La macchina del tempo recensione

Titolo: The Time Machine: an invention
Autore: H.G. Wells
Anno di pubblicazione: 1895
Genere: Fantascienza
Titolo in Italia: La macchina del tempo
Anno di pubblicazione ITA: 1902
Trad. di: Tullio Dobner

Ci si può spostare nelle tre dimensioni dello spazio, ma la quarta, quella del tempo, è sempre rimasta una dimensione a sé stante. Almeno fino a quando il Viaggiatore del tempo non riesce a creare una prodigiosa macchina che non si sposta nello spazio, ma nel tempo.

Ed è così che, con una leva in avanti e quell’altra stretta pronta a frenare, il Viaggiatore del tempo – con la sua macchina del tempo – si ritrova nell’anno 802.701.

Lì non ci sono macchine volanti e palazzi di cristallo; l’umanità è tornata a una specie di stadio originario di pace e prosperità.

Gli Eloi, efebi e avvenenti ma sprovveduti come bimbi, mangiano frutti, ridono tanto e si sperticano in manifestazioni d’affetto lanciandosi fiori addosso.

Però… però la notte, quando le tenebre calano e il silenzio ammanta tutto, dalle profondità della terra una seconda specie umana fa la sua comparsa: sono i Morlock. E anche loro hanno trovato il modo di sopravvivere: invece che ridere e lanciarsi fiori addosso, cacciano… e gli Eloi rappresentano la loro inerme e ben pasciuta forma di sostentamento.

Non conosciamo il Viaggiatore; non sappiamo il suo nome né perché ha deciso di costruire questa geniale invenzione, la macchina del tempo. Sappiamo, però, che è un uomo intelligente e coraggioso… forse un po’ pazzo (chi aggeggerebbe con una macchina del “tempo” non testata e non testabile che potrebbe tranquillamente ammazzarti?).

Insomma, il Viaggiatore è partito, scomparso in un attimo, ma ci racconta – stravolto e ancora scombussolato – la sua storia in un lungo flashback.

Gli Eloi (che il nostro Viaggiatore ritiene siano discendenti di una fantomatica classe agiata) sono vittime, tanto innocenti quanto apatiche, dei Morlock che non esitano a cibarsi delle loro carni.

In verità, dovremo però forse compatirli questi Morlock o almeno i loro progenitori. Il Viaggiatore del tempo, infatti, è convinto che questi esseri gretti e ormai privi di qualunque umanità siano, in realtà, discenti disgraziati di quella parte di umanità cacciata a forza nel sottosuolo dagli avi agiati e benestanti degli Eloi.

In pochissime pagine, quindi, il futuro – lo scontro tra classi portato alle sue più estreme e dolorose conseguenze – si dispiega a quest’uomo dell’Ottocento e a noi con lui.

Davanti al punto più alto della decadenza umana, dolore e avversità non temprano più l’individuo. Da una parte, la speranza e la rivalsa sono state cancellate; dall’altra, gli istinti grezzi hanno avuto la loro incontrastata vittoria.

Un romanzo interessante per i risvolti che propone e comunque affascinante, sebbene sia: brevissimo, i nuovi umani siano presentati molto in superficie e la storia non porti a una conclusione netta.

Sotto questo punto di vista, ammetto che il film del 2002 con Guy Pierce nel ruolo del Viaggiatore (e una piccola curiosità: il regista Simon Wells è bisnipote del nostro H.G.), raccoglie con arguzia l’eredità del romanzo riuscendo a porre una maggiore caratterizzazione ai personaggi.

Sopra le due versioni cinematografiche de “La macchina del tempo”; la prima del 1960 con Rod Taylor e la seconda – remake della prima – del 2002 con Guy Pearce

Nel film, infatti, viene fornita una motivazione al Viaggiatore che lo sprona a costruire la Macchina del tempo; si preme di più sentimenti del Viaggiatore di fronte alla sorte degli Eloi e sul di lui aiuto; si ipotizza una composita società dei Morlock; si inserisce anche un certo conflitto interiore nel Viaggiatore (in dubbio se andarsene o aiutare gli Eloi) e una spiegazione più sfaccetatta del presente e di quello che sarà un triste futuro per l’umanità (per la parte di superficie almeno).

Aspetti questi tutti taciuti nel libro; più somigliante un racconto che a un vero e proprio romanzo.

La conclusione è più netta nel film che nel libro, dove un po’ d’amaro e mistero resta sulla sorte degli Eloi e poi su quella del Viaggiatore.

Nonostante questi “inghippi” mi sento di consigliarne la lettura: primo perché si tratta di un libriccino prezioso che ha ispirato centinaia di scrittori aprendo la strada a un genere completamente nuovo di storie (sebbene prima di lui Edward Page Mitchell nel suo racconto breve L’orologio che andò al contrario – 1881 – immaginasse l’esistenza di un orologio che permetteva di viaggiare indietro nel tempo).

In secondo luogo, appassionati del genere o meno, si tratta di una lettura rapidissima e ricca di spunti di riflessione con riferimento a quanto accennavo poco sopra.

Certo, non ti aspettare scene concitate o ritmo serrato, eroi senza macchia pronti a strapparsi i capelli per la perdita dell'”amato bene” o a immolarsi per il bene di sconosciuti. È comunque, sotto questi punti di vista, un romanzo a puntate ottocentesco.

P.S. Dal momento che il diritto d’autore vale per tutta la vita di un autore e fino a 70 anni dopo la sua morte e che H.G. Wells è venuto a mancare nel 1946, dal 2016 le sue opere sono di dominio pubblico, quindi puoi trovarne in rete delle versioni gratuite e soprattutto legali. Buona lettura!


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DeA Classici

Nuove edizioni per questi classici. Questa è DeA Classici

Una nuova veste grafica, una nuova traduzione e nuove prefazioni: Tommaso Pincio per Cime tempestose di Emily Brontë; Evita Greco per Ragione e sentimento di Jane Austen; Andrea Bajani per Madame Bovary di Gustave Flaubert; Claudia Durastanti per Dracula di Bram Stoker.

Questi titoli della collana sono disponibili dal 23 maggio al prezzo di 9,90€ per l’edizione cartacea.

«Emma non vuole una vita ordinaria. Ama. E l‘amore l’ammala.»
Andrea Bajani

Due sole cose sono importanti per la giovane e bellissima Emma Rouault: la ricchezza e il prestigio, che da sempre insegue senza sosta. Non importa se le sue origini sono umili e il marito, Charles Bovary, è un mediocre medico di provincia, ordinario nei modi e nell’aspetto.

Per sfuggire a una vita che detesta, Emma si rifugia nei suoi preziosi libri, e sogna a occhi aperti amori romantici e totalizzanti come quelli delle sue eroine preferite. Ben presto, tuttavia, quasi senza accorgersene, si ritrova prigioniera in un mondo di bugie e inganni, soffocata dai suoi stessi desideri.

Prima gli occasionali incontri d’amore con Rodolphe, il ricco proprietario terriero che pur non amandola la seduce con la promessa dei soldi, poi gli appuntamenti appassionati con il giovane Léon in un albergo di paese… Tutto questo sarà sufficiente per guarire la sua anima insoddisfatta?

Un grande romanzo d’amore. Una protagonista fragile e disperata, impossibile da dimenticare.


«La storia di un amore tumultuoso che resiste agli anni e al distacco,
diventando prima ossessione
e poi il contrario di ciò che dovrebbe essere l’amore: vendetta.»
Tommaso Pincio

Nella brughiera inglese, lontano dal trambusto della città, esiste un luogo in cui le passioni imperversano come una tempesta: è Wuthering Heights, la proprietà del cupo Mr Heathcliff. Rude, crudele e dotato di un carisma disarmante, Heathcliff è un uomo consumato allo stesso modo dall’odio e dall’amore. L’amore tormentato per la bella e capricciosa Catherine.

Cresciuti insieme, Heathcliff e Catherine sono anime gemelle, incapaci di vivere l’uno lontano dall’altra… Ma mentre lui è solo un povero bracciante, Cathy è nata per diventare una vera signora, e ben presto il suo fascino e la sua grazia attirano gli sguardi di Edgar Linton, il ricco e gentile erede di una magione nei dintorni.

Il loro destino si intreccia così in modo inevitabile, tra vendette e incomprensioni, distacchi e ricongiungimenti, e come un vento impetuoso devasta le vite di due intere famiglie.

Perché niente è più distruttivo di un amore impossibile.


«Questo libro è pieno di verità. E l’essere pieni di verità è una di quelle cose che rendono i libri non solo degni di stare nelle biblioteche, ma di essere letti, al bisogno, come una medicina.»
Evita Greco

Al mondo non esistono due caratteri più diversi di quelli delle sorelle Dashwood: tanto Marianne è esuberante e impulsiva, quanto Elinor è riservata e razionale. Questa differenza emerge in tutta la sua forza quando l’amore bussa per la prima volta al loro cuore. Marianne perde la testa per l’aitante e impetuoso Willoughby, conosciuto durante un fortuito incidente, e per lui arriva a struggersi a tal punto da ammalarsi gravemente. Elinor, invece, che nutre un tenero affetto per il timido e impacciato Edward, soffoca stoicamente le proprie emozioni quando scopre che il giovane è promesso a un’altra, tanto da convincere tutti – persino se stessa – di non provare nulla per lui. Fra speranze, delusioni e svolte inattese, riusciranno le ragazze a risolvere l’eterno dilemma tra ragione e sentimento e a trovare la felicità?

Un capolavoro della letteratura romantica che, con arguzia e ironia, ci fa entrare nel cuore e nella mente delle protagoniste per sognare, sospirare e crescere con loro, pagina dopo pagina.


È una notte gelida quella in cui Jonathan Harker, giovane avvocato inglese, arriva in Transilvania per incontrare un nuovo cliente, il conte Dracula. Il nobile lo accoglie nel suo castello, un tetro maniero in rovina, dove ben presto – tra spaventose visioni notturne e agghiaccianti sospetti sul suo ospite – il soggiorno di Jonathan diventa un incubo…

Intanto, sulle coste nebbiose dell’Inghilterra approda una misteriosa creatura assetata di sangue. Tra le sue prime vittime c’è un’amica di Mina, la fidanzata di Jonathan, che dopo atroci sofferenze muore… o meglio, si trasforma in un essere mostruoso pronto a cibarsi di altro sangue. E quando la dolce Mina rischia di subire lo stesso terribile destino, inizia una disperata corsa contro il tempo per salvarla e ricacciare il vampiro nelle tenebre da cui è venuto.

Il più celebre romanzo gotico di sempre; una miscela perfetta di amore, morte, sensualità e orrore che s’insinua nelle vene del lettore per non lasciarlo più fino all’ultima pagina.


Scopri tutti gli altri titoli di DeA Classici qui.

Quattro chiacchiere con Guido Mina di Sospiro

Guido Mina di Sospiro è l’autore di Sottovento e Sopravvento, in libreria per Ponte alle Grazie dal 25 maggio.

Con il pretesto dell’avventura e della cerca di un tesoro dimenticato su delle magnifiche isole gemelle nel Mar dei Caraibi, il libro tocca temi importanti e complessi, affrontandoli in un’analisi articolata e densa di riferimenti alchemici, esistenziali e filosofici.

Questa è la mia chiacchierata con l’autore.

Scrivere basandosi su di un progetto consolidato da seguire oppure partire da un’idea e vedere, in corso d’opera, come si sviluppa. Lei che tipo di scrittore è? Cosa preferisce tra queste due alterative o se preferisce entrambe?

Dunque, non scrivo sequenzialmente, scrivo di qua e di là e poi “unisco i puntini con delle righette”. Questo libro si presta particolarmente a questo modo di scrivere, perché è molto frazionato. Altri libri, molto più lineari all’apparenza, in realtà sono ugualmente scritti in quel modo: un paragrafo qui un paragrafo là appunto per non sedare l’ispirazione e anche per non costringersi a scrivere.

Nel caso di questo libro, poi, gli spunti erano tanti… tutte mie passione e io mi sono divertito a passare da una all’altra, passando tra i due background molto diversi dei due protagonisti per poi farli trovare, così diversi l’uno dall’altra.

Quindi, quanto c’è di lei in questo libro? Quanto ha inciso – se ha inciso – la sua esperienza personale?

Di me personalmente direi poco, perché non mi rivedo in nessuno dei due protagonisti. Però, come rappresentanti di certi tipi di pensare, di vivere e di modi agire sì.

Marisol, all’inizio almeno, rappresenta proprio una personalità pura, addirittura quasi patologica. Quando va a Cuba è un’esperienza che ho vissuto molto da vicino perché ho vissuto in contatto con l’esodo cubano a Miami per tanti anni, quindi il dramma della diaspora l’ho vissuto molto da vicino.
La questione del cacciatore di tesori poi mi ha molto interessato sin da bambino (ovviamente con Robert Loius Stevenson).

Soprattutto sia in lei sia in lui la motivazione che li spinge non è nessuna della triade di oggi (soldi, sesso e potere). Nella maggior parte dei libri o dei film che vediamo i protagonisti sono, infatti, motivati da quelle tre cose; in questo caso, no. Lei è alla ricerca di cose diverse che non trova e lui è alla ricerca di questo tesoro che non trova. Poi assieme trovano qualcos’altro…

Infatti, i due personaggi che sono “solo” due ma rappresentano, uno per un motivo l’altra per un altro, due dualità di modi di pensare completamente diversi, ma comunque unibili.
Una volta tornati alla realtà, però, tutto questo in un certo qual modo sparisce…

Sì, perché escono da quel varco spazio-temporale. Rimangono comunque affezionati l’uno all’altra, ma hanno vite differenti.

Penso che lei cambi moltissimo nel corso della narrazione; lui anche, ma in modo diverso. Diciamo, infatti, che Christopher era un uomo abituato un po’ a vivere alla giornata. Mentre lei era molto cerebrale, molto costruita e, quindi, più avulsa dalla vita rispetto a lui.

Sono complementari. Sono proprio un po’ sottovento e un po’ sopravvento, animus e anima, cioè la congiunzione degli opposti che avviene in maniera alchimica su quell’isoletta. Poi, invece, capiscono di non aver mai capito niente.

Una volta arrivati a quel punto tutto quello che lei pensava prima, tutte le sue nozioni imparate anche con fatica (alcune delle quali molto astratte) vengono accantonate. E anche quello che lui pensava – che era molto meno – e credeva viene accantonato.

Anche il tesoro enorme, che trovano in quelle isole, è un tesoro che non interessa più.

Per entrambi i protagonisti, il naufragio è come se fosse una sorta di epifania, perché bene o male entrambi scoprono una parte di loro stessi. Se lei dovesse consigliare al lettore come imparare ad accettare se stessi senza necessariamente ricorre a un naufragio, quale consiglio si sentirebbe di dare?

Non saprei, perché più l’accezione di se stessi (che sarebbe più il “Candid” di Voltaire), questa è una trascendenza di se stessi cioè accettare i propri limiti ma anche cercare di travalicarli.

L’importante è cercare in tutti i sensi. Poi la ricerca può diventare anche un’iniziazione. E assolutamente non restare fermi.

… dopo l’epifania ci si può anche fermare, perché la trasformazione è avvenuta!

La difficoltà è riuscire, però, in questa epifania…

Eh, sì, non è facile. È un invito. Questo, secondo me, è un libro che dà speranza.

La sensazione che ho avuto, leggendo il libro, è stata quella di mettere davanti al lettore il fatto che si può sì sperare, ma bisogna anche cercare di “cavarsi un po’ le gambe” da soli, cercare insomma di agire in base a quelle che sono, usando la metafora del mare, tutte le varie tempeste che possono presentarsi durante il corso della vita.
Per questo il ritorno alla realtà che hanno i due protagonisti è un po’ come se fosse il mare dopo la tempesta… 

Sì, è proprio così. In termini psicoanalitici, è il principio di individuazione quello che lei descrive.

L’importante è continuare a cercare; poi magari si cerca anche la cosa sbagliata, però non si può sapere all’inizio. In fondo, poi, a fine percorso si potrebbe trovare qualcosa di ancora più importante. Se non ci cerca, però, non si arriva da nessuna parte.


Il libro “Sottovento e sopravvento” di Guido Mina di Sospiro sarà disponibile dal 25 maggio 2017. E ancora grazie all’autore per il suo tempo!

In love

Da Wattpad arriva per DeAgostini In love.

Quante volte il vero amore può bussare alla porta? Una sola, Beatrice ne è convinta. E lei la sua occasione l’ha già avuta. Sette, indimenticabili mesi insieme a Francesco, il suo primo e unico ragazzo. Che l’ha tradita e le ha strappato il cuore in mille pezzi. Bea sa che c’è solo un modo per riprendersi da una delusione d’amore: rifugiarsi tra le braccia degli amici e perdersi nei propri sogni. E il suo sogno più grande si chiama Alberico De Giglio. Proprio lui, l’inarrivabile star di YouTube. L’unico in grado di regalarle sempre un sorriso e farla sentire speciale. Finché un giorno succede una cosa incredibile: Bea scrive un tweet divertente, Alberico la nota e le risponde. In un attimo il sogno diventa realtà. Lui è davvero perfetto: è gentile, simpatico, dolcissimo… Bea adora quel ciuffo ribelle e i suoi occhi per lei sono come magneti. Così i due iniziano a scriversi, sempre più spesso. Confidenze, risate, messaggi scambiati a tarda notte, e l’amicizia pian piano diventa qualcosa di più. Forse, allora, l’amore non bussa alla porta una sola volta. Bea vorrebbe crederci, ma in fondo lei e Alberico appartengono a due mondi troppo diversi. Tutto sembra contro di loro. Specialmente da quando Francesco è tornato ed è disposto a tutto pur di riavere Bea…

Una storia d’amore straordinariamente romantica e universale che è già un fenomeno editoriale su Wattpad, dove ha conquistato centinaia di migliaia di lettori in pochissimi mesi.

L’autrice

Eliana di Nunzio (2000) è nata a San Severo, in provincia di Foggia, dove vive tutt’ora. Frequenta il terzo anno delle scuole superiori, ama le storie d’amore, le serie tv e i libri. Eliana ha scritto In Love all’età di quindici anni, pubblicandolo un capitolo per volta su Wattpad e vivendo il suo sogno insieme a oltre 250.000 lettori.

Titolo: In love
Autrice: Eliana di Nunzio
Genere: Young Adult
Casa editrice: DeAgostini
Pagine: 240
Prezzo ed. cartacea: /


Disponibile dal 25 maggio!


 

Mamma in tre ore

Disponibile dal 25 maggio per Sonzogno, Mamma in tre ore come sopravvivere senza ansie alla nascita del bebè.

Le mamme di oggi vengono bombardate da un’infinità di messaggi, pubblicazioni e prodotti che complicano inutilmente quello che è l’atto più naturale e spontaneo nella vita di una donna. Questo eccesso di informazioni, fra l’altro, finisce per creare ansia nei genitori, facendoli sentire non all’altezza del loro compito. Eppure, crescere un bambino è assai più facile di quanto possa sembrare. Con la rassicurante semplicità di un pediatra di lungo corso, Giuseppe Ferrari ha deciso di sgombrare il campo da tutte le raccomandazioni infondate (e costose) – «anche le donne delle caverne sapevano benissimo come fare» – mettendo a disposizione la sua saggezza per insegnare a conoscere i bisogni fondamentali del nuovo arrivato. L’importante è imparare a mettersi in ascolto e cogliere le esigenze e i tempi del piccolo, perché il bebè è il miglior medico di se stesso. Un manuale che bada all’essenziale e che si legge piacevolmente in tre ore: agile e completo, ricco di consigli su come farlo crescere al meglio, senza trascurare gli imprevisti, i piccoli contrattempi, le preoccupazioni (quasi sempre immaginarie).

L’autore

Giuseppe Ferrari è primario emerito della divisione di Pediatria e neonatologia dell’Ospedale Umberto I di Torino. Ha inoltre collaborato a progetti dell’Unicef e del ministero della Sanità per la cura dell’infanzia. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Il suo Bambino 2000 (Sonzogno 1989) resta uno dei punti di riferimento della letteratura per le neomamme.

 

Titolo: Mamma in tre ore
Autore: Giuseppe Ferrari
Genere: Varia
Casa editrice: Sonzogno
Pagine: /
Prezzo ed. cartacea: /



Disponibile dal 25 maggio 2017!