
[Fonte: Telepgraph.co.uk]

Insomma, nessuno nega il valore artistico dell’opera… ma nessuno pare vederci nemmeno i grandi insegnamenti contenuti.

Perché Atticus lo difende Tom Robinson ed è disposto anche a rimetterci la vita, convinto com’è dell’innocenza del suo cliente (devo ricordare l’episodio notturno che si svolge davanti al carcere poco tempo prima dell’inizio del processo?). Calpurnia, la domestica di colore, viene trattata come una di famiglia e difesa anche (quando la cara zia Alexandra vorrebbe che i ragazzi la trattassero con distacco e non ci fraternizzassero troppo).

Non ci dimentichiamo che Il buio oltre la siepe fece vincere alla sua autrice, nello stesso anno della sua pubblicazione, il premio Pulitzer – sebbene, lo ammetto, oggi questo sia concesso con troppo disinvoltura. Premio che viene riconosciuto per l’impegno nella diffusione della cultura, dell’informazione e per essersi distinti in svariati settori dall’arte al giornalismo.

Ora, a onor del vero, le offese presenti nel libro sono numerose e certo non velate.

Negro, sporco negro, amico dei negri, sangue misto, mezza razza… obiettivamente, le espressioni sono tante (e la nostra povera Scout ci si scorna non poco!) e non sono certo delle più lusinghiere. Anche a non voler considerare le offese dirette, tutto il libro gira attorno ai gravissimi pregiudizi razziali che la comunità di Maycomb scarica sul povero Tom Robinson.

Siamo d’accordo che tutto questo oggi è assolutamente impensabile. Ma bisogna considerare anche che il libro è stato scritto negli anni ’60… negli Stati Uniti… anzi, per la precisione, nel sud degli Stati Uniti.

E l’insegnamento che contiene è quello che NON va fatto. Perché se una persona è innocente ha diritto a essere difesa a prescindere dal colore della sua pelle, dal suo sesso e dai suoi gusti (personali, sessuali, religiosi, ect.). Perché se voglio bene a una persona ho diritto di starci insieme, di andarla a trovare a prescindere dal colore della sua pelle, dal suo sesso e dai suoi gusti (personali, sessuali, religiosi, ect.).

Ma, ecco quello che succede nella realtà: il libro, assieme a Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain (ugualmente considerato razzista), è stato temporaneamente rimosso da tutte le scuole di Accomack County in attesa che una commissione valuti la necessità di bannarlo per sempre.

Ma, quando si arrivano a ritirare i libri anche solo temporaneamente, siamo già di fronte a una grande sconfitta.

[Fonte: Telepgraph.co.uk]

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