Addio e grazie per tutto il pesce

Titrecensione addio e grazie per tutto il pesceolo originale: So long, and thanks for all the fish
Anno di pubblicazione: 1984
Autore: Douglas Adams
Genere: Fantascienza/Umoristico
Titolo in Italia: Addio, e grazie per tutto il pesce
Anno di pubblicazione ITA: 1986

Preceduto da:
1. Guida galattica per autostoppisti;
2. Ristorante ai confini dell’universo;
3. La vita, l’Universo e tutto il resto.

Seguito da:
5. Praticamente innocuo.

Avevamo lasciato Arthur con la ferma convinzione di trovare il messaggio finale di Dio al creato, la cui ubicazione gli viene svelata da Prank (un uomo a cui è stata iniettata una dose massiccia di siero della verità e che, quindi, adesso non può fare a meno di rivelare “tutta la verità, nient’altro che la verità”). E, in questo nuovo episodio, ritroviamo il nostro Arthur sulla Terra. Già, quella Terra che, all’inizio della saga, era stata demolita dalla flotta Vogon per fare spazio ad una superstrada interstellare è magicamente e inspiegabilmente ricomparsa. Tutto sembra essere normale lì sopra: i camionisti fanno i loro viaggi solitari lungo le strade, gli amici ridono nei scherzano nei pub e la casa di Arthur è sempre ancorata al suo posto. La flotta demolizione Vogon è solo una vaga allucinazione installata dalla CIA nelle menti umani; questo è come la pensano tutti. Tutti tranne Fenchurch. Facendo l’autostop di ritorno sul pianeta Terra, Arthur incontra il fratello della ragazza, Russell, e la ragazza stessa in stato comatoso, appena scappata dalla casa di cura nella quale era rinchiusa (e dove il caro fratello ce la vuole riportare). Altra nota stonata sulla nuova Terra? I delfini sono scomparsi.

Per il momento, questo è il capitolo che ho apprezzato meno. L’attenzione è tutta concentrata su Arthur (che, comunque, dai suoi viaggio interstellari, riemerge molto più maturato nel carattere) e Fenchurch i quali prima si devono incontrare, perdersi e ritrovarsi, poi si devono conoscere e, solo verso la fine, la saga sembra riprendere brio con l’arrivo di Ford (che fa qualche comparsata di poco conto in corso d’opera).
Di Zaphod e Trillian nemmeno l’ombra. Sembra quasi che l’autore, tra la fine de “La vita, l’Universo e tutto il resto” e “Addio, e grazie per tutto il pesce”, se ne sia momentaneamente scordato. Li rispolvera solo a fine libro con un breve aggiornamento che Arthur chiede a Ford per informarsi sulle loro condizioni. Per il resto, la carica di umorismo continua, forse in maniera ancora più caustica dei precedenti capitoli, ma ho trovato “Addio, e grazie per tutto il pesce” un po’ sottotono rispetto ai libri che ho letto finora della serie.

Voto: 3/5
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Voto totale saga: 3,5/5
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P.S. Ho visto anche il film ispirato a questo libro. Se sei interessato/a a conoscere la mia opinione di lettrice sul film, leggi qui.

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