Tipo da biblioteca? No, grazie…

Ti svelo un segreto: non sono un tipo da biblioteca.
Ok, ok, immagino che questa cosa non ti sconvolga più di tanto (anche perché era bella che palese nel titolo =p), ma – credo – che una “rivelazione” del genere e così secca sia controproducente per chi tratta di libri, quindi… spiegazione (una delle mie, per cui: preparati!)!

Il binomio è automatico sempre: ami i libri? Leggi un sacco? 2+2 fa 4? E allora passerai tutti i tuoi pomeriggi in biblioteca! Sicuro!
In verità, no…
Ho passato pochi pomeriggi in biblioteca; se escludiamo quelli per studiare e preparare esami, ma questi non contano, no? Stiamo parlando di leggere “per piacere” e non “per dovere” (anzi, teoricamente, lì si trattava di “studiare” e non proprio di “leggere”).


Quindi, dov’ero? Sì: i pochi pomeriggi in biblioteca.
C’era un passato, in verità, dove la biblioteca era uno dei miei posti preferiti: tutti quegli scaffali straripanti di libri! Come si fa a restare completamente impassibili?!
Poi, sarà!, ma qualcosa si è incrinato… e, chissà, può anche darsi che la colpa sia di quanto raccontai qui, ma anche no…

Tornando a noi: tipo da biblioteca? No, grazie. E ti spiego perché.
Le comodità e la praticità di una biblioteca sono innegabili: tanti (tantissimi) libri a disposizione… gratis e per sempre. Se qualcosa non è disponibile, esiste il prestito interbibliotecario. Aperture: più o meno sempre.
Cosa c’è che non mi va?
Presto detto.
La scadenza. Avere scadenze mi irrita, soprattutto quando si tratta di leggere. Ci sono libri che mi gusto in poche ore e magari sono tomi alti centinaia di pagine; ce ne sono altri, infinitamente più contenuti, che non riesco a leggere nemmeno dopo un anno di giacenza sul comodino.

Però, ciò che mi piace di avere libri miei (o comunque prestati da fidi personaggi amici) è il tempo e la libertà.
La libertà di poterli anche non leggere e non essere costretta, dopo un mese o giù di lì, a riconsegnare il tutto “illibato”, ammettendo così la sconfitta.
Certo, il prestito si può prorogare; sì, ma non all’infinito e, comunque, non la trovo una pratica corretta nei confronti di chi sta aspettando che io finisca (o, anche, lo inizi).
Ci sono libri che ho letto e che non riprenderei in mano nemmeno se una catastrofe li rendesse gli ultimi libri sulla faccia della terra, ma ce ne sono altri – fortunatamente in numero maggiore rispetto ai primi – che ho letto più volte o che progetto di rileggere o di prestare ad altri. Averli a portata di mano, in qualunque momento del giorno o della notte, mi fa stare serena.
In più, vuoi mettere la gioia di vedere i tuoi scaffali riempirsi di libri? Okay, i miei sono in una situazione disperata… in verità comincia a mancare la luce a causa delle pile di libri che aumentano, ma questo è un altro discorso.

Comunque…

Una simile impostazione – non certo perfetta, lo ammetto – porta anche alcuni svantaggi. Comprare libri non è certo una pratica economica (soprattutto con il passare degli anni, i “libri novità” crescono esponenzialmente di prezzo e non di tutti è disponibile un’edizione tascabile).
Ecco svelato anche il motivo di tutto quel mio studio certosino su come scegliere i libri. La scelta deve essere pensata e mirata.

Se hai letto fino a qui, la domanda è d’obbligo! Ovviamente, sentiti libero/a di lasciare anche un commento!

Tipo da biblioteca o da libreria?

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