Sentieri e pensieri a Santa Maria Maggiore

Giunto alla sua quinta edizione, torna la rassegna estiva Sentieri e Pensieri a Santa Maria Maggiore (Valle Vigezzo, provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte) con la direzione artistica di Bruno Gambarotta e sotto l’egida del Salone Internazionale del Libro di Torino e il contributo de Il Circolo dei lettori di Torino.

Dal 19 al 25 agosto 2017 autori e artisti della cultura, dello sport e dello spettacolo italiani s’incontreranno sul palco di Piazza Risorgimento o presso il Teatro Comunale per interventi, presentazioni e mostre.

Gli appuntamenti della rassegna Sentieri e pensieri sono a ingresso gratuito.

In occasione dell’evento e per tutta la sua durata sarà allestito in Piazza Risorgimento un bookshop, gestito dall’Associazione Libriamoci degli editori e dei librai del Verbano Cusio Ossola.

Il programma completo: 

  • Domenica 20 agosto: la scrittrice Cristina Caboni presenta il suo libro Il giardino dei fiori segreti Ed. Garzanti secondo classificato al Premio Bancarella 2017, con Alessia Liparoti, giornalista e collaboratrice de IlLibraio.it (ore 18); a seguire l’atteso ritorno a Sentieri e Pensieri di Giuseppe Culicchia con un reading dedicato al suo ultimo libro Essere Nanni Moretti Ed. Mondadori (ore 21).

  • Lunedì 21 agosto: lo scrittore e storico Benito Mazzi presenta il suo ultimo libro La banda del lupo Ed. Il Rosso e il Blu, in dialogo con il giornalista, scrittore e Direttore Artistico di Sentieri e Pensieri, Bruno Gambarotta (ore 18); a seguire lo scrittore e libraio Alessandro Barbaglia presenta il suo ultimo libro terzo classificato al Premio Bancarella 2017 La locanda dell’ultima solitudine Ed. Mondadori, in un reading con l’accompagnamento musicale eseguito dell’Orchestrina della Locanda dell’Ultima Solitudine (ore 21).

  • Martedì 22 agosto: i due giornalisti sportivi Darwin Pastorin e Paolo Viberti presentano i loro ultimi libri Lettere a un giovane calciatoreEd. Chiarelettere e I dannati del pedale Ed. Ediciclo (ore 18).

  • Mercoledì 23 agosto: lo scrittore Andrea Vitali presenta il suo ultimo libro A cantare fu il cane Ed. Garzanti, in dialogo con il giornalista, scrittore e Direttore Artistico di Sentieri e Pensieri, Bruno Gambarotta (ore 18); a seguire l’imprenditore e patron di Eataly, Oscar Farinetti, presenta il suo ultimo libro Ricordiamoci il futuro Ed. Feltrinelli con la giornalista Monica Viani (ore 21).

  • Giovedì 24 agosto: la scrittrice Masal Pas Bagdadi presenta il suo ultimo libro Il tempo della solitudine Ed. Bompiani (ore 18); il giornalista Domenico Quirico presenta il suo ultimo libro Ombre dal fondo Ed. Neri Pozza con la proiezione in contemporanea del documentario di Paola Piacenza (ore 21)

  • Venerdì 25 agosto: l’alpinista e scrittore Mauro Corona e il musicista Luigi Maieron presentano il loro ultimo libro Quasi niente Ed. Chiarelettere in un incontro tra musica, ricordi e suggestioni (ore 18); a seguire appuntamento finale di Sentieri e Pensieri, a cura del Cai Valle Vigezzo, con il meteorologo Luca Mercalli in dialogo con Raffaele Marini – «Micro e Macro: dai microclimi del Lago Maggiore e della Val Grande al clima del pianeta» (ore 20.45 Teatro Comunale).

Per tutti gli altri dettagli, visita il sito dedicato.

Il buio oltre la siepe: I classici di The Books Blender

Il buio oltre la siepe è una lettura che, per tutta una serie di motivi, non può mancare nella libreria di un lettore non fosse solo per il fatto che la nostra piccola narratrice, Scout (Jean Louise) Finch, è un’accanita lettrice (tanto che una delle citazioni che preferisco del libro è detta proprio dalla nostra piccola eroina: «Fino al giorno in cui mi minacciarono di lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura; si ama, forse, il proprio respiro?»).

Il romanzo ricevette un successo immediato e valse alla sua autrice, Harper Lee, il premio Pulitzer (e questo sì che è un romanzo che vale il Pulitzer!).
In cifre: oltre 30 milioni di copie vendute, in classifica tra i bestseller del New York Times per 88 settimane, tradotto in 40 lingue (Fonte: Feltrinelli.it).

Ad oggi il libro si trova nel 70% delle scuole statunitensi (sebbene sia stato bannato in alcuni istituti perché – tieniti forte – considerato troppo razzistamah!).

Gregory Peck (Atticus Finch) e Mary Badham (Scout) nella trasposizione cinematografica de “Il buio oltre la siepe”, 1962

Conobbi per la prima volta Atticus Finch grazie alla magistrale e azzeccatisisma interpretazione (che gli valse l’Oscar) di Gregory Peck.

Da quel primo incontro, Atticus incarna per me un esempio perfetto di avvocato e di persona.

Il suo corrispettivo letterario, ovviamente, non è da meno e, grazie alla penna di Harper Lee, regala perle di vita:

«Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente, e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda.»

Diamo, però, per scontato che nessuno di noi abbia mai sentito parlare de Il buio oltre la siepe. Di che parla?

A Maycomb, una cittadina dell’Alabama in cui il più grande passatempo è andare in chiesa e sparlare dei vicini, Atticus Finch si ritrova la difesa d’ufficio di un uomo accusato di violenza carnale su di una ragazza.

Le accuse sono un po’ (tanto) campate in aria, ma il processo si svolge a carico di un uomo di colore, davanti a una giura di uomini bianchi e la presunta vittima è una giovinetta – bianca – ignorante e terrorizzata.

Sostanzialmente il verdetto è già scritto prima ancora che Tom Robinson si sieda sul banco degli imputati.

Il processo scatenerà curiosità morbosa, vecchi pregiudizi e profondi rancori.

In realtà, questo mio riassunto è riduttivo. In primo luogo, perché il clou della vicenda – il processo – occupa solo la parte centrale del romanzo e, all’inizio, il caso giuridico viene solo sussurrato e vagamente compreso da Scout, la narratrice figlia di Atticus.

In secondo luogo, perché accanto alla ricerca di un processo veramente giusto ed equo senza alcuna distinzione per nessuno, si intrecciano tutta una serie di considerazioni ancora attuali: l’essere coerenti e corretti con se stessi, sapersi rapportare con gli altri e imparare a non farsi spaventare da nessuno camminando sempre a testa alta (se si di aver ragione e di aver agito per il meglio), immaginare come sarebbe “mettersi nei panni altrui”.

In poche parole, il mondo è cattivo, ma bisogna imparare a parare i colpi.

Di contro, Il buio oltre la siepe mette in luce e condanna l’ipocrisia dilagante (il tè delle signore e le loro superflue chiacchiere sono solo uno dei tanti esempi prendenti nel romanzo); la morbosa curiosità; il godere delle disgrazie altrui; il giudicare gli altri; la religione portata ai suoi estremi; il fanatismo in generale e tutta una serie di comportanti che generano solo pregiudizio e scontro.

E con l’innocenza dei bambini saltano fuori tutte le incoerenze e le ipocrisie degli adulti.

La cittadina di Maycomb è descritta in modo così realistico da risultare un microcosmo pieno di sogni e di desideri, di invidie e di odi.

I posti ci diventano familiari (e sì, ha ragione Jem, sotto gli alberi la terra è più fresca); i personaggi ce li vediamo sfilare davanti come se fossero davvero di fronte a noi.

Dati i contenuti dal grande impatto, Il buio oltre la siepe è una lettura super-consigliata… da tutti compreso l’ex presidente americano Barack Obama che, in occasione del 50° anniversario della pellicola, registrò una breve introduzione alla visione del film.

Di recente, è uscito il discutissimo seguito Va’, metti una sentinella.
Si è speculato molto su questo nuovo romanzo (il Newyorker, di cui parlammo qui, parla addirittura di crollo di un mito) e qualcuno sostiene addirittura che non sia stato nemmeno scritto dalla Lee.

Secondo la mia modesta opinione, si tratta semplicemente di una stesura precedente de Il buio oltre la siepe anche perché, in alcuni punti, la storia presenta alcune incoerenze (a breve dedicherò a questo romanzo un articolo in cui spiego la mia teoria).

Insomma, concludendo: questo è uno di quei libri che non mi stancherei mai di leggere (e, infatti, mi sono pure ascoltato l’audiolibro con Alba Rohrwacher come narratrice… all’inizio ammetto che è un po’ monocorde, ma man a mano che si procede nella narrazione caratterizza molto i personaggi rendendo l’ascolto davvero interessante).

Da leggere e tenere in prima posizione sullo scaffale della libreria.


Scopri i classici di The Books Blender

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Festival dei sensi: 22, 23 e 24 agosto in Valle d’Itria

Il 22, 23 e 24 agosto torna nello splendore della Valle d’Itria tra trulli, campagne, storia e ulivi il Festival dei Sensi, giunto alla sua ottava edizione.

Tema di quest’anno il Corpo.

Scienziati, artisti ed esperti si giostreranno tra incontri e dibattiti. E non solo: il percorso del Festival prevede anche proiezioni, laboratori e mostre fotografiche.

 

La rassegna, che ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica la Medaglia d’Onore come riconoscimento di eccellenza della sua funzione culturale e che per prima si è distinta nella ricerca di ambientazioni d’eccezione, proporrà anche questa volta la sua suggestiva caccia al tesoro nel patrimonio naturalistico e storico della Valle d’Itria, uno dei più fascinosi territori d’Italia.

Tra gli ospiti di quest’anno

PAOLO CORNAGLIA FERRARIS, medico e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, affronterà una delle tematiche di maggiore attualità che sta infiammando l’opinione pubblica: “Vaccino. Dal latino vaccinus, di vacca”.

“Io, e il bricolage del DNA”. La cipolla ha un genoma cinque volte più grande del nostro, ma non per questo è cinque volte più evoluta. Cosa si cela dietro il DNA, come leggerlo e modificarlo: ne parlerà il Prof. TELMO PIEVANI, uno dei più apprezzati scienziati italiani, molto seguito dal pubblico anche sulle colonne del Corriere della Sera.

L’antichissima e affascinante teoria degli umori sarà il tema accompagnato da musiche e rare immagini trattato da BERNARDINO FANTINI, professore emerito di Storia della Medicina all’Università di Ginevra e Presidente dell’Istituto Italiano di Antropologia.

“…Seduti!”. Mettersi Comodi. Il tema dello stare seduti, dal punto di vista culturale e da quello funzionale, sarà indagato da RICCARDO BLUMER, architetto e designer, direttore dell’Accademia di architettura di Mendrisio (Svizzera), dove insegna. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi e importanti premi, tra cui il Compasso d’oro: le sue sedie Laleggera ed Entronauta figurano nella collezione permanente del MOMA di New York.

Il grande antropologo FRANCESCO REMOTTI, professore emerito di Antropologia Culturale presso l’Università di Torino e autore di importanti testi di riferimento, affronterà il tema del Festival esplorando il “simbolismo del corpo” e ragionando intorno alla comprensione dei rapporti che si generano tra il corpo e le sue raffigurazioni, tatuaggi inclusi, con l’ausilio di immagini di grande suggestione.

VIRGILIO SIENI, coreografo e danzatore, è uno dei principali protagonisti della scena contemporanea europea. Fondatore dell’Accademia sull’arte del gesto, spiegherà che cosa si cela dietro il movimento del corpo nell’appuntamento intitolato “Geometria e mistica del corpo” e coinvolgerà il pubblico in una lezione interattiva con esercizi olistici di relazione.

NADIA MARIA FILIPPINI è autorevole membro della Società Italiana delle Storiche: grande esperta di storia delle donne il cui ultimo studio, frutto di molti anni di ricerca, sarà oggetto di un incontro dal titolo “Generare corpi e idee naturalmente: la sfida del formidabile potere delle donne”. Ne parlerà insieme alla scrittrice DONATELLA DI PIETRANTONIO, autrice de L’Arminuta, romanzo sul tema della maternità molto celebrato da pubblico e critica.

Inoltre, a questa nuova edizione parteciperanno anche

RENATO MANNHEIMER, massimo esperto italiano di sondaggi, divertirà i partecipanti svelando i segreti delle inchieste su di noi.

ACHILLE BONITO OLIVA, critico d’arte di fama internazionale, saggista e scrittore, stupirà come sempre spogliando l’arte dai pregiudizi.

CLAUDIO BARTOCCI, matematico che insegna all’Università di Genova, ci condurrà in un viaggio imprevedibile alla  ricerca della bellezza  nella proporzione divina.

ELIO DE GRANDI, in arte Mago Alexander, docente al Master di Ipnosi clinica dell’Associazione Psicologi della Lombardia, proporrà una incredibile lezione interattiva per spiegare che cos’è l’ipnosi.

GIULIA SISSA arriverà appositamente dalla prestigiosa UCLA di Los Angeles dove insegna. Grande studiosa del mondo antico, nota anche in Italia per i suoi saggi appassionanti (ricordiamo l’ultimo sul tema della gelosia), racconterà il mito eterno del corpo perfetto.

L’intero programma della manifestazione è disponibile sul sito www.festivaldeisensi.it.

La mano nera e altri racconti gialli

Da fine giugno, disponibile per Elliot, un carico di giallo e mistery con alcuni racconti mai visti in Italia. Ecco la raccolta: La mano nera e altri racconti gialli. 

In questi racconti, alcuni sconosciuti a un pubblico italiano, ma ormai considerati dei cult della letteratura di genere inglese – come The Rope of Fear (La corda della paura) di Mary E. e Thomas W. Hanshew, o The Fowl in the Pot (Il pollo nella pentola) di Stanley J. Weyman – vengono narrati scandali tra nobili, eredità da salvaguardare, rapimenti, corrispondenze pericolose, errori di giudizio, baroni mascherati, indagini poliziesche, truffatori che vengono truffati a loro volta.

Fanno da sfondo campagne e città, ristoranti italiani come il “Da Luigi” e gli uffici frenetici di Scotland Yard.

La cronaca nera si mischia con la fantasia, il crimine con la vita quotidiana. 

Gli autori presenti in questa raccolta: Robert Anderson, Egerton Castle, Arthur Conan Doyle, Mary E. e Thomas W. Hanshew, Arthur B. Reeve, Stanley J. Weyman.

Titolo: La mano nera e altri racconti
Autori: Robert Anderson, Egerton Castle, Arthur Conan Doyle, Mary E. e Thomas W. Hanshew, Arthur B. Reeve, Stanley J. Weyman
Pagine: 125
Prezzo: 12,50€
Trad. di: Claudio Mapelli e Angela Pica
Disponibile dal 29 giugno


Disponibile dal 29 giugno 2017!


 

Kobane Calling recensione

Titolo: Kobane Calling
Autore: Zerocalcare
Genere: Graphic Novel
Anno di pubblicazione: 2015

Altri volumi dello stesso autore:

  • La profezia dell’armadillo
  • Un polpo alla gola
  • Ogni maledetto lunedì su due
  • Dodici
  • Dimentica il mio nome
  • L’elenco telefonico degli accolli
  • Ferro e piume

Sulla fiducia, visto che La profezia dell’armadillo aveva – dal mio punto di vista – ottime basi e ottimi margini di miglioramento, ho ripreso ancora una volta una storia di Zerocalcare. Questa volta, quindi, parliamo di Kobane Calling.

Che c’entrano i Nirvana?, mi sono detta prima di iniziare la lettura (la battuta, comunque, la propone anche l’autore, per cui, via, non sono poi così fuori dal mondo). La riposta è: nulla. Ma proprio nulla, nulla.

Kobane Calling nasce da una sorta di reportage giornalistico, in forma di fumetto, di una quarantina di pagine pubblicato per la prima volta sul numero 1085 di “Internazionale“, frutto della permanenza dell’autore a Mehser, città turca a «tre fermate di metro» da Kobane.

Kobane è una città situata nel nord della Siria, teatro dal 2014 della guerra portata dall’autoproclamatesi Stato Islamico e strenue resistenze da parte dei tanti militanti curdi (cui si aggiunsero anche i noti peshmerga [Fonte: IlPost.it]).

Dopo mesi di combattimenti, nel 2015 la città è tornata alle forze curde, ma le cicatrici rimaste sono tantissime e i lunghi combattimenti hanno lasciato alla città il soprannome di “Stalingrado” [fonte: L’Espresso.it].

Ammetto di essermi “covata” questa recensione per qualche tempo, indecisa se pubblicare questa mia che – noto – va un po’ in controtendenza rispetto al generale.

Premetto che lo stile di ZeroCalcare c’è tutto e, nel giro di poche vignette, si riesce a passare dal faceto al serio sempre in maniera simpatica e mai sciocca.

Tuttavia, mi pare che la questione sia realizzata un po’ a volo d’uccello: uno sguardo rapido nella speranza di abbracciare un po’ tutto, ma senza soffermarsi in particolare su nulla.

La storia inizia con l’annuncio di ZeroCalcare ai genitori, nelle vesti ormai note di Lady Cocca del film animato Disney “Robin Hood” e del signor Ping di “Kung Fu Panda”: vado in Siria (no, per la precisione, sul confine siriano-turco).

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Estratto da “Kobane Calling” di ZeroCalcare, Bao Publishing, 2016

Da qui, seguiamo ZeroCalcare che, dal contraddittorio mondo italiano tutto sommato pacifico, si ritrova catapultato in una zona di guerra in cui i Ratatata dell’Isis si mescolano ai Tutum e agli Sboom delle forze americane e curde.

Nella nota e caratteristica suddivisione in episodi, faremo la conoscenza dei combattenti e dei resistenti, del campo profughi, del filo spinato, delle case occupate, dei villaggi rasi al suolo, del coraggio e della forza di andare avanti e combattere, combattere.

Come scrivevo poco sopra, purtroppo, i tanti argomenti e il poco spazio a disposizione rende impossibile soffermarsi con maggior precisione. Quindi, questa coesistenza tra le tantissime cose da dire (e dar far conoscere) e le poche pagine a disposizione genere una rapida occhiata al generale.

Se vuol essere un modo per avvicinare le persone ai reportage di guerra, la graphics novel è sicuramente un innovazione interessante. Tuttavia, c’è modo e modo di affrontare tali argomenti e, per quanto lodevole, in questo caso l’intento mi pare completamente non riuscito.


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